
Aveva sognato di diventare suora, di dedicare la propria vita alla preghiera e al silenzio. Poi la scrittura ha bussato alla sua porta — e non se n’è più andata. Oggi, Assia Marina Penta, trent’anni, originaria di Fontanarosa (Avellino) e residente a Milano, trasforma il dolore in parole. Tre anni fa è stata vittima di un’aggressione da parte di un uomo con cui aveva avuto una breve frequentazione. Da quel trauma è nata una nuova vita, fatta di penna, coraggio e verità. Ex fotomodella per maison importanti, tifosa dell’Inter e appassionata di tennis, Assia oggi unisce alla forza interiore la grazia e la disciplina che la contraddistinguono. Nei suoi libri parla di donne, di libertà e di identità, affrontando anche tematiche LGBT, e dedica ogni pagina al padre, l’avvocato Francesco, scomparso tre anni fa: “Scrivo per lui e per me — perché senza le parole, non sarei più qui”. Oggi, i suoi romanzi sono in prossima uscita con una prestigiosa casa editrice nazionale, segno di un percorso che, dal buio, l’ha portata verso la luce.
Intervista ad Assia Marina Penta
· Assia, com’era la tua vita prima di tutto questo?
Ero una ragazza molto spirituale. Da bambina sognavo di farmi suora: sentivo forte la chiamata alla fede, al silenzio. Poi la vita mi ha spinta verso un’altra forma di vocazione: quella della parola. Scrivere, per me, è una forma di preghiera diversa.
· Hai avuto anche esperienze come fotomodella. Ti hanno aiutata a ritrovare fiducia in te stessa?
Sì, ho lavorato come fotomodella per maison importanti. È stata un’esperienza formativa e difficile allo stesso tempo. Mi ha insegnato che la bellezza non basta: bisogna avere carattere, saper dire no e credere in sé stessi.
· Tre anni fa la tua vita è cambiata in modo drammatico. Cosa è successo?
Frequentavo un ragazzo che all’inizio sembrava gentile. Dopo poco ha iniziato a mostrarsi ossessivo: telefonate continue, messaggi, regali. Quando ho deciso di chiudere, non ha accettato la mia scelta. Una sera mi ha aggredita sotto casa. Mi ha afferrata da dietro, tappandomi la bocca. Ho pensato che sarei morta. Una donna, chiedendomi se avessi bisogno d’aiuto, lo ha messo in fuga. Le devo la vita.
· Come sei riuscita a rialzarti?
È stato difficile. Non dormivo, non mangiavo, avevo paura di tutto. Poi, per caso, ho iniziato a scrivere. Prima poche frasi, poi pagine intere. È diventata la mia terapia. La scrittura mi ha salvata.
· Ed è così che sono nati i tuoi due libri. Ce ne parli?
Il primo, *Una curvy in una jungla*, racconta la storia di una modella curvy che trova il coraggio di mostrarsi per ciò che è. Il secondo, *Tre donne*, parla di tre generazioni femminili che si riscoprono e si sostengono. In entrambi i romanzi parlo di rinascita e identità, anche attraverso personaggi legati al mondo LGBT. È la libertà di essere se stessi, senza paura.
· Li dedichi a tuo padre, giusto?
Sì. Mio padre, l’avvocato Francesco, è morto tre anni fa. Era un uomo giusto, forte, con un grande senso dell’etica. Ogni parola è per lui. Quando scrivo, è come se parlassi con lui: gli racconto che sto andando avanti, che nonostante tutto ho scelto la vita.
· Fuori dalla scrittura, quali sono le tue passioni?
Tifo da sempre per l’Inter: mi emoziono a ogni partita! Amo anche giocare a tennis, è il mio modo per liberare la mente e ritrovare equilibrio.
· Cosa significa per te “scrivere per ricominciare”?
Significa ritrovare la voce dopo che te l’hanno tolta. Scrivere mi ha restituito un senso. È la mia vendetta gentile contro il dolore.
· E ora arriva una grande notizia: la pubblicazione.
Sì, i miei due romanzi usciranno a breve con una casa editrice molto conosciuta. È un sogno che si realizza. Spero che la mia storia possa dare coraggio a chi pensa di non farcela.
· Cosa diresti a chi vive un’esperienza simile alla tua?
Che non è mai la fine. Che si può ricominciare, anche quando sembra impossibile. Io l’ho fatto scrivendo. Ognuno può trovare il proprio modo per salvarsi.
Riepilogo
Assia Marina Penta, 30 anni, originaria di Fontanarosa e residente a Milano, è sopravvissuta a un’aggressione che le ha cambiato la vita. Ex aspirante suora e fotomodella per maison importanti, oggi è una scrittrice emergente che tratta temi di identità, femminilità e libertà LGBT. Tifosa dell’Inter e appassionata di tennis, unisce determinazione e sensibilità in ogni sua parola. I suoi due romanzi, dedicati al padre, l’avvocato Francesco, sono prossimi alla pubblicazione con una nota casa editrice italiana. “Scrivere mi ha salvato. Ora voglio che le mie parole aiutino gli altri a rinascere.”








