La fine,quasi. Riflessioni dell’artista e scrittore Roberto Bombassei

Sembra che si intraveda la luce in questa pandemia da sar-cov.2 . Ma non illudiamoci. Manteniamo ancora tutte le procedure di sicurezza adottate in quest’anno .

Quando finira tutto cio? Si presume quando da pandemia si trasformera in endemia.

Studiando le varianti sono emersi mutazioni simili. La speranza è che queste somiglianze siano l’indicazione che effettivamente il Covid che abbiamo conosciuto sia impossibilitato a mutare all’infinito, che stia esaurendo la capacità di sopravvivenza. Per trasformarsi, come già ipotizzato da diversi scienziati che nel corso degli anni, in un virus umano a bassa intensità.

Ci arriveremo, con calma, ma ci arriveremo

Civitavecchia. Fa acquisti con una carta di credito rubata. Arrestato dalla Polizia di Stato 40enne di origine romena

Lo hanno riconosciuto i negozianti come responsabile, in passato, di acquisti effettuati con carte di credito rubate e immediatamente, dopo la segnalazione al commissariato di Civitavecchia diretto da Paolo Guiso, è scattata la sua ricerca da parte degli agenti.

Intercettato dai poliziotti in via Cialdi, l’uomo un 40enne romeno, con precedenti di polizia per furto ed utilizzo illecito di carte di credito, è stato monitorato fino a quando lo stesso ha lasciato le buste che aveva con sè all’interno della macchina. Poi è scattato il controllo. Indosso a P.I, gli agenti hanno così trovato una carta di credito e la chiave della vettura dove aveva lasciato gli acquisti appena effettuati, tutti, per un importo inferiore ai 25 euro, in modo da evitare l’inserimento del pin.

Ulteriori riscontri investigativi hanno poi permesso ai poliziotti di accertare che la carta era stata rubata ad una donna, la quale aveva anche disconosciuto attraverso il resoconto fatto dalla banca, le ultime 6 transazioni corrispondenti esattamente alle 6 buste scoperte dai poliziotti nell’auto.  

P.I., riconosciuto anche dai commercianti come l’autore degli acquisti, è stato arrestato per indebito utilizzo di carte di credito e denunciato per ricettazione.  

Tutto il materiale rinvenuto, tra cui un centinaio di capsule di caffè, magliette e bermuda, è stato sottoposto a sequestro.

Si rinnovano le raccomandazioni per un corretto utilizzo delle carte di Credito/Bancomat da parte dei titolari: custodire la carta ed il codice pin separatamente, mai cedere quest’ultimo a terze persone, bloccare immediato il titolo nel momento in cui ci si accorge del furto o dello smarrimento.

Roma, 11 maggio 2021

Quali piante piacciono ai ricercatori?

Una recente pubblicazione su Nature Plants ha rivelato che alcune caratteristiche morfologiche, come gli steli più alti e i fiori dai colori sgargianti, attirano di più l’attenzione dei ricercatori impegnati nello studio delle piante. Il lavoro è stato condotto dall’Istituto di ricerca sulle acque del Consiglio nazionale delle ricerche di Verbania (Cnr-Irsa), dalle Università di Torino e Federico II di Napoli, dal Museo di scienze naturali di Berlino e della Curtin University in Australia e ha analizzato 113 specie delle Alpi sud-occidentali, menzionate in 280 pubblicazioni scientifiche negli ultimi 45 anni

Uno studio, pubblicato sulla rivista internazionale Nature Plants, condotto da giovani ricercatori dell’Istituto di ricerca sulle acque del Consiglio nazionale delle ricerche di Verbania (Cnr-Irsa), dell’Università Torino, dell’Università Federico II di Napoli, del Museo di scienze naturali di Berlino e della Curtin University in Australia ha rivelato che per gli scienziati “di campo” la scelta delle specie da studiare potrebbe essere influenzata da fattori estetici. Sul lungo periodo, questo potrebbe introdurre una distorsione negli sforzi di ricerca. Ma come quantificare questo bias?

Le piante hanno giocato un ruolo significativo nell’evoluzione della scienza moderna e le loro proprietà continuano ad essere al centro di importanti ricerche. “In questo studio abbiamo analizzato 280 articoli sottoposti a peer-review dedicati a 113 specie di piante tipiche delle Alpi sud-occidentali, pubblicati negli ultimi 45 anni. Abbiamo scoperto che alcune caratteristiche morfologiche, come gli steli più alti e i fiori dai colori ben visibili, siano tra i tratti che maggiormente attirano l’attenzione dei ricercatori”, dichiara Martino Adamo, ricercatore del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università di Torino e primo autore dello studio.

“Abbiamo osservato come le piante dai fiori blu sono molto più studiate rispetto a quelle con fiori scarsamente pigmentati (verdi o marroni). Anche l’altezza dello stelo, che in un certo senso è la capacità di una pianta di svettare tra le altre e quindi ‘farsi notare’ dall’osservatore, è un fattore di selezione importante. Al contrario, e forse paradossalmente, il rischio di estinzione delle specie e i loro tratti ecologici non influiscono sulla probabilità che una specie venga studiata”, aggiunge Stefano Mammola del Cnr-Irsa.

Si genera così un “bias estetico” negli sforzi della ricerca, sostengono gli autori. “Questo pregiudizio può avere impatti negativi in quanto può orientare gli sforzi di conservazione a favore delle piante più attraenti, indipendentemente dalla loro importanza ecologica per la salute dell’ecosistema generale”, osserva il ricercatore di UniTo Adamo. “Questi risultati hanno quindi implicazioni rilevanti per rendere più oggettiva la ricerca scientifica e, in senso ampio, per una più equa prioritizzazione delle specie da proteggere”.

Lo studio intende fornire un’occasione di ragionamento. “Il nostro lavoro non vuole essere una critica alla ricerca svolta dei colleghi, ma piuttosto uno spunto di riflessione”, conclude il ricercatore Cnr-Irsa Mammola. “Sebbene le scelte siano a volte guidate dalla comunicabilità del risultato scientifico è comunque importante riflettere sul nostro approccio alla conservazione e renderlo il più equo ed oggettivo possibile: anche un fiore marroncino contribuisce al corretto funzionamento dell’ecosistema, ed è quindi importante studiarlo e proteggerlo”.

Roma, 11 maggio 2021

ECCELLENZE ITALIANE, ASSOTUTELA PREMIA IL BIOLOGO DOMENICO BASTA

Assotutela premia il Biologo ricercatore ed epidemiologo, Domenico Basta. In attesa della nuova edizione di “Eccellenze Italiane”, che si svolgerà in autunno a Roma, l’associazione del presidente Michel Emi Maritato ha deciso di annunciare i vincitori del noto riconoscimento, anche quest’anno attribuito a tutti coloro che si sono contraddistinti, per meriti e competenze, nel mondo della ricerca, dello sviluppo, della cultura, del sociale, dell’economia, della politica e della beneficenza, al fine di portare avanti lo sviluppo e il rilancio del nostro Paese.

E Domenico Basta è proprio uno di questi. Il giovane biologo ricercatore ed epidemiologo, originario della Basilicata, in questi mesi di complessa emergenza sanitaria infatti si è messo a disposizione della sua comunità e del suo territorio, prestando servizio di consulenza dietologica gratuita con l’iniziativa “Giornate della Prevenzione” al fine di fare “prevenzione e sensibilizzazione su malattie cardio-metaboliche, autoimmuni, obesità e soprattutto sui disturbi alimentari (anoressia, bulimia, e fame nervosa) in aumento durante il periodo di clausura specialmente nei giovanissimi”, spiega Basta. Ma non solo visto che ha condotto anche attività di consulenza gratuita nel campo dell’igiene e sanità pubblica mettendo a disposizione il proprio recapito telefonico per persone bisognose di assistenza, in quarantena e in isolamento fiduciario: “Mi sono impegnato nella conduzione di una profonda e constante attività di divulgazione scientifica tramite mezzi di comunicazione digitale e non volta ad una comunicazione scientifica univoca e proattiva, basata sull’onestà intellettuale e scientifica e sull’autentico desiderio di fornire strumenti conoscitivi e pratici per contrastare la diffusione del SARS-CoV-2”, ha poi aggiunto Basta. Questo, invece, il commento del presidente Maritato: “Quando osservo giovani professionisti esperti e talentuosi, come Domenico Basta, cresce la speranza che il nostro Paese possa rialzarsi e ripartire ancora più forte. Domenico è un grande uomo e una grande persona, la dimostrazione che le giovani generazioni sono il presente e il futuro belli del sistema Italia. È un onore averlo premiato con l’eccellenza di Assotutela”

ROMA, CARAMANICA(RA): “ABOLIRE ART 19 SU EUTANASIA IN REGOLAMENTO ANIMALI”

Presto sarà all’attenzione del consiglio comunale di Roma la bozza del nuovo regolamento capitolino sulla tutela animali: un documento, sulla carta, assai importante, ma, così come partorito dalla giunta grillina, pericoloso, incompleto ed inefficiente.

Un documento, inoltre, che non recepisce affatto le modifiche richieste da noi e dalle altre associazioni, spesso nemmeno chiamate alle riunioni, come accaduto lo scorso 7 maggio. Particolare preoccupazione Rivoluzione Animalista la nutre per l’articolo 19 del testo, relativo all’eutanasia degli animali accolti nei canili e nei rifugi pubblici e convenzionati. Per quelli definiti “non più curabili”, ma comunque in grado di continuare un’esistenza dignitosa, si considera solo l’affidamento degli animali alle associazioni richiedenti, come alternativa alla soppressione. Si tratta di una ipotesi vergognosa, che non tiene conto del diritto alla vita e della dignità degli animali. Per questa ragione alla sindaca Raggi e al presidente della commissione Ambiente Diaco chiediamo: perché il Comune, proprietario di tutti gli animali presenti in canile, chiede alle associazioni di occuparsene? Perché le strutture che ospitano gli animali non sono idonee? Perché non c’è controllo e assistenza medica 24 ore su 24? Perché le cure sono costose? Perché non c’è personale sufficiente? Che esempio si dà ai cittadini? L’animale vecchio e malato costa ed è impegnativo? Così facendo, il Campidoglio sembrerebbe chiedere agli altri di occuparsene, e se questo non succede, data la mancanza di strutture e servizi idonei per prendersene cura, si porterebbe l’animale alla morte: che ne pensano Raggi e Diaco? Per questo motivo, Rivoluzione Animalista reputa necessario che l’articolo 19 venga completamente modificato, prevedendo la costituzione di una commissione etica – composta anche da esperti, veterinari ed esponenti delle associazioni – che possa decidere con tutti gli strumenti opportuni in merito al destino di un animale malato, evitando di ricorrere indiscriminatamente alla eutanasia. Si tratta di una decisione di civiltà che auspichiamo l’amministrazione capitolina possa accogliere”. Così, in una nota, il segretario nazionale del partito Rivoluzione Animalista, Gabriella Caramanica.

Giornata internazionale contro l’omofobia – H.E.R. il nuovo singolo “Voglio essere felice” è un inno alla vita

Giornata internazionale contro l’omofobia – H.E.R. il nuovo singolo “Voglio essere felice” è un inno alla vita

H.E.R. vincitrice del Premio Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty e Musicultura 2020 (tra gli 8 vincitori), ancora una volta in maniera POP, nel suo nuovo e atteso singolo “Voglio essere felice” parla di tematiche sociali.

“Voglio essere felice” esce in radio e negli store digitali dal 17 maggio, in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia.

Prendendo spunto da una sua vecchia lettera d’addio alla vita, scritta quando era un ragazzino a disagio con il proprio corpo, la trasforma in un inno alla vita capovolgendone l’intenzione ed esorcizzando il male.

Erma: “È la lettera che non avrei mai voluto scrivere. All’epoca la mia esistenza era molto difficile. Odiavo il mio corpo e l’amore per me era quasi una missione impossibile. Adesso ‘voglio essere felice’ significa prendere in mano la vita, sentendomi legittimata al mondo, ciascuno di noi dovrebbe avere la libertà di essere se stesso senza aggiungere al proprio disagio quello dello stigma sociale. È stato un processo lento conquistato con l’esperienza, anche dolorosa, dell’autoaffermazione”.

Insieme alla videomaker Isabella Noseda mette in atto, con il suo nuovo videoclip, una rappresentazione efficace dalle connotazioni drammaticamente ludiche: “H.E.R. è una bambina mitologica e saggia che affronta la stanza dei giochi come un’Amazzone. Nel suo campo di battaglia conquista, perde, si ferisce, impara la lezione e la dimentica”.

La potenza del bacio, in un’epoca così lontana dal contatto umano, diventa, di fatto, un vero atto di autoaffermazione.

Scritto da Erma Pia Castriotta e Marco Borrelli il brano è stato arrangiato da Matteo Caretto, è prodotto da Gianni Testa (Joseba Publishing).