Ambiente, Tiso(Accademia IC): “Riscoperta ruolo pastore tra tradizione e innovazione”

Ambiente, Tiso(Accademia IC): “Riscoperta ruolo pastore tra tradizione e innovazione”

“In un’epoca dominata dalla tecnologia, dalla velocità e dalla vita urbana, il mestiere del pastore appare a molti come un retaggio del passato, destinato a scomparire. Eppure, negli ultimi anni, si sta assistendo a una lenta ma significativa riscoperta di questa professione antica, che torna a essere vista non solo come lavoro, ma come scelta di vita, custodia del territorio e risposta concreta alle sfide ambientali contemporanee. Il pastore non è semplicemente colui che conduce il gregge al pascolo. È un conoscitore profondo della natura, dei ritmi stagionali e degli equilibri delicati tra uomo, animale e ambiente. Attraverso la transumanza, pratica millenaria riconosciuta anche dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale, il pastore ha modellato per secoli il paesaggio rurale, contribuendo alla biodiversità e alla prevenzione del degrado ambientale. Oggi questo mestiere torna a parlare alle nuove generazioni, soprattutto a chi sente il bisogno di un’esistenza più autentica e sostenibile. Sempre più giovani scelgono di allontanarsi dalla città per intraprendere un percorso legato all’allevamento ovino e caprino, spesso unendo tradizione e innovazione: tecnologie digitali per il monitoraggio degli animali, vendita diretta dei prodotti, agriturismi e filiere corte che valorizzano formaggi e lana locali. Riscoprire il mestiere del pastore significa anche rivalutare il valore del lavoro manuale e della pazienza. È una professione faticosa, che richiede sacrificio, dedizione e una profonda capacità di adattamento. Tuttavia, offre in cambio un rapporto privilegiato con la natura, una libertà rara e la soddisfazione di contribuire in modo concreto alla tutela dell’ambiente e alla qualità dell’alimentazione. In un mondo che cerca nuove strade per uno sviluppo più equilibrato, dunque, il ruolo del pastore diventa simbolo di un possibile futuro che affonda le radici nel passato. Riscoprire questo mestiere non significa tornare indietro, ma andare avanti con maggiore consapevolezza, recuperando saperi antichi per costruire un domani più sostenibile e umano. Un concetto che vale tantissimo per le nostre giovani generazioni”.

Così, in una nota stampa, Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca

Sociale, Tiso(Accademia IC): “La dura vita degli anziani: istituzioni facciano di più”

Sociale, Tiso(Accademia IC): “La dura vita degli anziani: istituzioni facciano di più”

“A nome di Carmela Tiso portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente dell’associazione Bandiera Bianca, vogliamo portare all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni il grido di allarme che ci arriva da tanti anziani in tutta Italia. Riceviamo spesso lettere di persone anziane che raccontano una realtà fatta di pensioni insufficienti, bollette sempre più alte, affitti in aumento e costi sanitari difficili da sostenere. Sono storie di uomini e donne che hanno lavorato una vita intera, contribuendo con sacrificio alla crescita del Paese, e che oggi si trovano a vivere una vecchiaia segnata da preoccupazioni economiche e incertezze. Particolarmente critica – sottolinea Carmela Tiso – è la situazione della sanità pubblica: i tempi di attesa per visite ed esami specialistici sono spesso incompatibili con le esigenze di chi soffre e ha bisogno di cure immediate. A questo si aggiunge il dramma della solitudine, una vera e propria emergenza sociale che colpisce molti anziani lasciati soli, privi di una rete di sostegno quotidiana. Chiediamo alle istituzioni interventi concreti per sostenere gli anziani nelle cure, contrastare la solitudine e garantire loro una vita dignitosa. Aiutare gli anziani non è solo un atto di solidarietà, ma un dovere civile verso chi ha costruito il nostro presente. In Italia gli anziani indigenti non sono pochi e non possono essere ignorati”. Carmela Tiso continua: “È necessario rafforzare i servizi sociali e sanitari, promuovere politiche di inclusione e creare reti di assistenza che mettano al centro la persona. Solo così potremo tutelare gli anziani e restituire dignità e serenità a una parte fondamentale della nostra comunità”.

For De Porta: a Marino il vino diventa racconto e la tradizione si fa esperienza

For De Porta: a Marino il vino diventa racconto e la tradizione si fa esperienza

Nel cuore del centro storico di Marino, affacciato su Piazza Garibaldi, For De Porta è uno dei luoghi più autentici e suggestivi dove vivere la tradizione gastronomica dei Castelli Romani. Non è soltanto un ristorante, ma un vero crocevia di sapori, cultura e accoglienza, guidato dalla passione e dalla competenza del sommelier Marco Fabi, custode di una filosofia che mette al centro il vino, la convivialità e le radici del territorio.

Accanto al ristorante sorge il Museo del Vino di Marino – visitabile su appuntamento (www.museodelvinodimarino.it – 06 9386783 / 328 4589142) – che arricchisce l’esperienza con un viaggio nella storia vitivinicola locale. Una sinergia preziosa che rende For De Porta un luogo unico: qui il vino non è solo una bevanda, ma il filo rosso che unisce passato, presente e futuro della città.

L’atmosfera richiama quella delle osterie storiche: calda, sincera, conviviale, con un’attenzione contemporanea alla qualità delle materie prime. La cucina, fedele ai sapori della tradizione romana e castellana, si intreccia con una selezione di etichette curate personalmente da Marco Fabi, che accompagna gli ospiti in un percorso sensoriale capace di raccontare il territorio attraverso ogni calice.

For De Porta è anche la location ideale per eventi, ricorrenze e momenti di convivialità, grazie a proposte gastronomiche dedicate. Tra queste spicca il Menù Feste e Ricevimenti, un percorso completo che comprende aperitivo di benvenuto, ricco antipasto della casa, scelta tra diversi primi e secondi ispirati alla tradizione, dessert e bevande incluse, al prezzo di 35 euro a persona.

Chi desidera riscoprire i sapori più autentici della cucina popolare può optare per il Menù della Tradizione, un omaggio alle ricette storiche del territorio con antipasti tipici, primi classici e dolci fatti in casa, proposto a 25 euro a persona.

Per gli appassionati di abbinamenti e percorsi gustativi più articolati, è disponibile il Menù Degustazione, che unisce antipasto, due primi a scelta e un secondo simbolo della cucina romana, accompagnati dai vini della casa e dessert incluso, a 30 euro a persona.

Non manca un’opzione più informale, perfetta per gruppi di amici o per chi desidera un momento leggero ma ricco di sapori: il Menù Apericena–Finger, con assortimento di salumi, formaggi, sfizi, focacce e proposte creative, accompagnato da vini al calice, bollicine, cocktail e bibite, a 18 euro a persona.

Tutte le proposte sono dedicate ai gruppi e disponibili su prenotazione con almeno tre giorni di anticipo.

A completare l’offerta, una interessante promozione sui vini, con etichette selezionate in vendita a prezzi scontati fino a esaurimento scorte. Tra le eccellenze proposte figurano Colle del Turchetto, Lallero, Veritas IGT Lazio, Chardonnay Colle Picchioni, Roma DOP Gens Fabia e una selezione di vini sfusi – dalle Malvasie ai Cesanesi – autentica espressione della tradizione locale.

Il ristorante è aperto a pranzo da martedì a domenica e a cena da giovedì a sabato, con possibilità di prenotazione in altri giorni per gruppi ed eventi dedicati.

Per informazioni e aggiornamenti: @for.deporta – 06 9386783 / 328 4589142.

For De Porta è, in definitiva, un luogo da vivere: un angolo di Marino dove il vino diventa racconto, il cibo memoria e l’ospitalità una vera forma d’arte.

Le occasioni per stare insieme – in famiglia, in coppia o tra amici – sono il vero sale della vita. Da For De Porta si lavora ogni giorno per offrire un ambiente accogliente, familiare e autentico, dove condividere momenti di serenità, accompagnati dai piatti della tradizione romana e del territorio, esaltati da una selezione di vini di qualità.

Vi aspettiamo a Marino, per scoprire e vivere l’esperienza For De Porta.

Ue, Confeuro: “Bene pacchetto vino. Tutela filiera sia priorità costante”

Ue, Confeuro: “Bene pacchetto vino. Tutela filiera sia priorità costante”

“Via libera del Parlamento europeo al pacchetto vino: dal dealcolato all’enoturismo fino all’export, con maggiori risorse in aiuto dei piccoli e medi produttori. Il provvedimento, approvato a Strasburgo, rappresenta una prima importante risposta alle criticità che il settore vitivinicolo sta attraversando, dalla gestione degli eventi meteorologici estremi alla necessità di adattarsi a un mercato in continua evoluzione. Confeuro dunque accoglie con soddisfazione e interesse questa misura, che va nella direzione di rafforzare e modernizzare il comparto. In particolare, risultano significativi gli strumenti volti a favorire la diversificazione dell’offerta commerciale e le misure dedicate alla promozione del vino sui mercati internazionali, con interventi mirati a sostegno dei piccoli e medi produttori. Tali azioni, supportate da importanti cofinanziamenti dell’Unione europea e degli Stati membri, possono rappresentare un’opportunità concreta di crescita e competitività per l’intera filiera. Il nostro auspicio – dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro, Confederazione degli Agricoltori Europei – è che questo provvedimento produca rapidamente effetti tangibili per il rilancio di un settore strategico per l’Italia e per l’Europa. Il pacchetto vino costituisce un primo, importante passo verso politiche europee sempre più strutturate per la valorizzazione del comparto vitivinicolo. È fondamentale che la tutela e il sostegno della filiera restino una priorità costante nell’agenda dell’Unione, garantendo strumenti efficaci per affrontare le sfide ambientali ed economiche e per rafforzare la presenza del vino europeo sui mercati globali”, conclude il presidente Confeuro, Andrea Tiso.

Tecnologia, finanza e capitale umano: l’alleanza strategica tra Green Pass Project e Sviluppo Finanza Italia


Una nuova alleanza prende forma con un obiettivo preciso: unire solidità finanziaria e innovazione tecnologica per costruire valore reale.
Green Pass Project, guidata da Sabrina Nuzzo, Direttore e punto di riferimento dell’area IT, si afferma come motore operativo e strategico del nuovo sodalizio.
Accanto a questa struttura entra Sviluppo Finanza Italia, con oltre 3.600 aziende in portafoglio e una presenza consolidata tra Roma, Viterbo e Milano, nata per rivoluzionare il comparto delle consulenze finanziarie grazie a numeri importanti, radicamento territoriale e visione di crescita.
Sabrina nasce come HR informatico: selezione mirata, servizi professionali nel settore tecnologico e costruzione progettuale dei team sono i suoi pilastri. Oggi coordina professionisti inseriti in progetti strutturati, ma il suo approccio va oltre i numeri.

Le persone vengono seguite, accompagnate, fatte crescere. Non semplice gestione del personale, ma sviluppo continuo. Con attenzione, presenza e responsabilità.

In un mercato dove l’intelligenza artificiale sta riducendo le opportunità per i profili junior — soprattutto per i giovani — la sua visione è netta: l’innovazione non deve togliere spazio, ma creare nuove competenze. L’AI accelera i processi, ma non può sostituire la guida umana.

La giovane età di Sabrina Nuzzo si unisce a una professionalità solida e concreta, incarnando una leadership moderna, vicina alle nuove generazioni.

Questa non è solo una partnership.
È un progetto di crescita condiviso.

Finanza e tecnologia sono il motore.
Il capitale umano è la direzione.
Tre domande a Sabrina Nuzzo, Direttore di Green Pass Project
Nel suo ruolo di formatrice, come accompagna i professionisti nella loro crescita, soprattutto i giovani nel settore IT?

Cerco innanzitutto di capire quali sono le loro esigenze, cosa piace loro fare e in cosa si sentono più abili. Parto dalle loro attitudini naturali e le affianco con la parte tecnica necessaria.Il mio approccio è molto umano: li sento quotidianamente, cerco di cogliere eventuale potenziale inespresso e di comprendere anche le loro piccole difficoltà, non solo professionali ma personali. Credo che un’azienda debba essere anche un punto di riferimento. C’è una componente di supporto motivazionale e, in parte, anche psicologico. Prima si entra nella mente, ma soprattutto nel cuore della persona. È un po’ come accompagnare un bambino: prima lo conosci, poi lo formi, lo sostieni nei primi passi e infine lo vedi camminare da solo. La crescita va seguita, non lasciata al caso.
In che modo la nuova collaborazione con Sviluppo Finanza Italia amplia le opportunità per le persone e trasforma il concetto di consulenza finanziaria?
L’integrazione tra progettualità informatica e business finanziario ci permette di avere maggiore forza sul mercato. Lavorare accanto a una realtà strutturata come Sviluppo Finanza Italia significa entrare anche in comparti bancari e in contesti dove la trasformazione digitale è centrale.Questo genera nuove opportunità professionali e amplia il raggio d’azione, creando un modello di consulenza più completo, che unisce tecnologia e finanza in modo strategico.
Quanto conta il lato umano e il monitoraggio continuo in un progetto che unisce tecnologia e finanza?
È fondamentale. Quando si lavora con grandi professionisti, nel settore finanziario o informatico, bisogna capire profondamente le esigenze del cliente e monitorarle costantemente.
Allo stesso tempo, è essenziale seguire le persone inserite nei progetti: verificare come stanno lavorando, come stanno crescendo e se hanno bisogno di supporto.
La priorità resta sempre doppia: soddisfare il cliente e accompagnare le risorse. Senza equilibrio tra questi due elementi, nessun progetto può davvero funzionare.

Avezzano, l’agricoltura tra giovani e territorio: al via l’iniziativa Confeuro

Avezzano, l’agricoltura tra giovani e territorio: al via l’iniziativa Confeuro

All’evento, che si svolgerà sabato 14 febbraio, a partire dalle ore 9, presso il Centro Commerciale Globo Center di Avezzano, parteciperà anche il presidente nazionale Confeuro, Andrea Tiso

Avezzano si prepara ad accogliere un importante momento di confronto dedicato al futuro dell’agricoltura e allo sviluppo del territorio. Sabato 14 febbraio, a partire dalle ore 9, presso il Centro Commerciale Globo Center di Avezzano, si terrà l’iniziativa “Agricoltura e Territorio nel Fucino – Innovazione, Giovani e Filiere Locali”. organizzata da Confeuro Marsica nell’ambito della manifestazione “Calici & Sapori d’Amore”. L’evento affronterà tematiche di rilievo locale e nazionale legate al rapporto tra giovani, agricoltura e rilancio dei territori. In apertura sarà presentata l’indagine nazionale “Agri Under 35 – Coltiviamo il futuro”, realizzata dall’Istituto Piepoli per Confeuro, Confederazione Agricoltori Europei, presieduta da Andrea Tiso. Lo studio analizza le opinioni dei giovani italiani sull’alimentazione e la loro percezione del futuro dell’agricoltura, con particolare attenzione alle prospettive del settore e al tema del cibo artificiale. Ampio spazio sarà dedicato poi alle potenzialità agricole del Fucino che, come sottolineano il presidente Tiso e il responsabile di Confeuro Marsica Alessandra Cambise, “rappresenta uno dei principali distretti agricoli d’Italia per estensione, qualità delle produzioni e alta specializzazione orticola. Un territorio che da decenni costituisce un pilastro economico, occupazionale e identitario per l’intera Marsica, oggi chiamato ad affrontare sfide strategiche e strutturali che richiedono visione e collaborazione istituzionale”.

Tali sfide e opportunità saranno al centro di una tavola rotonda alla quale sono stati invitati autorevoli rappresentanti istituzionali e del mondo agricolo e professionale, tra cui: il Sindaco città di Avezzano Gianni Di Pangrazio, il Presidente nazionale Confeuro Andrea Tiso, il VicePresidente Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente, il Direttore Arap Abruzzo Antonio Morgante; e il Presidente Bonifica Ovest Giancarlo Di Pasquale. Saranno anche importanti rappresentanti dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e Forestali, del Collegio Nazionale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati, del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati, del Consorzio IGP e del Consorzio DOP. Il convegno e il dibattito saranno moderati dalla giornalista Roberta Maiolini. “L’iniziativa si propone come un’occasione di dialogo e approfondimento sui temi dell’innovazione agricola, del ricambio generazionale e della valorizzazione delle filiere locali”, hanno sottolineato Tiso e Cambise. Stampa e cittadinanza sono invitate a partecipare.