Sanità: Droghei (PD), stesso lavoro stesso salario in privato accreditato

Sanità: Droghei (PD), stesso lavoro stesso salario in privato accreditato

“Nella sanità privata accreditata non può esistere una disparità così evidente: a parità di lavoro, deve corrispondere lo stesso salario del pubblico”. Lo dichiara la consigliera regionale del Pd Lazio, Emanuela Droghei. -“Ancora oggi molti operatori percepiscono retribuzioni inferiori di 300-400 euro al mese rispetto ai colleghi del servizio sanitario pubblico, pur svolgendo le stesse mansioni. È una condizione che non è più accettabile”, prosegue. Non si tratta di introdurre vincoli impropri alle imprese, ma di garantire equità nell’utilizzo delle risorse pubbliche. Chi opera in convenzione con il sistema sanitario deve assicurare condizioni di lavoro dignitose e omogenee”, aggiunge. È inoltre fondamentale contrastare il ricorso ai cosiddetti contratti pirata: servono riferimenti chiari ai contratti sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative. Difendere il lavoro significa difendere la qualità della sanità”, conclude.

Sociale, Tiso(Accademia IC): “Italia giovanile molto fragile”

Sociale, Tiso(Accademia IC): “Italia giovanile molto fragile”

“In Italia circa 200mila adolescenti vivono oggi in ritiro sociale, spesso chiusi nelle loro stanze e lontani dalla vita quotidiana. La nuova ricerca nazionale del DAAI rivela un dato preoccupante e molto grave. Lo studio indaga come il luogo in cui si cresce influenzi il benessere emotivo dei giovani e ha coinvolto oltre 900 ragazzi tra i 13 e i 18 anni, distribuiti in cinque regioni. Sono stati messi a confronto, ad esempio, gli adolescenti delle aree interne con i loro coetanei delle metropoli: Roma, Napoli, Bologna, Genova e Palermo. Attraverso questionari e focus group, i ricercatori hanno raccolto un quadro di affaticamento diffuso. Molti ragazzi parlano di notti insonni, ore passate davanti agli schermi, paura del giudizio degli altri. E i casi di ritiro sociale grave risultano raddoppiati. Le ragazze sono le più colpite: il 9,1% vive una forma severa di isolamento, contro il 2,8% dei maschi. Contrariamente alle aspettative, inoltre, le forme più gravi di isolamento non si trovano nei paesi piccoli, ma nelle grandi città. A Roma, ad esempio, l’11,4% delle adolescenti vive un ritiro severo, mentre nelle aree periferiche la percentuale scende al 6,8%. Nei piccoli centri, la prossimità comunitaria, le relazioni strette e il senso di appartenenza sembrano offrire una protezione emotiva importante. Complessivamente, la ricerca DAAI mostra un’Italia giovanile fragile, dove il ritiro sociale cresce e la scuola diventa un posto di forte pressione emotiva. Allo stesso tempo, evidenzia come le relazioni di comunità e il contesto familiare possano fare la differenza. In un Paese che cambia, dunque ascoltare i ragazzi e rafforzare i legami sociali appare oggi più necessario che mai”.

Lo dichiara in una nota Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della Associazione Bandiera Bianca.

Femminicidio, ok unanime Commissione parlamentare su relazione sulla violenza economica di genere

Inserire nel codice penale, in particolare nella formulazione del reato 572 del codice penale, maltrattamenti in famiglia, il concetto di “violenza economica” quale modalità di integrazione del reato, codificando un indirizzo della giurisprudenza di legittimità ancora poco diffuso tra i giudici di merito: è il fulcro della Relazione sulla “violenza economica di genere” approvata stamane all’unanimità dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere durante la seduta plenaria, dopo 93 audizioni. Le relatrici sono state la presidente, la deputata Martina Semenzato e le senatrici Elena Leonardi e Cecilia D’Elia. Alla stesura hanno contribuito i collaboratori esterni della Commissione: l’avvocato Martina Parisse, il magistrato Valerio de Gioia, la statistica Linda Laura Sabbadini. Altro elemento è quello di introdurre la fattispecie autonoma di “controllo coercitivo” per punire “la condotta di monitoraggio ossessivo del partner anche in relazione alle spese familiari di minimo importo” ed “escludere i reati di cui agli artt. 570 c.p. e 570-bis c.p. dall’area applicativa della causa di non punibilità ex art. 131-bis codice penale ovvero la violazione degli obblighi di assistenza familiare”. E ancora, la proposta di estendere l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, a prescindere dal reddito, anche alla persona offesa dalla violazione degli obblighi di assistenza familiare.

Made in Italy, Confeuro: “Ok giornata ma più attenzione a piccoli e medi agricoltori ”

Made in Italy, Confeuro: “Ok giornata ma più attenzione a piccoli e medi agricoltori ”

“Il 15 aprile di ogni anno si celebra la Giornata nazionale del Made in Italy, un appuntamento importante dedicato alla promozione della creatività, della qualità e dell’eccellenza produttiva italiana. Un patrimonio che trova nel settore agricolo e nelle produzioni dei piccoli e medi agricoltori una delle sue espressioni più autentiche e rappresentative. Come Confeuro – dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale della Confederazione Agricoltori Europei – riteniamo che questa giornata rappresenti un momento significativo per valorizzare il lavoro e la qualità delle produzioni italiane, che nel mondo sono sinonimo di eccellenza, tradizione e sicurezza alimentare. In particolare, le produzioni della piccola e media agricoltura costituiscono una componente fondamentale del Made in Italy agroalimentare, custodendo territori, biodiversità e saperi locali che rendono unico il nostro sistema produttivo”.

“Tuttavia – prosegue Tiso – non possiamo ignorare le difficoltà che il comparto sta attraversando. I piccoli e medi agricoltori stanno vivendo una fase particolarmente complessa e preoccupante, segnata da una congiuntura economica negativa, da crescenti attacchi protezionistici sui mercati internazionali, dagli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico e, ultimo in ordine di tempo, dal forte shock energetico – causato dal conflitto in Medio Oriente- che sta facendo impennare i costi di fertilizzanti, energia e carburanti. Per queste ragioni – conclude il presidente di Confeuro – auspichiamo una maggiore sinergia istituzionale e un impegno concreto, sia a livello nazionale che europeo, per sostenere e tutelare i piccoli e medi produttori del settore primario. Difendere la nostra agricoltura significa infatti difendere uno dei pilastri fondamentali del Made in Italy e garantire futuro, competitività e sostenibilità alle nostre comunità rurali”.

Al Teatro V. Colonna in scena “Domani è sempre domenica”

Protagonisti Matteo Vacca e Gabriella Silvestri

Una commedia ambientata nel quartiere San Lorenzo di Roma nel ‘43

Domenica 19 aprile 2026 alle ore 18,00 andrà in scena presso il Teatro V. Colonna di Marino la commedia Domani è sempre domenica di Gianni Clementi.

Sul palco Matteo Vacca che ne cura la regia e Gabriella Silvestri.

Musiche originali di Nancy  De Lucia.  Produzione: La Bilancia

Il parroco Don Nicola, e Agnese, una fedele devota, a seguito di un momento di passione si ritrovano illesi sotto le macerie della chiesa, crollata sotto i bombardamenti del 19  luglio del ’43 a Roma.  I due, si ritrovano senza vestiti sotto tonnellate di polvere e mattoni, alla mercé di fame e sete, L’insolita e difficile situazione li costringerà a passare diversi giorni sotto le macerie nel tentativo vano di recuperare gli abiti e la dignità. La claustrofobica situazione fa saltare subito tutti gli schemi che la società “in superficie” impone, generando una serie di fraintendimenti, maliziosi equivoci e situazioni grottesche che i due personaggi saranno costretti ad affrontare nel tentativo di salvare, se non le loro anime, almeno i loro corpi. Risate, imbarazzi, amare confessioni e ricordi faranno trovare, ai due protagonisti, il coraggio di decidere il loro destino?

Agroalimentare, Confeuro: “Via agroecologica e tutela piccoli-medi produttori”

Agroalimentare, Confeuro: “Via agroecologica e tutela piccoli-medi produttori”

“È stato un piacere intervenire all’evento organizzato da Aida, Lipu, Rete Semi Rurali e WWF nell’ambito del progetto “Dialogo Strategico per la Transizione Ecologica dei Sistemi Agroalimentari in Italia”, svoltosi presso la Sala Europa della Rappresentanza in Italia del Parlamento europeo, a Roma. Un appuntamento autorevole, con l’obiettivo di promuovere un confronto sul futuro dei sistemi agroalimentari nel nostro Paese, in un contesto internazionale in rapida evoluzione”. Così Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro, Confederazione Agricoltori Europei. “Il sistema agroalimentare nazionale e globale – prosegue Tiso – attraversa oggi una fase complessa, segnata da numerose criticità: dall’impatto sulle risorse ambientali alla perdita di biodiversità, dalla crescente vulnerabilità ai cambiamenti climatici e alle crisi geopolitiche, fino alle difficoltà economiche e alle ingiustizie sociali che attraversano il settore. A queste si aggiungono fenomeni come la progressiva e allarmante marginalizzazione dell’agricoltura di piccola scala”. Secondo Confeuro, di fronte a tutto questo diventa quindi “fondamentale investire con decisione in un modello di agricoltura ecologicamente sostenibile. Ma purtroppo viviamo in una fase in cui la politica tende a sottolineare ancora troppo poco il valore dell’agroecologia. Eppure – sottolinea il presidente Tiso – la transizione dei sistemi agroalimentari rappresenta una delle sfide decisive per il futuro della nostra agricoltura. Per questo riteniamo necessario che l’agroecologia si inserisca anche in un percorso di sostenibilità economica, in grado di garantire ai piccoli e medi agricoltori un reddito giusto e dignitoso rispetto al lavoro svolto. In questo percorso devono procedere insieme equità sociale e tutela dell’ambiente, all’interno di una visione di vera e propria giustizia agricola. I sistemi agroalimentari infatti devono essere orientati a valorizzare il ruolo degli agricoltori, in particolare delle realtà di piccola e media dimensione, che rappresentano un presidio fondamentale per i territori. Dobbiamo essere consapevoli infine – conclude Tiso – che non può esistere una vera transizione ecologica senza un profondo mutamento culturale che rimetta al centro il valore della terra, del cibo, del lavoro agricolo e il ruolo dei piccoli e medi produttori come custodi dell’ambiente e del paesaggio”.