Agricoltura, Confeuro: “Ok riduzione contributi Inail infortuni. Non abbassare guardia”

Agricoltura, Confeuro: “Ok riduzione contributi Inail infortuni. Non abbassare guardia”

“Confeuro accoglie positivamente la circolare dell’Inps che stabilisce le aliquote contributive per gli operai agricoli a tempo indeterminato, determinato e per il lavoro occasionale in agricoltura per il 2026, prevedendo una riduzione dal 13% all’8,5%. Si tratta di un segnale certamente positivo per il comparto agricolo – dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro, Confederazione Agricoltori Europei – che va nella direzione di alleggerire il carico contributivo sulle imprese e riconoscere gli sforzi compiuti negli ultimi anni dal settore sul fronte della sicurezza sul lavoro. Al tempo stesso – prosegue Tiso – questa riduzione non deve far abbassare la guardia. La sicurezza nei luoghi di lavoro, soprattutto in agricoltura, richiede politiche strutturali, interventi di medio e lungo periodo e un impegno costante da parte di istituzioni, imprese e lavoratori”. Secondo Confeuro, infatti, il comparto agricolo ha storicamente registrato un livello di infortuni significativo. Negli ultimi anni si sta registrando un miglioramento oggettivo, frutto di maggiore attenzione, prevenzione e innovazione nelle pratiche lavorative, ma restano ancora criticità che richiedono interventi mirati e continuità nelle politiche di tutela. La strada intrapresa dalle istituzioni competenti è senza dubbio positiva e significativa – conclude il presidente di Confeuro – ma il percorso verso una piena sicurezza nel lavoro agricolo non è ancora concluso. Occorre proseguire con determinazione lungo questa direzione, rafforzando gli strumenti di prevenzione, formazione e controllo per garantire condizioni di lavoro sempre più sicure in tutto il comparto”.

Il tour di Sara Fiumefreddo fa tappa a Roma: “Il profilo migliore” tra cultura e contemporaneità digitale

Il tour di Sara Fiumefreddo fa tappa a Roma: “Il profilo migliore” tra cultura e contemporaneità digitale

Prosegue il tour di presentazione del primo romanzo di Sara Fiumefreddo, “Il profilo migliore”, un’opera intensa e attuale che affronta con sensibilità i temi dell’identità, delle relazioni e della costruzione del sé nell’era digitale. Già avviato nelle scorse settimane in diverse città italiane, il tour continua il suo percorso culturale facendo tappa a Roma, dove sabato 11 aprile alle 18:30, nella cornice del Caffè Letterario Horafelix, si terrà un nuovo appuntamento aperto al pubblico. L’incontro si inserisce nel quadro della collaborazione con ASI Cultura, che conferma il proprio impegno nella promozione della cultura e nella valorizzazione della nuova narrativa italiana, sostenendo iniziative capaci di generare riflessione e partecipazione sui temi della contemporaneità. A dialogare con l’autrice sarà Michele Cioffi, Responsabile Nazionale ASI Cultura, che guiderà il confronto con il pubblico, approfondendo i contenuti dell’opera e il suo significato nel contesto sociale attuale. Il tour del libro “Il profilo migliore” si configura come un progetto culturale itinerante che unisce letteratura, creatività e impegno civile, creando occasioni di incontro e dialogo in tutta Italia, grazie anche al contributo e alla visione condivisa con ASI Cultura.

Medio Oriente, Confeuro: “Bene tregua e si a Hormuz. A Ue serve autonomia energia”

Medio Oriente, Confeuro: “Bene tregua e si a Hormuz. A Ue serve autonomia energia”

“Confeuro, la Confederazione degli Agricoltori Europei, accoglie con favore e con sollievo la tregua di due settimane concordata nella notte tra Stati Uniti e Iran, giunta al termine di ore di altissima tensione internazionale, e valuta positivamente anche la contestuale riapertura dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il trasporto marittimo globale di energia e di numerose altre merci. “La diplomazia deve sempre prevalere sui conflitti – dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro – e auspichiamo che questo stop temporaneo rappresenti il primo passo verso una stabilizzazione definitiva dell’area e verso un accordo di pace duraturo, nell’interesse della sicurezza internazionale e dell’economia globale, ivi inclusa l’agricoltura”. Confeuro evidenzia tuttavia come la crisi di queste ore rappresenti anche un chiaro campanello d’allarme per l’Europa: “Da quanto accaduto – prosegue Tiso – emerge con forza la necessità che l’Unione europea e l’Italia accelerino con decisione il percorso verso una maggiore autonomia energetica. È indispensabile invertire la rotta e investire con convinzione nelle energie alternative e rinnovabili, perché il nostro sistema economico resta ancora eccessivamente dipendente dalle fonti fossili”. Secondo Confeuro, tale dipendenza espone l’Europa a vulnerabilità geopolitiche e condizionamenti economici. “Continuare a basare gran parte del nostro fabbisogno energetico sulle fonti fossili – conclude Tiso – significa, di fatto, rafforzare il peso economico e politico di quei Paesi che ne dispongono in abbondanza e che proprio attraverso l’energia esercitano una forte influenza sugli equilibri globali. È una situazione che non può più essere ignorata: serve un cambio di passo deciso, capace di garantire maggiore autonomia, stabilità e sostenibilità al futuro dell’Europa”.

Il mostruoso femminile, Amanda Rosi in mostra a via Margutta con “Freak”

Il mostruoso femminile, Amanda Rosi in mostra a via Margutta con “Freak”

Roma – Galleria Internazionale Area Contesa ArteDesign
(via Margutta 90) – 10–19 aprile 2026 | Vernissage 10 aprile

Il corpo della donna come rappresentazione della violenza subita. È da qui che nasce Freak, l’opera di nudo fotografico di Amanda Rosi (The Blonde Argonaut) che dal 10 al 19 aprile sarà protagonista alla Galleria Internazionale Area Contesa ArteDesign di via Margutta 90. Dopo il percorso avviato lo scorso novembre con la presentazione dell’opera fotografica Animus Anima nella collettiva L’arte è donna e la successiva presenza stabile in galleria con opere esposte a rotazione, l’artista arriva ora a una mostra personale. Freak utilizza il nudo fotografico e il linguaggio del body horror per raccontare la violenza subita dall’essere umano in generale e dalla donna in particolare, sia come entità vincolata a un corpo, che come soggetto controllato dalla società.

“Se il corpo umano è una prigione, e quello della donna è una prigione mostruosa – afferma Amanda Rosi – Il femminile è da sempre soggetto alla volontà di controllo da parte della società, ma ciò che io rappresento, è anche la ribellione nei confronti di una biologia che ci penalizza come esseri umani, che è per me una violenza inaccettabile. Freak è la rappresentazione di quella violenza interiorizzata. È la trasfigurazione della venere paleolitica in soggetto orrorifico e pulp”. Nel progetto emerge anche una riflessione su “un transumanesimo totalmente umanista che liberi la donna dal ruolo di incubatrice umana”. A differenza di chi lo giudica negativamente, io non do per scontato che il mondo debba essere per sempre governato da un’élite e manipolato dalle loro credenze distorte”. Con Freak, Amanda Rosi porta a via Margutta un lavoro che intreccia fotografia, libro e video in un unico impianto narrativo, aprendo una riflessione contemporanea sul corpo e sulla sua rappresentazione. Appuntamento dal 10 al 19 aprile 2026, con vernissage a via Margutta per vedere Freak prendere forma.

Maltempo, Confeuro: “In Italia gestione idrica e prevenzione territorio disastroso. Politica si svegli”

Maltempo, Confeuro: “In Italia gestione idrica e prevenzione territorio disastroso. Politica si svegli”

“Dopo i gravi eventi registrati a Niscemi, in Sicilia, e quelli che stanno interessando Silvi, in Abruzzo, insieme alle diffuse criticità in diverse aree del Sud Italia, appare ormai evidente come il maltempo straordinario continui a lasciare segni profondi sul territorio nazionale, mettendo drammaticamente in luce tutte le fragilità del nostro Paese nella gestione del rischio idrogeologico”. Lo dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro – Confederazione degli Agricoltori Europei. “Ci troviamo di fronte a una nuova emergenza legata alla gestione della risorsa idrica, questa volta in senso opposto rispetto alle crisi degli ultimi anni. Non si tratta solo della scarsità d’acqua, ma anche della difficoltà di gestire eventi estremi caratterizzati da precipitazioni intense e concentrate, che richiedono infrastrutture adeguate e una pianificazione territoriale efficace per garantire il corretto deflusso delle acque. In Italia, purtroppo, la gestione idrica continua a mostrare gravi lacune e una preoccupante mancanza di visione strategica”. Tiso poi continua: “Il nostro Paese ha avuto a disposizione risorse ingenti, anche attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma troppo spesso questi strumenti non si sono tradotti in interventi strutturali capaci di rafforzare la prevenzione e la sicurezza dei territori. Nel frattempo, gli effetti del cambiamento climatico e della tropicalizzazione del clima sono sempre più evidenti: eventi meteorologici estremi, alternanza tra siccità e piogge torrenziali, fenomeni che colpiscono in modo diretto e pesante il comparto agricolo e le comunità locali. È evidente che serva un cambio di passo. Continuare a sottovalutare la portata della crisi climatica, restare ancorati a modelli energetici basati sulle fonti fossili e non investire con decisione nella prevenzione idrogeologica e nelle infrastrutture significa esporre il Paese a rischi sempre maggiori. La politica deve assumersi fino in fondo le proprie responsabilità e mettere finalmente al centro della propria agenda la sicurezza dei territori, la gestione sostenibile dell’acqua e una vera strategia energetica nazionale. Da cittadino italiano e da presidente di un’organizzazione che rappresenta il mondo agricolo – conclude Tiso – guardo con forte preoccupazione al presente e al futuro delle nostre comunità e dei nostri territori. È arrivato il momento di svegliarsi e di avviare politiche concrete, lungimiranti e coordinate: il tempo delle analisi e delle promesse è finito”.

Il Pittore Campano Fernando Mangone riporta alla Foce del Sele la metopa arcaica dell’uomo sulla tartaruga

Il Pittore Campano Fernando Mangone riporta alla Foce del Sele la metopa arcaica dell’uomo sulla tartaruga

La Presidente della Fondazione Arte Mangone ETS: “Alla foce del Sele rinasce un’immagine millenaria tra mito e contemporaneità”

È la forza arcaica della Magna Grecia a riemergere là dove ebbe origine: alla Heraion del Sele, sulla spiaggia alla foce del fiume, il pittore campano Fernando Mangone realizza una performance artistica che riporta in vita una delle immagini più enigmatiche dell’antichità. Al centro dell’azione, la metopa del VI secolo a.C. con l’uomo a cavallo di una tartaruga, proveniente dal santuario dedicato a Hera e oggi conservata presso il Museo Archeologico Nazionale di Paestum.

Non si tratta di una semplice citazione, ma di un gesto radicale: Mangone realizza nuovamente la metopa, restituendole presenza nel luogo originario. La spiaggia diventa spazio rituale, soglia tra mare e terra, tra visibile e invisibile, dove l’immagine arcaica riattiva la propria energia simbolica.

Intorno agli inizi del VI secolo a.C., proprio in questo luogo venne fondato un santuario da navigatori greci: uno spazio sacro affacciato sul mare, dedicato a Hera e carico di significati liminali. Le metope che lo decoravano raccontavano miti di eroi e divinità, ma anche immagini più enigmatiche, come quella dell’uomo sulla tartaruga.

Nella scena, una figura nuda cavalca l’animale, aggrappandosi al carapace e schermando lo sguardo, come intenta a scrutare l’orizzonte. Gli studi hanno interpretato questa immagine come simbolo del viaggio dell’anima, un attraversamento verso il Tartaro, in cui la tartaruga diventa creatura di passaggio, guida o mostro emerso dalle profondità marine.

Mangone riprende questa visione e la traduce in gesto contemporaneo: la metopa non è più frammento museale, ma azione viva, corpo nello spazio, presenza sulla soglia. L’opera si inserisce nel progetto più ampio La Marca dei Gadaldini, in cui la figura della tartaruga attraversa epoche e culture, assumendo significati molteplici: lentezza e resistenza, ma anche passaggio, trasformazione e ritorno.

“La mia pittura nasce nei luoghi in cui il tempo non è finito”, afferma Mangone. “Alla foce del Sele ho sentito che quell’immagine non apparteneva al passato: era ancora lì, nel vento, nel mare. Ho voluto riportarla alla luce, rifarla, restituirla al suo orizzonte”.

A sottolineare il valore del progetto è la Presidente della Fondazione Arte Mangone ETS, Anna Coralluzzo, che dichiara: “Questa performance rappresenta un momento altissimo di connessione tra arte, storia e territorio. Mangone non interpreta semplicemente l’antico: lo riattiva, lo restituisce alla comunità nel luogo stesso in cui è nato. È un atto di memoria e insieme di visione, capace di trasformare la spiaggia della foce del Sele in uno spazio contemporaneo di significato”.