Simone Coccia: “I giovani non devono abbattersi e demoralizzarsi”

Simone Coccia Colaiuta, noto personaggio televisivo ed ex gieffino, si concede in un’intervista esclusiva analizzando il quadro socio-economico del Paese in seguito alla pandemia da Covid-19, incitando infine i giovani a credere in loro stessi nella speranza di un futuro migliore.

Storicamente che impatto avrà il Covid-19?
“È un evento cosi eccezionale che nessuno se lo aspettava, ha preso alla sprovvista il mondo. Tra molti anni lo troveremo sui libri di storia e sarà oggetto di studi e riflessioni, cosi come altri virus e malattie che la storia ha dovuto combattere in passato. E’ sicuramente un argomento interessante da studiare, capire come è nato e come si sviluppa.”

I giovani di ieri, di oggi e di domani. Che consiglio dai ai giovani sempre più in difficoltà in questa scoietà?
“I giovani non devono abbattersi anche se al giorno d’oggi molti si perdono, la società non offre molto ma è necessario credere nelle proprie capacità. Molte persone si trovano senza lavoro e ciò rende tutto più complicato; è facile perdersi per strada o cercare scorciatoie e vie alternative che non portano mai ad un risultato concreto ma finiscono per peggiorare la situazione. Il consiglio che mi sento di dare è di coltivare i propri sogni, studiare o lavorare, e tenere la mente occupata.
Il sacrificio paga sempre e bisogna sfruttare le occasioni che si trovano”

Un messaggio agli italiani in questo momento?
“Dobbiamo continuare a seguire le regole, questa è l’unica cosa che possiamo fare in questo momento. Il peggio spero sia passato, dobbiamo prepararci per uscirne definitivamente.”

Il Governo secondo te come ha gestito la situazione?
“Sinceramente pensavo peggio inizialmente. Era una situazione nuova per tutti e credo che Governo,Sanità e Protezione Civile abbiano gestito bene la situazione, il lavoro è stato eccellente. I cittadini purtroppo continuano a dare lavoro ai medici; Le regole sono state chiare sin dall’inizio. Le persone purtroppo non hanno capito la gravità della situazione dovrebbero essere più responsabili.”

Attenzione e rispetto delle regole sono ció che l’ex gieffino raccomanda ai cittadini, che non devono mai perdere la speranza e continuare a credere nelle proprie capacità.

LETTERA APERTA DELLA FEDERAZIONE ITALIANA ARTISTI AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA SERGIO MATTARELLA PER LA RIAPERTURA DEGLI SPAZI CULTURALI

“Vogliamo contribuire al Neorinascimento del nostro Paese nel rispetto della nostra Costituzione che Lei rappresenta e del suo mai cosi attuale articolo 9: la nostraRepubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.
Tra i 500  firmatari: Fabrizio Bentivoglio, Massimo Wertmuller,Enrico Montesano, Gianni Clementi, Alessandro Chiti, Vanessa Gravina, Edoardo Siravo, Isabel Russinova, Franco Oppini, Antonello Fassari e tanti altri attrici, attori, registi e teatri italiani (Vittoria, Porta Portese, Trastevere, Vascello.)

La Federazione Italiana Artisti (FED. IT. ART.), presieduta da Gino Auriuso, lancia un appello al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per segnalare la situazione del mondo della cultura e dello spettacolo dal vivo che, considerate le disposizioni governative e scientifiche, emanate per difendere in primis la salute degli italiani, sarà l’ultimo a riavviare le proprie attività.
I comparti della cultura e dello spettacolo, possono e debbono essere i settori sui quali puntare per portare i cittadini italiani fuori dalla paura post virus e alla ripresa culturale, economica e morale del nostro Paese. Un Paese dove possa essere riconosciuto il ruolo di pubblica utilità della Cultura (teatri, cinema, musei luoghi di aggregazione e formazione artistica).
All’appello hanno aderito oltre 500 firmatari, tra cui: Fabrizio Bentivoglio, Massimo Wertmuller, Enrico Montesano, Gianni Clementi, Alessandro Chiti, Vanessa Gravina, Edoardo Siravo, Isabel Russinova, Franco Oppini, Antonello Fassari e tanti altri attrici, attori, registi e teatri italiani (Vittoria, Porta Portese, Trastevere, Vascello, etc.). E il coro rivolto a Mattarella è unanime: “vogliamo contribuire al Neorinascimento del nostro Paese nel rispetto della nostra Costituzione che Lei rappresenta e del suo mai cosi attuale articolo 9, ovvero la nostra Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. “Signor Presidente le chiediamo
d’intervenire affinché vengano, concretamente, riconosciuti funzione e ruolo pubblico della Cultura e siano ascoltate le istanze del nostro mondo (grandi e piccoli operatori e tutti i lavoratori).


TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA AL PRESIDENTE MATTARELLA:
Stimatissimo Presidente,
ci rivolgiamo alla Sua cortese attenzione e sensibilità per segnalarLe la situazione del mondo della Cultura e dello Spettacolo dal Vivo che, considerate le disposizioni governative e scientifiche, emanate per difendere in primis la salute degli italiani, sarà l’ultimo a riavviare le proprie attività. Sono proprio queste che producono – grazie a quella che viene definita L’economia della Bellezza – un dato importante del PIL (il 6,1%) e occupano oltre un milione e mezzo di addetti che in buona parte non hanno altre opportunità di entrate.
Non è sufficiente affermare che debbono essere rispettate, come fa la stragrande maggioranza degli italiani, le regole per evitare la diffusione del virus che già tanti lutti ha provocato. Le Istituzioni debbono, con le loro sofferte decisioni, facilitare la ripresa economica e, anche, evitare la desertificazione culturale con il rischio, sempre più concreto, della chiusura di buona parte delle attività di Spettacolo dal Vivo e dei luoghi di rappresentazione che spesso sono avamposti unici nelle periferie urbane e nel territorio provinciale.
Abbiamo l’impressione che, pur in presenza di sforzi importanti da parte del Governo, non si tenga conto o non si valuti con giusta attenzione il rischio che, rimandando sine die il riavvio delle nostre attività, corre il mondo della Cultura e dello Spettacolo.
I nostri comparti possono e debbono essere i settori sui quali puntare per portare i cittadini italiani fuori dalla paura post virus e alla ripresa culturale, economica e morale del nostro Paese. Un Paese dove possa essere riconosciuto il ruolo di pubblica utilità della Cultura (Teatri, Cinema, Musei luoghi di aggregazione e formazione artistica).
Per questo il nostro impegno da cittadini e operatori culturali è e vorrebbe continuare a essere quello di rigenerare il senso di comunità, stimolare l’esigenza di conoscenza e fruizione dell’immenso patrimonio culturale del nostro Paese, favorire opportunità economiche ed occupazionali, stimolare senso di appartenenza e comunità, di coesione, formazione, conoscenza, benessere, distensione e partecipazione sociale.
Così come dovrebbe avvenire nei prossimi giorni per Luoghi di culto e Musei, tutti gli operatori sono pronti a riavviare le loro attività nel rispetto delle regole sanitarie e comportamentali (prime fra tutte la distanza tra le persone, le mascherine e la sanificazione degli ambienti). Siamo pronti ad una riflessione che ci porti rapidamente a riorganizzare le nostre attività artistiche. Ci si dica una volta per tutte come e noi, abituati a costruire in poche ore dal nulla, saremo pronti.
È necessario, però, avere indicazioni sulla riapertura degli spazi culturali. Insieme ai Musei si riavviino le attività di Teatri, Cinema, Luoghi di aggregazione culturale e di Formazione Artistica.
LA RICHIESTA:
Vogliamo contribuire al Neorinascimento del nostro Paese nel rispetto della nostra Costituzione che Lei rappresenta e del suo mai cosi attuale articolo 9: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.
Le chiediamo di intervenire affinché vengano, concretamente, riconosciuti funzione e ruolo pubblico della Cultura e siano ascoltate le istanze del nostro mondo (grandi e piccoli operatori e tutti i lavoratori).
La ringraziamo per la Sua quotidiana azione di tutela e valorizzazione del nostro Paese e delle sue Istituzioni in Italia, in Europa e nel Mondo, e la salutiamo con deferenza e grande stima. 
FED.IT.ART. (Federazione Italiana Artisti)

FASE 2. REGIMENTI (LEGA): “RIDURRE IRPEF A STIPENDI MEDICI E INFERMIERI IN PRIMA LINEA CONTRO COVID-19”

“Una detrazione dall’Irpef sullo stipendio di medici, infermieri e operatori sanitari impegnati nell’emergenza Covid-19. E’ una proposta di buon senso, che premia la dedizione, pagata spesso con la vita, di chi ha operato e continua a farlo ancora oggi, in difficili contesti sanitari e legali, nella lotta alla pandemia”.

E’ quanto dichiara l’eurodeputata della Lega Luisa Regimentiche auspica una “riduzione del carico fiscale a vantaggio di una categoria che non ha lesinato impegno e sacrificio, pur trovandosi in un ambito lavorativo di forte precarietà, dovuto alla scarsa dotazione dei dispositivi di protezione individuale e a un’azione politica inefficace, subendo inevitabili disagi nella sfera familiare. Seguire magari l’esempio dell’ENPAM, l’Ente nazionale di previdenza e assistenza medici, che verserà con propri fondi un’indennità di mille euro a tutti i medici e odontoiatri che svolgono libera professione e che hanno avuto un calo del reddito importante a causa del Covid-19”.
“Il taglio dell’Irpef in busta paga è stato proposto dalla Lega in Piemonte e Veneto, quest’ultima unica Regione a non applicare l’addizionale Irpef sulla sanità – sottolinea Regimenti – e spero che l’idea possa essere considerata anche nel resto d’Italia, come nel Lazio, dove il presidente Zingaretti, ancora alle prese con il caso ancora tutto da chiarire delle mascherine ‘fantasma’, ha dimostrato di non essere in grado di affrontare l’emergenza”.
Secondo Regimenti “la possibile detrazione dall’Irpef dovrebbe riguardare anche l’intramoenia, cioè le prestazioni erogate fuori del normale orario di lavoro dai medici di un ospedale, che utilizzano le strutture ambulatoriali e diagnostiche dell’ospedale stesso a fronte del pagamento da parte del paziente di una tariffa. Un’attività – conclude l’eurodeputata leghista – ora limitata dall’emergenza Coronavirus, ma che non ha impedito ai medici di mettersi ugualmente a disposizione dei cittadini”.

SOLIDARIETA’: ECOITALIASOLIDALE, GRANDE SUCCESSO QUEST’OGGI ALL’AVVIO AD OSTIA ANTICA DELL’INIZIATIVA “ADOTTA UNA PANCHINA DELLA SOLIDARIETA'” PER AIUTARE CHI HA MENO POSSIBILITA’

“Si è avviata spontaneamente  questa mattina  la nuova iniziativa del Movimento Ecologista Ecoitaliasolidale “Adotta una panchina.  Adotta una “Panchina della Solidarietà” nella Piazza centrale di Ostia Antica, con numerosi cittadini che passando e senza creare alcun problema di distanziamento, tutti muniti di apposita mascherina, hanno donato numerosi prodotti alimentari, mentre con molta discrezione altri cittadini hanno ricevuto in dono ciò che è stato donato”.

E’ il commento di Giuliana Salce, Responsabile del Movimento per la Regione Lazio del Movimento Ecoitaliasolidale ed organizzatrice  con il Presidente Piergiorgio Benvenuti delle “panchine della solidarietà”.
“Utilizzare in uno spazio pubblico  -dichiara Giuliana Salce – per una iniziativa di solidarietà coinvolgendo in modo spontaneo i cittadini, donando pasta, legumi, frutta, biscotti, latte, zucchero, farina ed ogni genere di necessità alimentare rappresenta una contaminazione sociale di straordinaria forza etica e morale, soprattutto in questo grave momento di crisi economica”.
“Con questa iniziativa cerchiamo di far uscire dalle nostre case quel senso di comunità e di difesa del più debole -concludono Benvenuti e Salce- con una azione concreta, una contaminazione di solidarietà che vorremmo si possa diffondere rapidamente in ogni angolo del nostro Paese, dopo questa prima esperienza di Ostia Antica”.

ECOITALIASOLIDALE

SEQUESTRATI 15.000 PEZZI DI RICAMBIO PER AUTO CONTRAFFATTI RIPORTANTI IL MARCHIO DI UNA PRESTIGIOSA CASA AUTOMOBILISTICA DENUNCIATO UN IMPRENDITORE

Oltre 1.500 metri quadri di illegalità: dalla contraffazione ai reati ambientali, dal lavoro nero ad un’intera area adibita a officina abusiva.

È il bilancio di un’operazione della Guardia di Finanza di Torino a San Gillio, comune del torinese, che ha portato alla denuncia di due persone e al sequestro di 15.000 pezzi di ricambio per auto contraffatti riportanti il marchio di una prestigiosa casa automobilistica.
I Finanzieri della Compagnia di Susa, che hanno condotto l’intervento coordinati dalla Procura della Repubblica Torinese, hanno individuato il capannone nelle campagne di San Gillio, su un’area estesa circa 1.500 metri quadri. Nello stabile, apparentemente abbandonato, si poteva accedere solamente da un ingresso defilato situato nel retro del capannone e difficilmente visibile.
All’interno una vera e propria industria del falso ma non solo. L’imprenditore, un cinquantenne di La Cassa (TO), si era creato la sua attività illegale dove produceva migliaia di pezzi di ricambio per auto e accessori tutti riportanti il marchio della nota casa automobilistica, ovviamente ignara e parte lesa nella vicenda. Macchinari, attrezzature, tutto era allestito e organizzato per soddisfare le centinaia di ordini che quotidianamente l’imprenditore riceveva dai clienti.
L’uomo si era anche creato una sua nicchia di clienti tra gli appassionati di auto d’epoca; tra i pezzi di ricambio sequestrati dai Finanzieri, infatti, numerosi erano gli articoli dedicati alle autovetture oramai vintage ma con un importante platea di intenditori visto anche il considerevole numero di commesse che l’azienda riceveva, non solo dal Piemonte, ma da tutta Italia; dalla Lombardia alla Sicilia, dalla Liguria al Friuli Venezia Giulia.
Nel corso dell’intervento sono state anche riscontrate gravi anomalie per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti e dei residui della lavorazione: una porzione dello stabile, infatti, era stata destinata allo stoccaggio dei rifiuti pericolosi rinvenuti ammassati all’interno del capannone che, tra l’altro, aveva la sua copertura in amianto. All’interno dello stabile anche un’area destinata ad officina per le riparazioni delle autovetture, ovviamente abusiva così cosi come “in nero” era impiegato il personale trovato al lavoro. Oltre 1.000 pezzi di motori e 24 tra macchinari attrezzature per la riparazione delle auto sono stati sequestrati. Insomma, un’attività illegale sotto tutti i profili. Ora tutta l’area è stata sequestrata mentre sono circa 15.000 i ricambi falsi cautelati dai Finanzieri, unitamente ai macchinari e alle attrezzature utilizzate per l’attività illecita.
Particolare che va ad aggravare la posizione dell’indagato, è rappresentato dal fatto che mentre la maggior parte delle aziende oneste sono chiuse nel pieno rispetto dei provvedimenti a contrasto del COVID 19, l’uomo continuava a svolgere, la sua “attività” in maniera incessante non curante delle restrizioni in vigore. Ed è per questo che a suo carico, oltre alle varie denunce accumulate, si sono aggiunte le sanzioni per la “mobilità non giustificata”, che hanno coinvolto anche il personale trovato all’interno dell’azienda.
L’imprenditore, già noto alle forze dell’ordine per altre passate vicende, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Torino per una lunga serie di reati che vanno dalla contraffazione alla frode in commercio dai reati ambientali sino alla ricettazione.

MENSE SCOLASTICHE: R. MUSSOLINI (CON GIORGIA). CHIESTA COMMISSIONE TRASPARENZA. 2000 TRA CUOCHE E ADDETTE RISCHIANO LICENZIAMENTO

Roma, 4 maggio 2020 – «Il 31 luglio prossimo scadrà il bando di gara relativo alla refezione scolastica. Difficile dire se saranno garantiti, oltre alla continuità del servizio, i livelli occupazionali e reddituali delle 2000 lavoratrici circa, tra cuoche e addette, che vi operavano fino a prima del lockdown.

Proprio per questo, nei giorni scorsi, ho chiesto, con la massima urgenza, la convocazione di una commissione Trasparenza che spero possa accendere un faro sulla questione. Queste persone sono al limite della sopravvivenza: alcune ditte per le quali lavorano gli hanno anticipato il pagamento di ferie e permessi, ma si tratta davvero di importi irrisori.
Essendo state assorbite dalle aziende subentrate, nel gennaio scorso, con il cambio di appalto hanno maturato, purtroppo, spettanze minime. La maggior parte di loro, poi, hanno un contratto che prevede un numero ridotto di ore di lavoro da svolgersi in un lasso di tempo limitato. E quel contratto è anche in scadenza a breve: 30 giugno o 31 luglio a seconda che siano impiegate nelle scuole materne o nei nidi.
Il decreto del governo, poi, ha contribuito a pasticciare una situazione già di per sé difficile. Alcune di queste lavoratrici, infatti, sono ancora in attesa di percepire il fondo di integrazione salariale, un istituto che non prevede maturazione di ratei di tredicesima e quattordicesima e che, quindi, nel tempo non gli ha neanche potuto garantire la possibilità di crearsi un “salvadanaio”. Adesso la loro è una condizione ai limiti dell’emergenza. Bisogna attivarsi subito: la catastrofe è davvero dietro l’angolo».
Così Rachele Mussolini, consigliere comunale della lista civica Con Giorgia e Vice Presidente della Commissione Controllo, Garanzia e Trasparenza di Roma Capitale.