Ue, Euromò: “Siamo la voce plurale per una Europa dei popoli e della pace”

Ue, Euromò: “Siamo la voce plurale per una Europa dei popoli e della pace”

“L’obiettivo è un’Europa dei popoli, capace di mettere al centro persona, diritti sociali, democrazia e pace. Un’Europa nella quale ogni cittadino possa trasformarsi da spettatore passivo in divulgatore dei principi comunitari, operando in autonomia e indipendenza, nel rispetto dell’altrui dissenso. L’attuale modello farraginoso della Ue non può essere considerato intoccabile, soprattutto davanti alla crescente paura di un conflitto planetario, alla crisi della democrazia e alla corsa agli armamenti. Per questo occorre informare correttamente i cittadini e costruire una Grande Europa dei Popoli, capace di superare barriere e divisioni”. Cosi, in una nota stampa, il Movimento Culturale “Euromò” “Con Euromo Futura Europa – patto civile a cui hanno aderito anche Accademia Iniziativa Comune, Gente del Sole, Radici e Sentieri – il Movimento non scende in campo per mietere voti ma per affermare una “diversa idea di Europa e di umanità”. Le idee non hanno un padrone, non hanno un solo volto e sono propellente per i cittadini. Quindi Euromò cambia passo e si rifonda su due pilastri: la voce di tutti, con il superamento del Portavoce Unico e una rappresentanza diffusa, attraverso decisioni e linee d’azione frutto di una sintesi collegiale; e la Rotazione del Messaggio, con la quale qualsiasi componente può prestare la propria voce e il proprio volto per diffondere il pensiero comune. La forza di Euromò sta proprio nel messaggio, non nel messaggero. L’obiettivo è rafforzare il processo di integrazione europea, promuovere maggiore coesione tra gli Stati, costruire una voce europea autorevole nel mondo e avvicinare le istituzioni ai cittadini, favorendo partecipazione, solidarietà e diritti, per un futuro condiviso”.

Lazio, Confeuro e Accademia IC incontrano il consigliere regionale Leodori

Lazio, Confeuro e Accademia IC incontrano il consigliere regionale Leodori

“Nella giornata di ieri, il presidente nazionale Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei, Andrea Tiso, e il presidente di Accademia Iniziativa Comune, Carmela Tiso, hanno incontrato a Roma Daniele Leodori, attuale consigliere regionale del Pd e segretario del Partito Democratico Lazio, per un confronto sulla condizione attuale e sulle prospettive del settore agricolo, e non solo. “Al centro dell’incontro, i temi legati alla salute del comparto primario, alle proposte per incentivare l’imprenditoria giovanile in agricoltura, al ricambio generazionale nelle campagne del Lazio e alla situazione del comparto agricolo nel territorio di Roma, che ricordiamo essere il comune agricolo più grande d’Europa, e nelle altre province laziali: Frosinone, Viterbo, Rieti e Latina. Dialogo incentrato anche sugli aspetti più sociali del territorio: dalla tutela della comunità del Lazio alle politiche migratorie, dalla formazione all’inserimento al lavoro nella agricoltura. È stato un incontro proficuo e costruttivo – hanno dichiarato i presidenti di Confeuro e Accademia Iniziativa Comune – che conferma la nostra volontà di mantenere un dialogo aperto e collaborativo con tutte le istituzioni locali. Solo attraverso un confronto costante infatti possiamo individuare strumenti concreti per tutelare e valorizzare il futuro delle famiglie, nonché il lavoro dei piccoli e medi agricoltori, veri custodi del territorio e dell’ambiente ”. Da Confeuro e Accademia Iniziativa Comune hanno poi concluso: “Ringraziamo il consigliere regionale Daniele Leodori per la sensibilità e l’attenzione dimostrate nei nostri confronti. Più in generale, rinnoviamo la nostra disponibilità a collaborare con le amministrazioni di tutti i livelli per promuovere politiche di sviluppo sostenibile, innovazione e inclusione nel mondo sociale e agricolo, fondamentali per garantire un futuro solido ai piccoli e medi agricoltori del nostro territorio”.

BOLSENA, GRANCARO INCONTRA LA CITTÀ

BOLSENA, GRANCARO INCONTRA LA CITTÀ

Domani 10 ottobre l’arte contemporanea entra nel centro storico e sul lungolago di Bolsena

BOLSENA – L’arte contemporanea esce dai luoghi consueti, attraversa la città e incontra il paesaggio del lago. Domani,Sabato 10 ottobre 2026, sarà inaugurata a Bolsena “Grancaro incontra la città – Edizione speciale 2026”, nuova articolazione urbana di “Grancaro Welcome on Board 2026 – Parco di sculture contemporanee sul Lago di Bolsena”.
Sculture e installazioni troveranno spazio tra il centro storico e il lungolago, componendo un itinerario artistico diffuso nel quale le opere entreranno in dialogo con le architetture, gli spazi pubblici e il paesaggio lacustre. Un percorso pensato non soltanto per essere visitato, ma anche per inserirsi nella vita quotidiana della città, accompagnando residenti e visitatori alla scoperta di luoghi conosciuti attraverso lo sguardo dell’arte contemporanea.
Il progetto affonda le proprie radici nel Golfo del Grancaro, luogo di particolare valore paesaggistico e archeologico sulle rive del lago di Bolsena. Con questa edizione speciale, l’esperienza nata sulle sponde del lago si estende al centro abitato e costruisce una relazione più ampia tra arte, storia e paesaggio, trasformando per la durata della manifestazione Bolsena in un percorso espositivo a cielo aperto.

L’iniziativa è promossa dal Comune di Bolsena, con il contributo della Presidenza del Consiglio regionale del Lazio, sotto la direzione artistica di Francesca Perti e Serena Achilli. “Grancaro incontra la città” prosegue così il percorso avviato con il parco di sculture contemporanee, inserendosi nelle iniziative di interesse pubblico dedicate alla valorizzazione culturale e turistica del territorio.
Accanto alle opere saranno organizzati incontri con gli artisti, momenti di approfondimento e visite guidate gratuite, per offrire al pubblico occasioni diverse di avvicinamento ai linguaggi del contemporaneo. Tutte le attività saranno a ingresso libero.
A documentare l’edizione 2026 sarà inoltre un catalogo ufficiale, che raccoglierà opere, protagonisti e contenuti del progetto e sarà presentato, al termine della manifestazione, nella seconda settimana di novembre.
La giornata inaugurale prenderà il via sabato 10 ottobre dalle ore 10.00. Presso l’Ufficio informazioni di Bolsena, in piazza Matteotti, sarà possibile ritirare gratuitamente la mappa dell’itinerario, con l’indicazione delle opere e dei luoghi che le ospitano, per percorrere autonomamente la mostra diffusa tra il centro storico e il lungolago.
Alle ore 19.00, nel Giardino comunale di Largo La Salle, si terrà la presentazione del libro “Obscura Luna” di Carmine Sorrentino, che aprirà il momento serale della manifestazione. A seguire, il cocktail inaugurale.
Numerosi gli artisti coinvolti nell’edizione speciale: Matteo Basilè, Tommaso Cascella, Michele Stanzione, Fabio De Santis Scipioni, Massimo Di Giovanni, Simon D’Exèa, David Fagioli, Lorenzo Guerrini, Mutsuo Hirano, Thomas Lange, Carmine Leta, Ettore Marinelli, Armando Moriconi, Alessio Paternesi, Eliana Prosperi, Oliviero Rainaldi, Monica Sarandrea, Sandro Scarmiglia e Roberto Vignoli.
Un incontro tra linguaggi contemporanei e identità dei luoghi che, dalle acque del Grancaro alle strade del centro storico, porta l’arte dentro Bolsena e invita a guardare la città e il suo paesaggio da una prospettiva diversa.

Agroalimentare, Confeuro: “Promozione non basta: politiche immediate e strutturali”

Agroalimentare, Confeuro: “Promozione non basta: politiche immediate e strutturali”

“Confeuro, pur apprezzando la volontà del Governo nazionale di promuovere e valorizzare l’agroalimentare italiano, tuttavia ritiene che oggi la promozione, da sola, non sia sufficiente. Servono politiche concrete e immediate per contenere i costi di produzione e sostenere il reddito dei piccoli e medi agricoltori, che continuano a operare in un contesto economico e geopolitico particolarmente complesso. L’aumento dei costi energetici, delle materie prime e dei fattori produttivi sta mettendo a dura prova la sostenibilità economica di molte aziende agricole”. Lo afferma, in una nota, Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei. “Ci troviamo probabilmente di fronte a uno dei contesti socioeconomici più difficili e delicati degli ultimi trent’anni e il comparto primario non può essere lasciato solo ad affrontarne le conseguenze. Salvaguardare il reddito agricolo deve quindi rappresentare una priorità istituzionale, tanto per il Governo Meloni quanto per l’Unione Europea. Servono interventi specifici, a partire dalla salvaguardia dell’autonomia e delle risorse della PAC, ma anche riforme più strutturali capaci di rafforzare la competitività e la resilienza dell’agricoltura italiana. Occorre costruire condizioni che consentano agli agricoltori di programmare il futuro, investire e continuare a garantire qualità, sicurezza alimentare e presidio del territorio. La promozione del Made in Italy agroalimentare è certamente importante, ma deve essere accompagnata da scelte politiche all’altezza delle difficoltà che il settore sta affrontando. Difendere l’agricoltura significa difendere un interesse strategico nazionale ed europeo”, conclude Tiso.

Sociale, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Volontariato moderno, l’energia civica degli italiani”

Sociale, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Volontariato moderno, l’energia civica degli italiani”

“Negli ultimi anni è cresciuta una forma nuova di volontariato: spontaneo, digitale, di quartiere. Una risposta sociale alla fragilità del lavoro, alla solitudine e alla mancanza di servizi. Il volontariato italiano sta vivendo una stagione di trasformazione profonda. Non è più soltanto l’impegno silenzioso delle associazioni storiche, né un gesto episodico di generosità: è diventato una nuova forma di partecipazione civica, capace di unire generazioni, territori e competenze. Un esempio è rappresentato dalla cosiddetta “microcomunità di quartiere”, e nasce spesso da chat WhatsApp, gruppi Facebook, iniziative spontanee e reti di vicinato. Sono azioni rapide, concrete, senza burocrazia. Si aiutano anziani, famiglie in difficoltà, persone sole. C’è poi il volontariato digitale, con molte persone che offrono supporto telematico agli anziani: insomma, una nuova forma di inclusione sociale che può aiutare a ridurre il divario digitale. Perché crescono queste tipologie di volontariato? In un paese, come il nostro, attraversato da cambiamenti economici, sociali e culturali, il volontariato moderno rappresenta una risposta concreta alla fragilità, alla solitudine e alla discontinuità del lavoro. È un modo per ricostruire legami, per restituire senso di comunità, per dare voce a chi spesso non ne ha. E non è solamente un aiuto: è partecipazione civica, è costruzione di fiducia, è un modo per restituire energia alle comunità. E questa nuova energia civica nasce dal basso: dai quartieri, dai gruppi spontanei, dalle reti digitali, dalle iniziative che uniscono giovani, anziani, professionisti, studenti. È un volontariato più rapido, più flessibile, più vicino ai bisogni reali. Il futuro del Paese dipende anche dalla capacità di riconoscere, valorizzare e sostenere queste nuove forme di impegno. Servono politiche che facilitino la partecipazione, strumenti digitali inclusivi, percorsi formativi che aiutino i cittadini a diventare protagonisti del cambiamento. Occorre, in sostanza, sostenere le reti civiche e il volontariato moderno, riconoscendone il ruolo sociale. Le comunità sono una risorsa strategica per il Paese e meritano supporto strutturale”.

Lo dichiara Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente dell’associazione Bandiera Bianca.

Sanità, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Investire su presidi salute in aree interne”

Sanità, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Investire su presidi salute in aree interne”

“Nelle aree interne italiane, lontane dai grandi centri urbani, la salute non è un diritto immediato ma spesso una sfida quotidiana. Migliaia di cittadini vivono in territori dove l’accesso ai servizi sanitari è complesso, frammentato o insufficiente. Non si tratta solo di distanza geografica: è una distanza sociale, culturale e infrastrutturale che incide profondamente sulla qualità della vita e sulla sicurezza delle persone. La sanità lontana non è un problema nuovo, ma negli ultimi anni appare essersi aggravato, per un divario sanitario che separa chi vive nei centri urbani da chi abita nei territori periferici, con conseguenze dirette sulla salute e sulla prevenzione. I piccoli ambulatori, le guardie mediche e i consultori dunque diventano fondamentali e rappresentano spesso l’unico presidio sanitario disponibile. Tuttavia, hanno spesso orari limitati, attrezzature ridotte, impossibilità di gestire emergenze e pochi servizi specialistici. La sanità di prossimità è essenziale, ma deve essere rafforzata con investimenti, personale e tecnologie. Cosa fare? La sanità lontana non è solo un problema di chi vive nelle aree interne: è una questione di equità nazionale. Un Paese è forte quando garantisce gli stessi diritti a tutti, indipendentemente dal luogo in cui si nasce o si vive. Investire nella salute dei territori periferici significa proteggere comunità intere, ridurre le disuguaglianze e costruire un’Italia più coesa, più sicura e più giusta. Questo deve essere l’obiettivo primario delle nostre istituzioni”.

Lo dichiara Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente dell’associazione Bandiera Bianca.