Un’esperienza in Più: premio “Comunicazione e Salute” al Sudestival di Monopoli

Un’esperienza in Più: premio “Comunicazione e Salute” al Sudestival di Monopoli per il ‘corto’ che racconta le storie delle persone con tumore del colon retto metastatico

Al Festival del Cinema Sudestival – di Monopoli, Premio Speciale nella sezione “Comunicazione e Salute”, al cortometraggio “Un’esperienza in Più” di Alessandro Guida, cuore emozionale della campagna “Più – Più cura. Più tempo. Più vita” promossa da Takeda per sensibilizzare
sul tumore del colon retto metastatico.
È il primo riconoscimento assegnato al ‘corto’ che in tre episodi racconta i bisogni
e le esperienze delle migliaia di persone che in Italia convivono con questa patologia.
Giunto alla sua 26esima edizione, il Sudestival fiore all’occhiello della Città di Monopoli,
afferisce all’AFIC ed è componente della Rete dei Festival dell’Adriatico.

Roma, 7 marzo 2026 – Un’esperienza in più, il cortometraggio in tre episodi – scritti e diretti da Alessandro Guida – che racconta i bisogni e le esperienze delle migliaia di persone con tumore metastatico del colon-retto, ha ricevuto al Sudestival-Festival del Cinema di Monopoli il Premio Speciale nella sezione “Comunicazione e Salute”.
È il primo riconoscimento per il corto, realizzato nell’ambito della campagna “Più. Più cura. Più tempo. Più vita”, promossa da Takeda Italia, con l’obiettivo di far emergere il valore di ogni momento del tempo di vita e di sostenere tutti gli aspetti del percorso di cura.
​​Il tumore del colon-retto (CRC) è, secondo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, la terza neoplasia più diffusa al mondo, con più di 1,9 milioni di nuovi casi. In Europa, nel 2022 è stato il secondo cancro più comune, con circa 538.000 nuovi casi1.
Filo conduttore delle tre storie sono le esperienze sorprendenti e inattese che si possono attraversare in ogni fase della vita.
Ne L’ora di pausa Ivo – interpretato da Pietro Da Silva – costretto a lasciare il lavoro per affrontare la malattia, è raggiunto da un invito inaspettato di Martina (Giulia Innocenti) proprio nell’ultimo giorno in ufficio; Una maratona per due racconta la storia di due fratelli, Guido (Olmo De Martino) e Lapo (Manuel Rossi) che, a seguito della malattia di Guido, si scambiano i ruoli di allenatore e atleta, tagliando ancora, in modo diverso, il traguardo; ne la Ninna nanna della nonna Gianna (Cristina Golotta) e Prisca (Chiara Bono), madre e figlia, recuperano il loro rapporto nelle esperienze parallele della malattia di Gianna e della gravidanza di Prisca.
Un’esperienza in più, ideato e realizzato da Pro Format Comunicazione, è una produzione MP Film, con Nicola Liguori e Tommaso Ranchino come produttori esecutivi.
​Giunto alla sua 26esima edizione, il Sudestival, fiore all’occhiello della Città di Monopoli, afferisce all’AFIC ed è componente della Rete dei Festival dell’Adriatico. Anche quest’anno l’evento si connota per il fitto calendario di proiezioni, incontri, masterclass ed eventi speciali con la presenza di autori, interpreti, protagonisti del cinema, della musica e della cultura italiana.

Il corto è visibile sulla landing page della campagna Più. Più cura. Più tempo. Più vita:
https://www.unesperienzainpiu.it/il-corto/

Riferimenti bibliografici

  1. Tumore del colon- retto, Europa Colon Italia APS – https://www.europacolon.it/tumore-del-colon-retto/

CONOSCIAMO GLI SPARTAN BRAND AMBASSADOR 2026 – GIAMPIERO PASTINA

CONOSCIAMO GLI SPARTAN BRAND AMBASSADOR 2026 – GIAMPIERO PASTINA

1 – Sono Giampiero Pastina, sono di Velletri e sono farmacista
2 – la mia passione per la Spartan Race nasce dopo un lungo periodo di inattività, spinto da una sfida fatta con me stesso ed ispirato dalle parole di una persona che ho amato e che mi ha introdotto in questo mondo, così nel 2019 decisi di iniziare con la Sprint di Orte
3 – tutte le gare rimangono nel cuore, ognuna lascia sempre un segno indelebile un po’ per le persone nuove che ogni volta conosci, un po’ perchè ognuna ha la sua particolare bellezza ed unicità. Ma se dovessi scegliere il Mondiale a Sparta nel 2024, un evento unico con atleti da tutto il mondo, un’occasione di confronto senza eguali, aggiungendo anche il legame forte che si è creato con tutti i ragazzi della spedizione italiana, siamo stati un gruppo vero e poi permettimi di dire che la formazione classica ha reso il correre nella culla della storia tutto più magico.

5 – essere a Ambassador è un riconoscimento che va oltre premi e medaglie. Vuol dire rappresentare una comunità e cercare di trasmettere valori universali come aggregazione, appartenenza, inclusione e resilienza. Vuol dire essere mentore di chi si avvicina per la prima volta, vuol dire continuare a crescere insieme agli altri atleti ed anche e soprattutto come persone. Quest anno dobbiamo proseguire la strada tracciata l’anno scorso ed essere nuovamente dei punti di riferimento per tutto il movimento soprattutto adesso che l’ocr è divenuta disciplina olimpica.
A chi vuole iniziare direi innanzi tutto che non si tratta solo di una gara, ma di un modo di vivere fatto di fatica, fango(tanto) resilienza e comunità. E soprattutto che non si è mai dai soli ed ogni ostacolo può ben definirsi una metafora della vita come effettivamente lo è stato per me: non conta quante volte cadi, conta quante volte riesci a rialzarti

CONOSCIAMO GLI SPARTAN BRAND AMBASSADOR 2026 – GIAMPAOLO MASCIOLI

CONOSCIAMO GLI SPARTAN BRAND AMBASSADOR 2026 – GIAMPAOLO MASCIOLI

Ciao Sono Giampaolo Mascioli, sono Abruzzese precisamente di Pescara!

Sono un personal trainer e presidente dell associazione sportiva : OCR TEAM ABRUZZO , la più grande squadra d’Abruzzo per le spartan e OCR.

Gestisco il campo OCR più grande d’Abruzzo nel comune di Città sant angelo!

Ho iniziato a praticare Spartan Race nel 2018 per sfida personale e ad oggi ho trasformato quella passione
in un lavoro e una bella realtà nella mia regione.

Per me essere ambassador spartan significa condividere con tutti la mia passione e motivare i nuovi futuri spartani a raggiungere i loro obiettivi!

A chi vorrebbe iniziare direi: uscite dalla vostra comfort zone e venite a provare Spartan Race!

Agricoltura del Lazio tra criticità e rilancio: ecco il report Confeuro

Agricoltura del Lazio tra criticità e rilancio: ecco il report Confeuro

Agricoltura del Lazio tra criticità e rilancio. Un territorio regionale dalla storica vocazione agroalimentare, con al suo interno Roma, il comune agricolo più grande d’Europa per estensione (63.000 ettari) e con rilevanti quantità e qualità delle produzioni. “Il quadro che emerge dal Report Confeuro restituisce per il Lazio un settore primario in trasformazione, attraversata da segnali contrastanti ma anche da dinamiche di vitalità, soprattutto sul fronte del lavoro dipendente e della presenza giovanile”, sottolinea Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei, che ha analizzato e messo a sistema i dati dell’OSSERVATORIO STATISTICO – Mondo Agricolo, pubblicato dall’INPS nel 2025 e le elaborazioni Ismea nel rapporto 2024 “Giovani e Agricoltura”. “Sul versante delle imprese con operai agricoli dipendenti – spiega Tiso – i dati Inps dicono per il Lazio che dopo una fase di sostanziale stabilità tra il 2019 (8.024 aziende) e il 2021 (8.075), si registra un calo nel biennio successivo fino a 7.544 nel 2023. Nel 2024 però il dato risale a 7.768 unità, con un incremento di oltre 200 imprese in un solo anno, in controtendenza rispetto al dato nazionale che segna un -1,1%. Se si considera l’intero periodo 2019-2024, il saldo resta comunque leggermente negativo (circa -250 aziende), segnale di una contrazione strutturale che solo nell’ultimo anno di riferimento mostra un’inversione. Più dinamico appare il fronte dell’occupazione dipendente: gli operai agricoli nel Lazio passano da 43.693 nel 2023 a 47.034 nel 2024, con un aumento del +7,6%, ben superiore alla media italiana (+2,4%). Il Lazio si colloca così tra le regioni più dinamiche, evidenziando una capacità di assorbimento di manodopera superiore al trend nazionale”, sottolinea ancora il presidente Confeuro. Che poi aggiunge: “Diverso il quadro del lavoro autonomo. A livello nazionale si registra una flessione (-1,9%) tra il 2023 e il 2024, con l’unica eccezione degli Imprenditori Agricoli Professionali (IAP), in lieve crescita. Nel Lazio gli autonomi sono 23.681 (14.562 uomini e 9.119 donne), dato che evidenzia ancora un significativo divario di genere”. Sul fronte giovanile, invece, Confeuro ha analizzato il Rapporto Ismea, che segnala nel caso del Lazio “una riduzione delle imprese agricole condotte da giovani: dalle 3.561 del 2018 si scende a 2.913 nel 2023 (-18,2%). Il calo è marcato e potrebbe indicare, anche e più in generale, difficoltà nel ricambio imprenditoriale. Tuttavia, il Lazio si distingue per l’elevata incidenza degli under 40 tra gli occupati agricoli: nel 2022 rappresentano il 41,9% del totale regionale, una delle quote più alte in Italia e ben superiore a molte altre regioni. Altro dato importante: nel Lazio per il 2018 abbiamo incidenza di circa 8% delle aziende agricole giovanili sul totale (3561 su 43914). Mentre nel 2023 sono calate al 7,2% (2913 su 40.355). La media nazionale nel 2023 è 7,5% per cui siamo in linea”. Andrea Tiso conclude: “In sintesi, l’agricoltura laziale negli ultimi anni sta attraversando una fase di riorganizzazione che se da un lato vede una lieve contrazione del numero delle imprese dall’altro mostra un significativo miglioramento nella competitività e proiezione ai mercati internazionali ed un tangibile rafforzamento occupazionale, soprattutto tra i lavoratori dipendenti e i giovani. Una dinamica che suggerisce un settore agricolo laziale in fermento che vede si meno imprese ma con un valore aggiunto maggiore e soprattutto una presenza giovanile nel lavoro ancora significativa, sebbene più fragile sul piano imprenditoriale. Per questo motivo il tema del ricambio generazionale resta particolarmente importante. Come in molte altre realtà regionali italiane, è necessario intervenire con urgenza: non si tratta soltanto di una questione numerica, ma del futuro stesso del Paese. Rafforzare il legame tra i giovani e il settore agricolo significa sostenere l’Italia come eccellenza agroalimentare a livello internazionale e valorizzare produzioni di qualità, nel rispetto dell’ambiente e della sicurezza alimentare. È quindi fondamentale comunicare efficacemente ai giovani le opportunità offerte dal comparto agricolo, anche attraverso iniziative come l’indagine nazionale “Agri Under 35 – Coltiviamo il futuro”, realizzata per Confeuro dall’Istituto Piepoli, che ha analizzato le opinioni dei giovani italiani sull’alimentazione e la loro percezione del futuro dell’agricoltura”, chiosa il presidente Confeuro, Andrea Tiso.

Selfiestreet protagonista digitale nel film ‘Notte prima degli esami 3.0’

Cinema: Selfiestreet, il nuovo social network, protagonista digitale nel film ‘Notte prima degli esami 3.0’. Stasera la prima al Cinema Adriano

Selfiestreet, presente nel film ‘Notte prima degli esami 3.0’ diretto da Tommaso Renzoni, è il nuovo social network urbano che trasforma le città in un grande social network reale, permettendo alle persone di vivere un’esperienza unica sui maxi schermi delle città. All’interno del film, Selfiestreet rappresenta una nuova forma di comunicazione e condivisione per la generazione digitale: un social network innovativo che unisce il mondo online con quello reale attraverso grandi schermi installati nei principali centri urbani. Per celebrare questa iniziativa speciale, Selfiestreet offrirà al pubblico un’esperienza unica: scaricando gratuitamente l’app Selfiestreet e inserendo il codice dedicato all’iniziativa, tutti gli spettatori che andranno a vedere il film potranno ricevere una foto in omaggio pubblicata sui maxi schermi delle città, proprio come accade agli attori protagonisti del film. Michele Cascavilla, CEO del Gruppo Selfiestreet, dichiara: “Selfiestreet rappresenta un modo completamente nuovo di vivere i social e lo spazio urbano. Non più solo contenuti condivisi online, ma esperienze reali visibili nelle città. Grazie a questa iniziativa legata al film ‘Notte prima degli esami 3.0’, vogliamo dare a tutti la possibilità di sentirsi parte dello spettacolo, proprio come gli attori del film, diventando protagonisti sui maxi schermi delle città e condividendo un momento unico con il pubblico”. L’iniziativa accompagna l’uscita nelle sale di ‘Notte prima degli esami 3.0’, che racconta, a vent’annidal film cult, una nuova generazione alle prese con paure, sogni, amicizie e primi amori nella notte che precede l’esame di maturità.

Sociale, Tiso(Accademia IC): “In Italia pensioni basse, soprattutto per anziani”

Sociale, Tiso(Accademia IC): “In Italia pensioni basse, soprattutto per anziani”

“In Italia vivono milioni di anziani che hanno lavorato una vita intera, ma che oggi si trovano a dover affrontare la vecchiaia con pensioni spesso insufficienti a coprire le spese essenziali. Il tema non è solo economico: riguarda dignità, salute, autonomia e qualità della vita. I dati ufficiali confermano una situazione difficile e complessa, con importi medi bassi e un numero crescente di persone che vivono al limite della povertà. Ad esempio dai dati INPS emerge che oltre 4,2 milioni di pensioni sono di natura assistenziale, quindi generalmente molto basse; una quota significativa delle pensioni previdenziali non supera i 1.000 euro mensili; e molte pensioni minime si aggirano intorno ai 600–700 euro, insufficienti per far fronte a spese come affitto, bollette, farmaci e alimentazione. Numeri che fotografano una condizione di fragilità economica che colpisce soprattutto: donne anziane con carriere discontinue, lavoratori con contributi bassi, e persone che hanno svolto lavori precari o mal retribuiti. Inoltre il Rapporto annuale INPS 2024 evidenzia come l’Italia sia uno dei Paesi più anziani d’Europa e questo significa che le pensioni devono sostenere periodi sempre più lunghi di vita, mentre i contributi versati durante la carriera lavorativa spesso non sono sufficienti a garantire importi adeguati. Ma cosa significa una vita quotidiana con una pensione bassa? Per molti anziani italiani, vivere con una pensione minima significa: rinunciare a cure mediche non coperte dal SSN, limitare l’acquisto di alimenti di qualità, affrontare difficoltà nel pagare bollette e affitto, ridurre la socialità per mancanza di risorse, e dipendere economicamente dai familiari. Insomma, la povertà nella terza età è un fenomeno spesso nascosto, ma profondamente diffuso. Cosa fare dunque? Secondo Accademia Iniziativa Comune, è necessario innanzitutto: ripensare il sistema contributivo, sostenere chi ha carriere fragili, garantire un reddito minimo adeguato, e investire in politiche sociali che proteggano davvero la terza età. Una società che non tutela i suoi anziani è una società che dimentica il proprio passato e compromette il proprio futuro”.

Così, in una nota, Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca.