“Sospensione” mutuo prima casa con il DL Cura Italia:
come presentare domanda? Le “misure a sostegno di famiglie,
lavoratori e imprese” adottate per far fronte all’emergenza
coronavirus introducono alcune novità sulla possibilità di
mettere in stand by le rate dovute..
Il congelamento delle rate, regolato
dalla legge numero 244 del 2007, non è automatico,va richiesto
dagli interessati seguendo la procedura prevista dal Fondo Consip..Quindi
avremo cittadini di serie a, e cittadini di serie b?La malattia non ha colore
sociale e sopratutto non sceglie chi colpire…ma,andiamo avanti e vediamo gli
aventi diritto: L’emergenza coronavirus apre le porte della
sospensione del mutui a due categorie di lavoratori:
- dipendenti che hanno subito la riduzione dell’orario lavorativo o
la sospensione dal lavoro;
- lavoratori autonomi e liberi professionisti che presentino una dichiarazione
di riduzione del fatturato superiore al 33% in un trimestre
successivo al 21 febbraio 2020 rispetto all’ultimo trimestre del 2019.
Diversamente da altre misure
inserite nel DL Cura Italia, per la sospensione dei mutui prima
casa non è necessario aspettare un decreto attuativo o comunque un
provvedimento che sblocchi la possibilità di accedervi. È possibile presentare
domanda da subito.Regolato dalla legge numero 244 del 2007,
permette di chiedere la sospensione del pagamento delle rate del mutuo per
l’acquisto della prima casa per non più di due volte e per un periodo
massimo complessivo di 18 mesi. Questa non risulta una novita’ e’ una legge
in vigore gia’ da 14 anni,perche’ prendere in giro i cittadini?
L’articolo numero 63 del DL numero 18 del
17 marzo 2020, in deroga alla disciplina ordinaria per 9 mesi a
partire dall’entrata in vigore, prevede:
- l’estensione del beneficio ai lavoratori autonomi e ai liberi
professionisti che “autocertifichino ai sensi degli articoli 46 e
47 DPR 445/2000 di aver registrato, in un trimestre successivo al 21 febbraio
2020 ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra la data della domanda e
la predetta data, un calo del proprio fatturato, superiore al 33% del
fatturato dell’ultimo trimestre 2019 in conseguenza della chiusura o
della restrizione della propria attività operata in attuazione delle
disposizioni adottate dall’autorità competente per l’emergenza coronavirus”;
- l’accesso al Fondo senza presentazione dell’indicatore della
situazione economica equivalente (ISEE).
Come presentare
domanda?
Coloro che non sono in grado di
sostenere il pagamento delle rate del mutuo a causa di un’improvvisa
difficoltà economica dovuta all’epidemia in corso devono
presentare domanda per la sospensione di mutui tramite
il Fondo Consap.
La richiesta di sospensione deve essere
inoltrata direttamente alla propria banca presentando:
- modulo di domanda Consap;
- documentazione necessaria a dimostrare di essere nelle condizioni
indicate dai due decreti:
- riduzione dell’orario lavorativo o la sospensione dal lavoro per i
lavoratori dipendenti;
- riduzione del fatturato per lavoratori autonomi e i liberi professionisti.
Una volta accettata la richiesta,(che
quindi non e’ automatica ma a DISCREZIONE) il Fondo provvederà al
rimborso del 50% degli interessi del mutuo residuo per il periodo di
sospensione.
Nel periodo di sospensione,
dunque, non bisogna pagare il mutuo sulla prima casa.
Ma alla ripresa dei pagamenti,
oltre alla quota capitale delle rate, l’interessato si troverà la quota
del 50% degli interessi che rimangono a suo carico, non coperta dal
fondo,che verranno spalmati negli anni sul mutuo residuo. In chiusura, quindi,
è necessaria una precisazione: in futuro ci si troverà con una
rata leggermente più alta (SI POTREBBERO RAFFIGURARE L’ILLECITO AMMINISTRATIVO
DELL ‘ ANATOCISMO E, IL REATO PENALE USURA), con una durata maggiore del mutuo
stesso. La domanda nasce spontanea come qualcuno direbbe…sono stati
tutelati davvero i cittadini? Si parla di trovata pubblicitaria, arzigogolata
fra meandri burocratici, ai quali i cittadini non hanno modo di accedere? Non
sarebbe bastato congelare ed accordare le rate del mutuo a fine contratto?
Evidentemente non potevamo garantire i cittadini ma IL GOVERNO PROBABILMENTE E’
OBBLIGATO a garantire le banche. Cosi in una nota il presidente di Assotutela
Michel Emi Maritato.