Fondi per il sociale: serve trasparenza

“Ė il 3 dicembre del 2020 quando la giunta regionale del Lazio approva un provvedimento che sblocca 39 milioni di euro per fronteggiare l’emergenza sociale causata dal Covid-19. Lo annuncia l’assessore alle Politiche sociali, welfare ed enti locali Alessandra Troncarelli”.Lo rende noto il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: “i fondi dovrebbero essere utilizzati per il rafforzare gli interventi a favore delle persone fragili, per pianificare azioni nell’ambito della disabilità, dell’assistenza domiciliare, della non autosufficienza, della famiglia, di minori e di anziani”. Nelle ulteriori precisazioni, si fa rilevare che le risorse dovrebbero assicurare i cosiddetti Lea, livelli essenziali delle prestazioni sociali ma c’è un vulnus. “Ci interpellano numerosi cittadini, potenziali fruitori dei servizi, che vanno dall’assistenza domiciliare con ‘caregiver’ all’offerta residenziale e semiresidenziale, passando per interventi anti-Covid e ci segnalano che non ci sarebbe trasparenza nella erogazione dei contributi. Secondo le dichiarazioni dell’assessore, i fondi sarebbero quelli non vincolati, stanziati dal 2014 destinati ai distretti sanitari e non ancora utilizzati che dovrebbero essere ‘riprogrammati’”, continua il presidente. “Non si comprende perciò – incalza Maritato – perché a precise richieste di accesso agli atti di organizzazioni civiche del distretto 3 della Asl Roma 4, gli uffici preposti abbiano risposto picche. Così come in altri contesti. Reputiamo tutto questo inaccettabile e saremo al fianco dei cittadini, anche con la dovuta assistenza legale se necessaria”.   

Roma, 15 gennaio 2021

Via Duilio Cambelotti. Gestivano traffico di sostanze stupefacenti “in famiglia” con un guadagno di circa 30 mila euro al mese: 4 le misure eseguite dalla Polizia di Stato nei confronti di un noto clan della capitale.

Madre, figlio, cugina e compagna del figlio tutti appartenenti ad un clan ben noto nella capitale. L’organizzazione era consolidata e ben strutturata, i clienti, telefonicamente  si accertavano della disponibilità della droga e, in caso positivo venivano dirottati o al quarto piano, dalla cugina o all’ottavo piano, appartamento  abitato o comunque dove erano presenti la compagna e la madre.Al centro sempre lui S.B., 28enne romano arrestato nel febbraio del 2020 dagli agenti del VI Distretto Casilino, diretto da Michele Peloso, perché trovato in possesso di alcuni grammi di cocaina e ben 32.600 euro in contanti, oltre a manoscritti riportanti nomi e cifre e sostanza atta al taglio e al confezionamento della sostanza. Da lì gli agenti, avendo intuito che lo stesso potesse aver messo in piedi un’associazione dedita allo spaccio di eroina – in concorso con i propri familiari, avevano avviato un’attività investigativa fatta di intercettazioni telefoniche ed ambientali. Hanno così ricostruito la struttura organizzativa del sodalizio che gestiva la piazza di spaccio, arrestando nel corso delle indagini, sempre per spaccio di eroina, M.S la madre 43enne, due volte la cugina, N.A di 22 anni e lo stesso S.B. che ai domiciliari continuava a spacciare dalla finestra della sua cucina. Accertata la responsabilità di ogni singolo componente all’interno della struttura criminale, hanno chiesto all’Autorità Giudiziaria competente misure cautelari a loro carico. Tenuto conto dell’ingente guadagno quantificato in almeno 30 mila euro mensili, nonchè degli arresti avvenuti durante l’indagine, lunedì scorso i poliziotti hanno eseguito le misure disposte dal Tribunale di Roma.

M.S e S.B, madre e figlio sono finiti in carcere, P.M. la compagna di S.B., ai domiciliari e per N.A, la cugina, è scattato l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

Roma, 14 gennaio 2021.

Martina Colapietro: “Amo il mare del mio Salento, il mio sogno? Diventare magistrato, ma continuare a lavorare con i social”

Dottoressa in Giurisprudenza e con il sogno di fare il magistrato, Martina Colapietro è una ragazza ambiziosa, disponibile e solare. La sua passione per il mare e l’attività sportiva le hanno permesso di farsi conoscere sui social arrivando a 10mila followers su Instagram.
Ciò che si nota subito in Martina è una spiccata intelligenza ed un grande senso di responsabilità che la distinguono dalla maggior parte delle ragazze della sua età. Sicura di se, dei suoi mezzi e consapevole delle sue capacità, Martina ama condividere sui social la sua vita quotidiana mettendo in mostra i suoi hobby e la sua oggettiva bellezza.
Martina ama tutto del suo Salento, dal mare al cibo e non cambierebbe la sua città con nessun’altra al mondo.
E’ possibile far conciliare studio e social? Martina ne è l’esempio più lampante, eccola in un’intervista esclusiva dove racconta la sua vita e le sue ambizioni.

Instagram:martinacolapietro

Martina quanto sono importanti i social nella tua vita?
“Sono abbastanza importanti e ci trascorro molte ore. Per me sono un ottimo strumento per condividere le proprie passioni e magari suggerire ristoranti buoni o locali carini. Mi piace curiosare sulle ultime tendenze di abbigliamento e condividere con le persone le mie passioni.”

Posti molte foto anche in costume o al mare, hai paura del giudizio delle persone?
“Sono cambiata molto negli ultimi anni. Faccio quello che mi piace e non ho problemi a pubblicare foto in costume. Ho imparato ad apprezzarmi e ad essere sicura dei miei mezzi, penso che nella vita non si debba mai giudicare, soprattutto dalle apparenze. Sono contenta della persona che sono e non mi interessa il giudizio degli altri.”

Che obiettivi hai?
“Il mio primo obiettivo è sicuramente quello di realizzarmi. Mi sono laureata in Giourisprudenza a 23 anni e ho il sogno di diventare avvocato e soprattutto magistrato, è una strada complicata ma metterò il massimo impegno per realizzare questo sogno. Mi piacerebbe comunque approfondire il lato “social”, penso che le due cose possano conciliare tranquillamente e non mi dispiacerebbe qualche collaborazione con brand e cose varie. Il mondo social mi appassiona molto e non ho intenzione di abbandonare questa strada.”

Che rapporto hai con la tua famiglia?
“Non sono molto dolce, ma con loro ho un rapporto bellissimo. Con mia sorella in questi mesi abbiamo migliorato il rapporto e sono molto felice per questo. La mia famiglia ha caratterizzato sempre le mie scelte; non me ne sono mai voluta andare da Lecce proprio per questo, non voglio allontanarmi da loro e qui vivo benissimo. Amo la realtà della mia città, in una giornata posso fare molte cose e la mia vita è molto frenetica, questo è l’ambiente giusto per me.”

Credi nell’amicizia Uomo-donna?
“Domanda impegnativa (ride ndr). Si ci credo, penso sia rara ma esista. Ho molti amici maschi e mi sono sempre trovata bene con le persone di sesso opposto al mio, l’importante è non creare fraintendimenti ma credo possa esistere una forte amicizia tra un uomo ed una donna.
Sono una persona molto socievole e mi piace conoscere nuove persone.”

Un pregio caratteriale ed estetico che ti riconosci?
“Esteticamente mi piace il mio sorriso ed amo i miei occhi, dal punto di vista caratteriale apprezzo il mio essere sempre me stessa; spesso nella vita capitano alcune situazione che ci segnano profondamente, a volte rimaniamo delusi da alcune persone o fatti che ci accadono; io sono sempre riuscita a portare avanti le mie idee, ho sempre ragionato con la mia testa e non mi sono mai fatta condizionare da quello che succedeva.”

Cosa guardi in un uomo?
“Sono molto cambiata in fatto di gusti negli ultimi anni; prima guardava quasi esclusivamente il lato estetico tralasciando, almeno inizialmente, quello caratteriale. Ora posso dire che la situazione si è capovolta, mi piace l’uomo ambizioso,elegante, che sappia farmi ridere. Ho dei valori che voglio e pretendo anche nell’uomo che deve stare al mio fianco. Intraprendente, solare e non troppo dolce (ride ndr), queste sono sicuramente le caratteristiche che voglio.”

Ti sei mai sottoposta a chirurgia estetica? Cosa ne pensi?
“No, personalmente non ho mai fatto nessun intervento ma non ho nulla in contrario. Credo sia fondamentale vivere bene con il nostro corpo e la chirurgia può sicuramente aiutarci. Come in tutte le cose credo che debba comunque esserci un limite da non oltrepassare; il troppo “stroppia” come si dice, stesso discorso per i tatuaggi, l’esagerazione non mi piace.”

Hai tatuaggi?
“Si ne ho due, uno dietro al collo, fatto in Erasmus, ed una scritta sul fianco, una canzone di Ed Sheeran.”

Il tuo uomo ideale: Camicia o maglietta larga sportiva?
“Ovviamente dipende dal contesto, ma in generale mi piace l’uomo elegante, quindi ovviamente giacca e camicia. Osservo molto,mi piacciono i ragazzi che hanno buon gusto,anche nell’abbigliamento.”

Il viaggio più bello della tua vita?
“Più che un viaggio è stata un’esperienza fondamentale per la mia crescita. Ho fatto l’erasmus a Madrid e sono maturata molto;ho visto posti bellissimi e lavorato sulla mia crescita personale, non dimenticherò mai quel periodo.”

Come giudichi la pandemia e soprattutto la gestione dell’Italia a questo virus?
“E’ stata sicuramente una disgrazia da tutti i punti di vista; se proviamo a vedere il bicchiere mezzo pieno in questo 2020 abbiamo imparato ad apprezzare le piccole cose, abbiamo messo in pausa la nostra vita frenetica e fatto introspezione dentro di noi. Io personalmente ho rivalutato molti rapporti anche interpersonali capendo chi è veramente importante per  me e chi no.

Premetto che non sarebbe stato facile per chiunque gestire una pandemia di questa portata, spesso noi cittadini critichiamo senza ragionare e soprattutto non mettendoci nei panni di chi sta al governo. Sicuramente alcune decisioni potevano essere diverse, le restrizioni non sempre sono state chiare come avrebbero dovuto essere. Incentivavano le uscite per far riprendere l’economia ed allo stesso tempo consigliavano di uscire il meno possibile, avrei voluto più chiarezza nelle gestione, sicuramente.”

Se ne avessi la possibilità domani andresti a farti il vaccino?
“Prima ero molto scettica, ora probabilmente lo farei. Credo sia giusto farlo per un senso di moralità e per tutelare le persone che amiamo, in una situazione del genere dobbiamo remare tutti dalla stessa parte, questa è l’unica via per uscirne il prima possibile.”

Pizza o Sushi?
“Pizza col sushi si può fare? (Ride ndr). No, a parte gli scherzi, amo il sushi ma considero la cucina italiana il massimo, quindi scelgo la pizza con tutto il cuore.”

Mare o Montagna?
“MARE. Scrivilo in maiuscolo (ride ndr), amo il sole, il mare, l’estate!”

Apple o Android?
“Apple, assolutamente!”

Da Salentina: Alessandra Amoroso o Emma Marrone?
“Scelta difficilissima, le amo entrambe. Emma però mi emoziona di più.”

Simpatia, intelligenza ed educazione rendono Martina una persona estremamente piacevole, una ragazza che ama il confronto costruttivo, sempre disponile e con valori importanti, auguriamo a Martina di realizzare i suoi sogni e raggiungere i grandi obiettivi prefissati!

A cura di Dario De Fenu

LEGGE DI BILANCIO 2021, RIVOLUZIONE ANIMALISTA: “POCO O NIENTE PER ANIMALI. GOVERNO DELUDENTE”

“Un’altra occasione perduta”. Questo è il commento amareggiato del Segretario Nazionale di Rivoluzione Animalista, Gabriella Caramanica, alla lettura della Legge di Bilancio 2021 e dopo averla studiata con attenzione ricercando provvedimenti concernenti il mondo animalista.

”Sono due anni che chiediamo al Governo di turno interventi realmente importanti a favore degli amici a 4 zampe ma, puntualmente, veniamo delusi. La Legge di Bilancio 2021 contiene solo delle prebende, piccole azioni, che a nulla servono e nulla risolvono”, precisa ancora Caramanica. “Questo bilancio non è certo la potenza di fuoco che ci aspettavamo””, gli fa eco il responsabile nazionale alla comunicazione politica RA, Alessandro Coricello. “Il premier Conte poteva rivolgere la sua attenzione su altri strumenti come, ad esempio, l’abbassamento dell’IVA sui prodotti (alimentari e non) dedicati agli animali per aiutare concretamente e immediatamente le famiglie italiane e i volontari (quelli veri) che ogni giorno donano il loro tempo e anche il loro danaro per salvare animali abbandonati e tentando di dare loro una dignità vera”, puntualizza Coricello deluso dalla mancanza di coraggio nell’affrontare certe tematiche da parte della nostra classe politica.
“Altresì, è d’obbligo ricordare come la detrazione del 19% in dichiarazione dei redditi scatti nel momento in cui si eccede la franchigia di € 129,11, altro punto che meriterebbe l’immediata abolizione giacché privo di seppur minima ratio giuridica. Imporre, seppur indirettamente, l’obbligo a essere titolari di un conto corrente bancario o postale appare una scelta davvero insopportabile”, aggiungono da Rivoluzione Animalista. Caramanica e Coricello, infine, concludono rivolgendo un messaggio direttamente al legislatore: “Se il premier Conte, o che seguirà, vorrà porre in essere qualcosa di davvero rivoluzionario in materia ed esclusivamente a favore degli animali e di coloro che li amano fino in fondo, Rivoluzione Animalista è a completa disposizione per lavorare insieme e senza pregiudizi politici alla realizzazione di un programma organico e fattibile per dare reali risposte a vecchie problematiche che da troppo tempo la nostra classe politica ha preferito dribblare anche per incapacità tecnica specifica. Ignorare che in ogni famiglia abita un gatto, un cane, un pappagallo piuttosto che un coniglio equivale a non aver più contatto con il Paese reale”.

Congratulazioni a Fabrizio D’Alba, neo direttore all’Umberto I

“Con viva soddisfazione apprendiamo in queste ore la notizia della nomina del dottor Fabrizio D’Alba a direttore generale del Policlinico Umberto I, uno dei più prestigiosi complessi ospedalieri della Regione e non solo”.Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che aggiunge: “conosciamo da tempo il dottor D’Alba e siamo consapevoli della competenza e del valore umano del professionista. Per questo riteniamo che per l’importante istituzione universitaria della Capitale questa nomina sia di sicuro un valore aggiunto che ne accrescerà l’azione assistenziale e di ricerca. Abbiamo avuto modo poco tempo fa – spiega ancora il presidente – in occasione delle festività natalizie di prendere parte a un evento presso l’ospedale San Camillo, sempre aperto alle istanze dei cittadini, grazie anche alla disponibilità del dottor D’Alba, così attento alla valorizzazione della componente umana nell’assistenza. Un valore che crediamo indispensabile in ogni circostanza e che riteniamo il neo direttore possa incentivare sicuramente presso l’ospedale universitario della Capitale”, chiosa il presidente.

Roma, 13 gennaio 2021

INDAGINE PATRIMONIALE ANTIMAFIA NEI CONFRONTI DI APPARTENENTE A “COSA NOSTRA” SEQUESTRATA AZIENDA AGRICOLA E TERRENI

Nell’ambito di articolate attività di indagine coordinate da questa Procura della Repubblica, i Finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno eseguito un provvedimento di sequestro patrimoniale in materia antimafia – emesso dal Tribunale etneo, Sezione Misure di Prevenzione – relativo a una ditta individuale, operante nel settore della coltivazione agricola e della ristorazione, e il relativo terreno, per un valore complessivo di circa 60 mila euro.
Si tratta dell’esito di ulteriori accertamenti patrimoniali, svolti dal GICO del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Catania e dalla Compagnia della Guardia di finanza di Caltagirone, nei confronti di GIOVANNI PAPPALARDO (Catania, 1974) e dei suoi familiari, tutti residenti a Palagonia (CT), già destinatari, a ottobre 2020, di un provvedimento di sequestro relativo a terreni, una villa e conti correnti per circa 270 mila euro.
In particolare, le indagini hanno consentito di:
– da un lato, confermare la pericolosità sociale del predetto PAPPALARDO,
condannato, tra l’altro, per associazione a delinquere di tipo mafioso e molteplici “reati fine” (estorsioni a danno di imprenditori del catanese), nonché, con sentenza definitiva, per gravissimi reati quali rapina e omicidio;
– dall’altro, la sproporzione tra il profilo reddituale del nucleo familiare del citato PAPPALARDO, che in alcune annualità ha dichiarato redditi pari a zero, e il complesso patrimoniale.
Nel dettaglio, le indagini svolte dalla Guardia di finanza di Catania hanno posto in luce, in primo luogo, la pericolosità sociale del citato PAPPALARDO al fine dell’applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali. Sotto questo aspetto – in aggiunta alla condanna definitiva per rapina e omicidio – di rilievo è risultata l’appartenenza di PAPPALARDO all’associazione a delinquere di tipo mafioso denominata “Cosa nostra” e, in particolare, alla “famiglia” di Caltagirone.
Al riguardo, è emerso che il proposto – condannato dal GIP di Catania a 13 anni e 6 mesi di reclusione – ha partecipato ad almeno quattro summit tra esponenti di punta delle famiglie catanesi e calatine di “Cosa nostra” (clan Santapaola, Ercolano e Floridia per il clan Nardo di Lentini), nell’ambito dei quali, tra l’altro, è stata discussa la nomina del “rappresentante provinciale” dell’associazione criminale e la ripartizione dei

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proventi delle estorsioni (7 episodi di estorsione nei confronti di imprenditori catanesi, operanti nel settore delle costruzioni, del movimento terra e delle onoranze funebri).
Le investigazioni condotte dal GICO della Guardia di finanza di Catania e dalla Compagnia di Caltagirone si sono poi concentrate sul profilo economico-finanziario del proposto e, soprattutto, del suo nucleo familiare (moglie e figlie): Giovanni PAPPALARDO infatti non risulta direttamente intestatario di beni immobili.
Le indagini, estese pertanto ai restanti componenti della famiglia, hanno posto in luce che la presenza di ulteriori particelle di terreno – acquisite nel tempo da Pappalardo – e di una ditta individuale, formalmente intestata alla moglie del proposto, attiva nel settore della coltivazione agricola e della ristorazione.
Anche questo patrimonio è stato realizzato da PAPPALARDO a fronte di una significativa sproporzione rispetto al reddito dichiarato: infatti, per ciascuno degli anni nel periodo dal 2002 al 2018, il nucleo familiare del proposto ha presentato dichiarazioni di redditi minimali e, in un anno, anche pari a zero.
Al termine delle attività di indagine, su richiesta di questo Ufficio, il Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione ha così disposto il sequestro, finalizzato alla confisca, della ditta individuale e dei terreni agricoli.

Catania, 13 gennaio 2020.