Frida’s Friends ONLUS

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Si riapre? Riflessioni dell’artista e scrittore Roberto Bombassei

Si riapre solo per una ragione: continuando a prolungare le chiusure e non prevedendo ristori adeguati per le varie attività c’è il rischio di una tensione sociale crescente con la possibilità che questa possa sfociare in gesti di rivolta. Tutto qua.

I numeri dei decessi sono poco inferiori a quelli di un anno fa.
Stanno calando, dato positivo, il numero dei ricoverati in terapia intensiva.
Si riapre, per far girare un pò di soldi con la speranza che il caldo della stagione estiva faccia rallentare il virus . Anche se, a settembre – ottobre, la probabilità che si ricominci a chiudere- riaprire- chiudere è molto alta, aldilà dei vaccini effettuati.
Dopo un anno, con la campagna vaccinale a rilento, siamo ancora al punto di partenza.

3 ARRESTATI, 12 INDAGATI ED OLTRE 18000 PERSONE CONTROLLATE: QUESTO L’ESITO DELL’ATTIVITÀ DAL 12 AL 18 APRILE DELLA POLIZIA DI STATO NELLE STAZIONI FERROVIARIE DEL LAZIO

3 arrestati, 12 indagati e 18.159 persone controllate; 492 le pattuglie impegnate in stazione, 87 a bordo di 158 treni, 10 le sanzioni amministrative elevate: questo il bilancio dell’attività della Polizia Ferroviaria del Compartimento per il Lazio,  in ambito regionale.

In particolare il 15 aprile un cittadino rumeno di trentotto anni è stato arrestato dalla Polizia Ferroviaria all’interno della stazione di Roma Tiburtina per il reato di resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale.

Lo straniero è entrato in stazione in evidente stato d’agitazione e, fermato dagli agenti presso i varchi d’accesso dello scalo ferroviario, ha iniziato subito ad inveire in una escalation di violenza tanto da strapparsi la maglia di dosso e sputare contro gli operatori Polfer nel tentativo poi di sottrarsi al controllo; il tutto sotto lo sguardo attonito dei numerosi viaggiatori.

Condotto presso gli uffici di polizia ha mantenuto lo stesso atteggiamento aggressivo colpendo le vetrate dell’ufficio e ferendo un agente con un calcio, procurandogli lesioni per trenta giorni di prognosi.

In data 14 aprile un venticinquenne pakistano, è stato rintracciato e arrestato dalla pattuglia del Settore Operativo di Roma Termini. Aveva un mandato di arresto europeo, per i reati di tratta  di esseri umani e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Nel corso dei servizi di controllo presso i varchi di accesso ai binari della stazione ferroviaria, gli operatori hanno notato l’uomo che temporeggiava nell’avvicinarsi al varco, nel tentativo di eludere il controllo. Sottoposto ad accertamenti è risultato destinatario del provvedimento di cattura emesso dalle autorità slovene.

Nella giornata del 12 aprile  il personale della Squadra di Polizia Giudiziaria ha denunciato  stato di libertà  un cittadino italiano di quarantacinque anni, per il reato di truffa aggravata ai danni di una persona anziana.  Il truffatore ha raggirato una signora anziana fingendosi al telefono il nipote e facendole credere di avere urgente bisogno di danaro per acquistare una macchina, riuscendo cosi ad ottenere la somma di 4.400 euro. All’atto della consegna del denaro il truffatore ha rilasciato alla donna una busta bianca con all’interno un foglio recante la scritta “pagato” apposta a penna. I poliziotti sono arrivati a lui grazie alle analisi della polizia scientifica che ha trovato le sue impronte digitali sulla finta ricevuta che l’anziana aveva conservato e consegnato agli inquirenti nel corso della denuncia.

Infine il 17 aprile il personale del posto Polfer di Viterbo ha rintracciato e arrestato un cittadino  italiano di 57 anni su disposizione dell’Ufficio di Sorveglianza del Tribunale di Spoleto, in quanto, affidato in prova ad una  comunità terapeutica, non ha ottemperato agli obblighi imposti.

Roma 19 Aprile 2021

NULLA E’ COME APPARE Storie di delitti, storie di accertamenti tecnici di Nicodemo Gentile (Faust Edizioni, 2021, pag. 280)

INTERVISTA A CURA DI CATALDO CALABRETTA

GIOVEDI’ 22 APRILE 2021 – ORE 18

In diretta sui canali Facebook e Youtube di Università eCampus

https://www.facebook.com/unieCampus/
https://www.youtube.com/user/UniversitaeCampus

L’Università degli Studi eCampus presenta, all’interno della propria rassegna editoriale online, il libro “NULLA E’ COME APPARE – Storie di delitti, storie di accertamenti tecnici”, di Nicodemo Gentile (Faust Edizioni, 2021, pag. 280).

L’appuntamento è per giovedì 22 aprile 2021, ore 18,  con il webinar  on line sui canali Facebook e Youtube di eCampusin compagnia dell’autore, Nicodemo Gentile, intervistato da Cataldo Calabretta.

Gli omicidi di Meredith Kercher, di Melania Rea, di Sarah Scazzi, di Teresa Costanza e Trifone Rangone, della contessa dell’Olgiata, di Roberta Ragusa, di Guerrina Piscaglia, di Sara Di Pietrantonio, della prostituta vittima del sadico di Ugnano: questo volume, senza filtri né paludamenti, parla di genetica e medicina legale, di informatica e entomologia, di antropologia e odontologia, di balistica e dattiloscopia, di botanica e di altre scienze forensi. «Maledetto è il mio vizio di entrare nelle storie che vivo, nelle vite che difendo», scrive l’autore. «Le devo attraversare, vedere, toccare. Curioso come da bambino, quando volevo andare in quei posti che facevano da sfondo ai racconti di mia nonna».

L’avvocato Nicodemo Gentile ci accompagna nei tanti tribunali d’Italia, raccontando storie di delitti efferati, di accertamenti  tecnici e  lo fa utilizzando  una trama narrativa

nuova, originale, basata su un linguaggio semplice e fluidoÈ un viaggio del professionista ma anche dell’uomo, con la curiosità di voltare sempre pagina, nella bellezza dei nostri borghi e delle nostre città, della nostra arte (anche culinaria) e della nostra cultura.

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NICODEMO GENTILE

Penalista-cassazionista, è presidente di Penelope Italia, associazione che si occupa di assistenza ed aiuto ai familiari di persone scomparse, e legale di riferimento di varie Associazioni di volontariato e scopo sociale.

In qualità di legale di Penelope Italia, si è costituito parte civile nel processo relativo all’omicidio di Roberta Ragusa e Guerrina Piscaglia. Sempre come parte civile, ha partecipato al processo relativo all’omicidio di Sarah Scazzi, in qualità di difensore di fiducia della mamma di Sarah, Sig.ra Concetta Serrano; quello per l’omicidio della giovane Sara Di Pietrantonio e dei fidanzati di Pordenone, Teresa e Trifone.  

Varie sono le vicende seguite per l’Associazione, come la scomparsa di Irene Cristinzio, avvenuta in Orosei nel luglio 2013 e quella di Maria Chindamo, avvenuta in Calabria nel 2016.

In qualità  di legale degli imputati, ha partecipato al processo per l’omicidio di Melania Rea, difendendo il marito Salvatore Parolisi; al processo per l’omicidio di Meredith Kercher, difendendo Rudy Guede e al processo per il c.d. omicidio dell’Olgiata, difendendo Winston Manuel Reyes, condannato per l’assassinio della contessa Alberica Filo della Torre.

CATALDO CALABRETTA

Avvocato e docente universitario di diritto dell’informazione (eCampus di Novedrate, Università della Calabria). È Dottore di Ricerca in “Impresa, Stato e Mercato” con specializzazione in Diritto Privato. È esperto in affari legali d’Impresa. È giornalista, esperto di cronaca nera e giudiziaria, da anni è consulente legale di Raiuno. Ha curato e condotto molte rubriche per le trasmissioni di Raiuno, tra cui “Parole in codice” – Uno Mattina, “I cold case italiani – Vita in diretta, “In Vostra Difesa”.

L’Università eCampus è un Ateneo che, attraverso una didattica e-learning, propone 56 percorsi di laurea e numerosi master altamente professionalizzanti. Tra  i  principali  obiettivi,  la c.d. “Terza Missione”,  l’insieme  cioè  di  tutte  quelle

attività con le quali l’Università, oltre a fare Alta formazione e Ricerca, entra in contatto con il contesto socio-economico attraverso il  trasferimento e  la valorizzazione delle conoscenze. Ciò sin dalla sua

istituzione (con Decreto del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca  del  30 gennaio 2006) e  grazie alla presenza capillare con proprie sedi  in tutte le principali città d’Italia.

Info all’indirizzo www.uniecampus.it

Per informazioni:                                                  Ufficio stampa eCampus

eventiecampus@uniecampus.it                               Giovanna Gueci

Numero verde: 800 27 17 89                                   06 70304949

                                                                                 giovanna.gueci@uniecampus.it

DIESIS, NUOVO VOLTO DEL POP MASCHILE ITALIANO, TORNANO CON “PAGLIA NEL FUOCO”, UN BRANO ATTUALISSIMO CHE CELEBRA VALORI SENZA TEMPO

Dopo aver rappresentato l’Italia al prestigioso Virtual Red Carpet 2020 (Hollywood, LA) ed aver collezionato un numero incredibile di streams e di views, i Diesis tornano con “Paglia nel fuoco” (Red Owl Records/Visory Records/Thaurus), il loro nuovo singolo.

Ascolta su Spotify.

Su una produzione fortemente pop, impreziosita da  attualissime sfumature urban che abbracciano il genere trap – curata dal fidato e celebre producer catanese Funkyman (già per Fabri Fibra, Nerone, L’Elfo e molti altri) -, si posa un testo romantico, curato nei minimi dettagli, che racconta una storia d’amore, la storia di due partner che ricordano «il passato ma parlando del domani», alternando momenti di gioia ad istanti di dubbi, incertezze e difficoltà, ma che infine riescono a superare ogni ostacolo grazie alla forza insita nei loro cuori, la straordinaria e sconfinata potenza dell’Amore, perché, come ci ricorda il brano, «anche paglia nel fuoco è amore».

Nato da esperienze personali vissute dai due fratelli Verna, dall’inchiostro che «scorreva su carta come frasi nell’immenso», “Paglia nel fuoco” è uno spaccato di vita quotidiana, una canzone manifesto dell’unione, delle relazioni, un inno ad amarsi, perché l’Amore, per antonomasia inspiegabile, intangibile, ma al tempo stesso così reale e fisico, è forse l’unica «scienza esatta che risponde ai perché».

Come «rose e neve in un deserto astrale», i due protagonisti del pezzo nutrono le loro anime attraverso i sentimenti che provano l’una per l’altro, senza dipenderne, ma rimanendo avvolti in quella «magia che prende vita» solo stando insieme, «con le mani che si sfiorano e si stringon dolcemente», dando come esito l’esigenza, più umana che mai, di condividere, di accettare ed essere accattati, quei «risultati di equazioni che riportano a noi».

«Beviamo birra e stelle sotto i cieli americani», parole che scorrono sognanti nell’idillio non solo dell’innamoramento, ma anche – e soprattutto – nella consapevolezza di scegliere ogni giorno il proprio partner, oltre ogni discussione, ogni momento buio, con la certezza di guardarlo negli occhi e, senza proferire parola, trasmettergli un unico messaggio: «è amore solo se è con te».

«”Paglia nel fuoco” – dichiarano i Diesis – riteniamo sia uno dei brani più sentiti che abbiamo scritto finora, forse il più sentito in assoluto, perché vede coinvolte emozioni che abbiamo provato entrambi in momenti diversi e particolari delle nostre vite. Ed è proprio facendoci trasportare da quelle emozioni che abbiamo dato vita al brano. Il titolo, “Paglia nel fuoco”, ha per noi due significati differenti: in primis, la visione ed il rumore della paglia che brucia sul fuoco, riporta un po’ all’immaginario dell’amore che brucia nel cuore; in secondo luogo, un’azione semplice, come quella di gettare un po’ paglia sul fuoco, se fatta per e con la persona che si ama, assume un senso più brillante, magico, luminoso».

Una luce che ci indica la strada, la strada per cui, attraverso chi ci ama, torniamo a noi stessi.

Ad accompagnare la canzone, lo splendido videoclip ufficiale girato nella città natale dei Diesis, Paternò (CT), presentato in anteprima sul MEI e diretto da Graziano Piazza, che vede la partecipazione ai cori della bravissima Veronica Verna – sorella del duo – e rappresenta, attraverso una serie di vivide ed emblematiche immagini, lo storytelling presentato nel brano.

Guarda il video.

Giovani, determinati, versatili, uniti nell’Arte oltre che da un legame di sangue, i Diesis sono il nuovo volto del pop maschile italiano, una fusione di suoni e generi differenti che confluisce in release attualissime ma, per composizioni e valore autorale, decisamente senza tempo.

Biografia.
I Diesis sono un duo pop italiano composto dai fratelli Cristian (classe 1998) ed Ivan (classe 1998) Verna. Nati e cresciuti ai piedi dell’Etna, a Paternò (CT), nella splendida Sicilia, traggono ispirazione proprio dalla loro terra, satura d’amore, sogni, cultura; un luogo in continuo divenire che mescola egregiamente solide tradizioni ad uno sguardo ad ampio spettro verso il futuro. Il loro nome d’arte, Diesis, fonda le sue radici nell’Antica Grecia, quando proprio il diesis (alterazione dell’intonazione di una nota), rappresentava un piccolo intervallo, l’intervallo più piccolo di un tono. Il duo catanese vorrebbe essere proprio un intervallo, un piccolo e felice spazio nella vita di chi ascolta la loro musica, portando armonia e gioia nel cuore e regalando serenità, speranza e pace. Seguitissimi dal popolo del Web, i Diesis hanno avuto l’onore e la prestigiosa opportunità di rappresentare l’Italia durante il celebre Virtual Red Carpet 2020, che si è tenuto a Los Angeles, nel magico quartiere di Hollywood. Tornati in Patria, Ivan e Cristian hanno partecipato a Sanremo Rock e vantano in agenda numerosi appuntamenti live in giro per l’Europa, tra cui uno spettacolare concerto al rinomato Théâtre Toursky di Marsiglia, in Francia. Dopo le prime tre pubblicazioni del 2020 – “Stories”, “Voglio partire” e “Come nei film” -, nel 2021 firmano con Red Owl Records (sublabel di Visory Records e Thaurus) ed approdano su tutte le piattaforme digitali con “Paglia nel fuoco”, un brano – curato dal fidato e noto producer Funkyman (già per Fabri Fibra, Nerone, L’Elfo e molti altri) – che racconta l’importanza delle relazioni di coppia e dell’Amore che, seppur così inspiegabile ed intangibile, è e rimane il più potente carburante delle nostre vite. Determinati, versatili, uniti nell’Arte oltre che da un legame di sangue, i Diesis sono il nuovo volto del pop maschile italiano, una fusione di suoni e generi differenti che confluisce in release attualissime ma, per composizioni e valore autorale, decisamente senza tempo.

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RINTRACCIATO NELLA REPUBBLICA DOMENICANA, STA RIENTRANDO E VERRA’ IMMEDIATAMENTE ARRESTATO L’UNICO LATITANTE ITALIANO INSERITO NELLA LISTA EUROPOL DEI 19 SEX OFFENDER PIU’ RICERCATI A LIVELLO INTERNAZIONALE

Sta rientrando stamattina in Italia da Santo Domingo e verrà immediatamente arrestato SCIBILIA Luciano di 74 anni, inserito nella lista Europol dei 19 più pericolosi sex offender ricercati in campo internazionale; l’uomo è segnalato anche sul sito eumostwanted.eu, Most Wanted Fugitives, e da ENFAST  (European Network of Fugitive Active Search Teams – Rete Europea delle Unità di Ricerche Attive Latitanti).

L’uomo è stato fermato venerdì 16 aprile nella Repubblica Dominicana, al termine di una complessa attività d’indagine svolta dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP) insieme agli uomini della Questura di Roma –  Commissariato Tuscolano, su delega dalla Procura di Roma e con il coordinamento operativo dell’Esperto per la sicurezza a Santo Domingo.

Il latitante si trovava a Samanà, località a 200 km a nord dalla capitale, famosa per il passaggio delle balene davanti alle sue coste. 

SCIBILIA è destinatario di un ordine di esecuzione, emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Roma, per una pena di 5 anni e 2 mesi di reclusione per il reato di violenza sessuale su minori.

Nella scheda inserita nella lista dei sex offender viene evidenziato che, fingendosi un pranoterapeuta in grado di curare qualsiasi malattia e approfittando dell’amicizia che alcune ragazze avevano con la figlia della partner, ha abusato sessualmente di loro con la scusa di sottoporle a trattamenti terapeutici.

All’atto del fermo da parte dell’Interpol dominicana, assistita dall’Esperto per la sicurezza italiano, si sono vissuti momenti di tensione poiché il vicinato, alla vista della polizia, si è riversato in strada quasi a protezione dello SCIBILIA, conosciuto dagli abitanti poiché da tanti anni conviveva nel quartiere con una donna locale e i suoi quattro figli, tre bambine e un bimbo.

Il responsabile Interpol si è immediatamente qualificato e ha rivelato la motivazione dell’arresto, calmando così gli animi e permettendo il fermo in sicurezza del latitante che in quel momento stava raggiungendo un bar insieme ad un bimbo di 8 anni.

A far scattare le indagini a cura del Commissariato Tuscolano, la segnalazione di una delle vittime la quale lamentava il fatto che, nonostante i gravi reati  commessi e la successiva condanna passata in giudicato, SCIBILIA fosse ancora in libertà e alimentasse il proprio profilo Facebook. Gli investigatori hanno così scoperto attraverso l’INPS e accertamenti bancari e postali come l’uomo percepisse una pensione e come, a Roma ci fosse una persona che effettuava prelievi e bonifici utilizzando conti correnti intestati a SCIBILIA Luciano. Su delega della Procura Generale presso la Corte di Appello, i poliziotti hanno poi iniziato un’attività tecnica, consistente in intercettazioni telefoniche. L’attività protrattasi per diversi mesi ha permesso agli agenti del commissariato Tuscolano di individuare la città di Samanà nella Repubblica Dominicana, dove l’uomo aveva trovato rifugio e di identificare la donna che con la movimentazione finanziaria nella capitale, ne favoriva la latitanza.

Dopo il fermo a Samanà, il latitante è stato subito trasferito a Santo Domingo e affidato al Dipartimento per l’immigrazione che ha proceduto all’immediata espulsione verso l’Italia, considerando lo status di irregolare e l’allarme sociale legato ai suoi precedenti.

Il rientro in Italia e l’arresto di SCIBILIA rappresentano un’ulteriore testimonianza dell’efficacia della cooperazione internazionale di polizia promossa dalla Direzione centrale della polizia criminale, guidata dal Prefetto Vittorio Rizzi, grazie anche alla rete di esperti della sicurezza italiani all’estero, operativi in oltre 60 Paesi del mondo.

Roma, 19 aprile 2021

Salvatore Fozzi: “La mia finalità è quella di far prevalere i miei diritti in maniera doverosa, con umiltà e determinazione”

Quando abbiamo incontrato Salvatore Fozzi è apparsa sin da subito evidente la sua forza di volontà e la voglia di mettere in luce le proprie potenzialità, nonostante la natura e la sorte lo abbiano svantaggiato.

“Sono disabile fin dalla nascita” le parole di Salvatore non esprimono tristezza o rabbia ma sicurezza nei propri mezzi, quella voglia di non arrendersi nonostante tutto e lottare per degli ideali che lo rendono Uomo, molto più di chi, in piena salute, si culla della sua posizione non facendo nulla per crearsi un proprio spazio nel mondo.
Salvatore ha sempre avuto le idee chiare, studiare per crearsi un futuro, affrontare il mondo e la vita con entusiasmo e determinazione senza pensare a ciò che si è, ma concentrarsi su ciò che si può diventare con impegno e sacrificio.
Laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma Tre, Salvatore ha partecipato a diversi bandi per ottenere il posto di lavoro che gli consentirebbe di veder realizzati i suoi sogni e di ripagare i sacrifici fatti da lui e dalla sua famiglia.
La legge 68/99 assegna alle cosiddette categorie protette, cui Salvatore rientra in toto, la possibilità di entrare nelle Pubbliche Amministrazioni attraverso Bandi o Concorsi.
“Esattamente il 27 Dicembre 2018, è uscito un Bando della Regione Lazio guidata attualmente dal Presidente Nicola Zingaretti, e successivamente mi hanno dato un Codice Identificativo, ed in graduatoria sono stato scavalcato da 1513 Persone, molti di questi avevano soltanto la terza media.”
Salvatore nonostante avesse tutti i requisiti richiesti nel bando, si è visto scavalcare da oltre mille persone per motivi ad oggi chiaramente sconosciuti ma che destano inevitabilmente dubbi e possibili negative supposizioni.
L’obbligo di assumere un numero determinato di persone disabili è legato alle esigenze di questi ultimi, con il facile criterio di dare priorità a ragazzi con figli a carico, con una difficile situazione familiare, per farla breve con una necessità primaria e superiore rispetto ad altri di avere un reddito stabile e certo, che soltanto il posto indeterminato assicura.
Le certezze di Salvatore sembrano crollare come i sogni di un bambino, quell’ideale di meritocrazia democratico a cui l’Italia ambisce da anni risulta forse nel concreto sempre più lontano ed irraggiungibile.
“Non voglio e non ho bisogno di favori” -ribadisce Salvatore- “vorrei semplicemente che i sacrifici che ho fatto venissero ripagati con ciò che mi spetta di diritto in quanto persona disabile”.
Salvatore non si è fermato al primo ostacolo, ha cercato di continuare la sua battaglia chiedendo l’aiuto di politici e strumenti televisivi.
Salvatore dichiara “vedo che ci sono Politici che si dedicano al Monopattino e alle Biciclette Elettriche, altri invece tutelano i disabili.. Il Futuro si costruisce lottando per i propri diritti che riguardano il presente attraverso i sacrifici del passato.”