Frida’s Friends ONLUS

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La fattoria degli animali. Riflessioni dell’artista e scrittore Roberto Bombassei

Quello che è andato in onda in questi giorni alla Camera e al Senato è stato di un degrado morale, politico e istituzionale senza precedenti.

Meno male che i politici dovrebbero, secondo la Costituzione, ricordarsi che ” i cittadini a cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore” 
Parole che alcuni membri della nostra classe politica evidentemente non conosce.
Nel famoso romanzo di Orwell ” La fattoria degli animali” ,scritto qualche anno prima del più famoso ” 1984″ vi erano tanti animali.
Oggi, nella fattoria politica ne vedo solo due: maiali e vacche.

ROMA, CARAMANICA(RA): “SU TUTELA ANIMALI FALLIMENTO RAGGI A 360 GRADI”

“Dai cavalli alle colonie feline, dal randagismo ai canili, dal bioparco al contenimento dei cinghiali fino alle stragi di uccelli: per quanto riguarda il mondo animale la sindaca di Roma, Virginia Raggi ha completamente fallito in questi quattro anni e mezzo di governo comunale.

Lo testimoniano le critiche giunte in queste ore dall’universo delle associazioni animaliste, e lo certificano anche le nostre continue sollecitazioni cadute sistematicamente nel vuoto. Abbiamo denunciato a più riprese le condizioni precarie dei canili, la terribile pratica delle botticelle, la questione dell’abbandono degli animali, i mancati controlli sui botti di Capodanno e, in ultimo, il delicato capitolo relativo agli ungulati, che si “recano” nella Capitale in cerca di cibo, in mezzo ai cassonetti trasbordanti di immondizie lungo strade e marciapiedi. Ebbene, l’azione amministrativa e istituzionale del Campidoglio grillini in questi ambiti è assolutamente da bocciare. Ci auguriamo che il prossimo primo cittadino della Capitale abbia davvero a cuore la tutela dei diritti animali”.
Così, in una nota, il segretario nazionale del partito Rivoluzione Animalista, Gabriella Caramanica.

L’ambulanza tra i rifiuti, simbolo della sanità del Lazio”

“Posso dirlo? Ebbene sì lo dico: la gestione di questa epidemia è da nausea!”. Inizia così lo sfogo di un medico dell’emergenza in servizio presso la postazione Ares 118 di Roma Nord e le foto che ci ha inviato sono inequivocabili.Si nota l’inconfondibile carrozzeria dei veicoli del servizio di emergenza, con la scocca bianco e arancio, costretti a circolare in un letamaio. Continua così la critica del dottore: “Non bastano le difficoltà in pronto soccorso, dove siamo costretti ad attese di ore per trovare un posto letto per i pazienti Covid e non Covid ma vicino alla postazione troviamo questo spettacolo indegno, che non consente ai nostri mezzi di percorrere il tragitto nei tempi richiesti dall’emergenza”. Interviene sulla questione il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato, con un monito a tutte le autorità competenti ad agire immediatamente. “Si attivino Comune, Asl, Regione, azienda Ama, ciascuno per le proprie competenze – tuona Maritato – è inconcepibile tollerare una situazione del genere e, qualora non si provveda, la nostra associazione con l’ausilio dei propri legali è disposta a presentare un esposto in procura per interruzione di pubblico servizio”.  

Roma, 20 gennaio 2021

Ultra 80enni: “stop alla riffa dei vaccini”

“Uno spettacolo assolutamente improponibile, quello cui abbiamo assistito domenica 17 gennaio, festa di Sant’Antonio Abate, presso un grande Istituto considerato la punta di diamante nella lotta al Covid”.Lo sostiene il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: “inaspettatamente, non si sa per quale motivo, la direzione ospedaliera ha diffuso la notizia che presso lo Spallanzani gli ultra 80enni avrebbero potuto ricevere il vaccino anti Covid, senza prenotazione, con le immaginabili conseguenze. Si sono presentati in centinaia ai cancelli, contro ogni disposizione anti assembramento e, sotto la pioggia, sono stati ammassati per ore peggio di un gregge di animali, di cui si celebrava il santo”. Il presidente si sofferma inoltre sui criteri di accesso all’immunizzazione che, per disposizioni della Regione Lazio e dell’onnipotente commissario all’emergenza Arcuri sono abbastanza stringenti. “Da giorni si ripete che la priorità nella somministrazione della dose è riservata agli operatori sanitari, a seguire gli ospiti Rsa, poi i soggetti fragili, gli ultra 80enni a partire da febbraio e allora, come dobbiamo considerare l’estemporanea iniziativa dell’Istituto malattie infettive? E ci risulta che non sarebbe il solo, anche al Campus Biomedico alcune persone sarebbero state vaccinate in modo ‘estemporaneo’” sostiene Maritato. “Per noi si configura come una mancanza di rispetto delle regole e l’espressione della massima confusione organizzativa. Ma si sa, anche nella pandemia ci sono repubbliche indipendenti dove tutto è consentito. Ci aspettiamo che, prima o poi qualcuna di questa batta anche moneta”, chiosa Maritato.  

Roma, 19 gennaio 2021

Vax no vax ? Riflessioni dell’ artista e scrittore Roberto Bombassei 

Vaccino , farlo o non farlo? Chiedo risposta ai libri e alla letteratura.

Molte  malattie che in passato hanno causato milioni di morti e gravi disabilità sono diventate rare ,tanto che le abbiamo quasi dimenticate.Il grande  Philip Roth in “Nemesi”  ricorda come sarebbe un mondo senza vaccini, mentre Voltaire ricorda che non c’è nulla di nuovo nei no-vax: esistevano già quando venne distribuito il vaccino contro il vaiolo .
Nell’antica Grecia vediamo la prima descrizione  fatta da uno storico del V secolo a. C., il greco Tucidide, nel suo racconto della disastrosa epidemia che colpì Atene all’inizio della guerra del Peloponneso (431-404 a.C.) e , nell’antica Roma,  il  poeta Lucano  ricorda e descrive  il parere contrario di molti nei confronti del vaccino contro il veleno  dei serpenti. 
Ne “I Promessi Sposi” ,Manzoni fa parlare Don Ferrante . Egli infatti diceva che  la peste non esisteva, non essendo “né sostanza né accidenti” e  nessuno poteva morire. 
Non dimentichiamoci Boccaccio e, scusate la citazione, la mia pubblicazione “la filastrocca”, pubblicata prima del lock down di marzo.
Siamo tutti dubbiosi, sull’informazione del vaccino covid. Non c’è trasparenza nella comunicazione. Ma non abbiamo altro.  L’unica cosa, non dobbiamo ignorare i dati. L’ignoranza scientifica produce  mostri. se proprio dobbiamo fare riflessioni su questo argomento, pensiamo solamente alla speculazione che faranno in tempi brevi le società che  producono i vaccini. 
Meno di quello promesso, ma più per chi paga.
Abbiamo tutti il tempo per pensarci , visto che fino al 2023 questa pandemia non finirà.
A tutti, auguro buone riflessioni.

Mons.Filippo Ortenzi:” L’anno 2020 è stato un anno disastroso per la salute fisica e spirituale del nostro popolo.”

Monsignore e vescovo della Chiesa Ortodossa Italiana, Filippo Ortenzi racconta come la Chiesa ha gestito la pandemia e le ripercussioni causate dal Covid sulla religione.
Riflessioni attente che anticipano i programmi della Chiesa Ortodossa Italiana per questo 2021.
L’intervista tocca molti punti di interesse collettivo e crea spunti di riflessione in uno dei periodi più tragici e difficili sul panorama mondiale.

1) E’stato un 2020 disastroso sotto tutti i punti di vista; in questo 2021 come si prepara la Chiesa Ortodossa alla crisi di fede?

“L’anno 2020 è stato un anno disastroso per la salute fisica e spirituale del nostro popolo. A causa della pandemia l’economia nazionale, già sofferente, ha avuto un colpo durissimo e anche le attività religiose sono state messe in quarantena. Tuttavia la nostra Chiesa non soltanto ha ampliato il suo apostolato attraverso i Social, ma ha anche visto crescere sensibilmente la propria comunità. Abbiamo consacrato due nuovi vescovi (mons. Richard di Nizza – Monaco e Ventimiglia e mons. Giovanni di Alessandria – Seborga). Abbiamo accolto nella nostra comunità una numerosa parrocchia rumena a Roma e nominato padre Ioan quale Esarca dei fedeli rumeni per l’Italia. Abbiamo aperto, nonostante la pandemia, nuove parrocchie (con sedi fisiche) a Cosenza (parrocchia san Silvestro protomartire), Campomarino – CB (parrocchia San Nicola di Myra) e Saluzzo – CN (parrocchia Santa Caterina di Alessandria). Abbiamo consacrato 3 nuovi sacerdoti (Sergio di Frosinone, Franco di Latina e Stefano di Ascoli), 2 diconi (Gianni di Campomarino e Paolo di Aosta) e una diaconessa (Marisa di Latina) e abbiamo accolto nella nostra giurisdizione 4 nuovi sacerdoti, uno proveniente dalla Chiesa Cattolica e tre da altre giurisdizioni ortodosse. Abbiamo costituito una congregazione monastica antoniana (Congregazione dei Canonici regolari di sant’Antonio) con sede generalizia presso l’Abbazia di Rocca Grimalda (AL) diretta dall’archimandrita mons. Giovannin Ferrando. A livello laicale abbiamo costituito sezioni della Fraternità Ortodossa a Pomezia (RM), Pistoia, Santa Caterina Villarmosa (CL), Cagliari, Caltavuturo (PA), Giulianova (TE) e sant’Elpidio (FM) e della Confraternita del Buon Samaritano a Terracina (LT). Dal punto di vista delle relazioni estere, siamo entrati in comunione con la Aesten Apostolich Church (USA) e abbiamo costituito Delegazioni Apostoliche in Abkhazia, Albania, Alania (Ossezia del Sud), Camerun, Costa d’Avorio, Moldavia, Montenegro, Romania, Russia, Serbia e Ungheria.”

2)Quali sono i progetti in programma per questo nuovo anno?

“Non appena la siatuazione sanitaria ce lo permetterà abbiamo in campo numerosi eventi. Nell’anno passato decine di persone si sono iscritte ai nostri corsi accademici per accedere al nostro clero e pertanto dovremmo organizzare delle cerimonie di ordinazione a Roma, in Piemonte, Toscana, Puglia, Sicilia e Sardegna per circa una ventina di nuovi diaconi. Dovremmo inoltre procedere alla tonsura monastica di diversi uomini e donne che hanno richiesto di entrare a far parte della famiglia antoniana che, se sarà possibile, vorremmo effettuare nel prossimo mese di marzo a Rocca Grimalda (AL). Ci sono poi degli eventi dovuti ai numerosi processi di postulazione avviate durante l’anno passato o nei primi giorni di quest’anno, quale ad esempio quello per padre Ugo Bassi, sacerdote barnabita, patriota e garibaldino, uno dei martiri del Risorgimento italiano e che viene preso a modello dell’esigenza di una Chiesa nazionale italiana e per il quale si è costituito un numerosissimo comitato di postulazione che ha, tra i propri più noti rappresentanti il principe Francesco Maria Francima Mayo di Belforte e Panaja, dirigente di un’associazione garibaldina calabrese e il dott. Daniele Gregorio Scalise, Presidente della Confederazione imprenditoriale ESAARCO. Altre postulazione riguardano l’accoglimento tra i santi venerati dalla nostra Chiesa di padre Pio da Pietralcina, quale venerabile (santo monaco) e taumaturgo (che ha operato miracoli), di mons. Leopoldo Adeodato Mancini, vescovo assiro caldeo piemontese che è stato uno dei pionieri della riscoperta dell’Ortodossia in Italia nella seconda metà del XX secolo e, per ultima, della principessa Alice (Vittoria Alice Elisabetta Giulia Maria di Battenberg), pervenuta da nostri fedeli della Croce Rossa di Roma, mamma del principe Filippo di Edimburgo (marito della Regina Elisabetta d’Inghilterra), fondatrice dell’ordine monastico infermieristico della Sorellanza cristiana di Marta e Maria, collaboratrice con la Croce Rossa e persona di granze spessore religioso. Nel 1928, lei di famiglia nobile tedesca, lasciò il protestantesimo luterano per convertirsi all’Ortodossia e traferirsi in grecia, qui si distinse per aver donato tutti i suoi beni in beneficienza, creato ospedali di campo durante la guerra, mense per la popolazione affamata, sottratto famiglie ebraiche alla persecuzione nazista (il suo nome è riportato anche nello Yad Vashem o Memoriale dell’Olocausto, quale Giusta tra le Nazioni) e il cui corpo riposa a Gerusalemme presso il Convento Santa Maria Maddalena nel Getsemani o Monte degli Olivi.7”

3) Come avete terminato il 2020?
“Personalmente ho terminato il 2020 dedicandomi all’approfondimento teologico, soprattutto attraverso lo studio del teologo Paul Evdokimov e del suo libro L’Ortodossia. E’ utile conoscere la visione ortodossa dell’uomo che, al contrario di quella pessimista cattolica, legata alla dottrina agostiniana del peccato originale, ha una visione mistica e salvifica, perché si ricollega al motivo per il quale Dio creò l’uomo, fatto ad imago Dei e la cui aspirazione è la sua deificazione o Theosis. Ho preparato il calendario dei Santi della Chiesa Ortodossa Italiana, con particolare riguardo ai santi italiani del primo millennio e ai santi ortodossi italo-greci dell’Italia meridionale. Ho finito di scrivere anche un Compendio Liturgico della Chiesa Ortodossa Italiana, la cui prefazione verrà fatta dal dott. Prof. Massimo Giusio di Torino, saggista, scrittore, sociologo delle religioni e uno dei massimi teologi ortodossi italiani di tutti I tempi. Il libro verrà stampato entro questo inverno per la collana ACCADEMIA dalla A.B.E. TORINO (ARTURO BASCETTA EDITORE)”

4) Un augurio del vescovo Ortenzi per questo 2021?
“Come ricordato nel messaggio natalizio al clero e ai fedeli ortodossi, mi auguro che lo spirito dei cristiani sia quello di essere i nuovi Magi, coloro che riconoscono il messaggio teantrico della Teofania e riprendano il testimone dato da Gesù agli apostoli quando gli disse: “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura” (Mc 16,15) ricordando loro che “Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato.” (Mc 16,16).”