Agroalimentare, Confeuro lancia l’allarme: “Made in Italy si misura da terra, non da dogane”

Agroalimentare, Confeuro lancia l’allarme: “Made in Italy si misura da terra, non da dogane”

“Il dato di oltre 72 miliardi di euro di export agroalimentare, evidenziato dal report Crea, conferma la forza e la crescente competitività del Made in Italy sui mercati internazionali. Ma accanto a questo risultato positivo esiste un dato che non possiamo ignorare: l’Istat certifica una forte contrazione, nell’ultimo ventennio, dei volumi delle produzioni agricole e zootecniche. È da questa apparente contraddizione che dobbiamo partire per comprendere quale sia realmente lo stato di salute del nostro sistema agroalimentare”. Lo dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei. “L’Italia è diventata molto forte nella trasformazione, nella valorizzazione commerciale e nell’esportazione dei propri prodotti, ma rischia progressivamente di perdere il contatto con la produzione primaria. La sovranità alimentare, infatti, non si misura dalle dogane, ma dai campi. Se importiamo più di quanto esportiamo per alcune produzioni strategiche, come mais e olio di oliva, e registriamo analoghe criticità in diversi comparti della zootecnia, è evidente che esiste un problema strutturale che non può essere nascosto dai numeri dell’export. C’è poi un ulteriore elemento di riflessione – prosegue Tiso -: una parte delle nostre esportazioni riguarda prodotti realizzati a partire da materie prime importate dall’estero e sottoposte in Italia alle fasi finali di trasformazione. È il caso, ad esempio, di alcuni comparti dolciari e della torrefazione. Questo modello dimostra la grande capacità italiana di trasformare e commercializzare un prodotto, ma evidenzia al tempo stesso la crescente debolezza della produzione primaria”. “Il Made in Italy non può essere soltanto un marchio apposto alla fine della filiera. Deve rappresentare un sistema produttivo solido, nel quale la terra, gli agricoltori e gli allevatori siano il primo anello di una catena capace di arrivare fino ai banchi dei supermercati. Per questo – conclude Tiso – serve una strategia che torni a investire sulla produzione agricola nazionale, sulla redditività delle imprese e sulla capacità dell’Italia di produrre ciò che consuma. Una filiera agroalimentare può essere realmente sana e competitiva soltanto se lo è in ogni suo passaggio: dalla terra ai mercati, dai campi ai consumatori”.

Beatrice Paolucci: da Roma a Edimburgo per il teatro

Beatrice Paolucci: da Roma a Edimburgo per il teatro

Intervista di Irene Cinardi

Questa è la storia di una giovane ragazza talentuosa e la passione per la recitazione: ciò ha spinto Beatrice Paolucci a farsi strada nella scena teatrale internazionale. Un grande esempio per la nostra generazione, mossa talvolta da interessi futili e controproducenti. La 24enne romana Beatrice si trova all’inizio della sua carriera teatrale, eppure già può vantare la partecipazione ad uno spettacolo internazionale nel Regno Unito. Queste le sue parole:

“Sono nata nel 2002 a Roma, città in cui ho sempre vissuto fino allo scorso giugno. Mi sono trasferita a Londra per continuare i miei studi nel campo della recitazione presso la Royal Academy of Dramatic Arts e in altre scuole come Actors Crib e Demidov Studio London.
Partecipare al Edinburgh Fringe Festival con lo spettacolo “Backstage” diretto da Yi Qu e prodotto da Haoming Li e Jiaorong Yu, è stata l’esperienza più sorprendente che mi è stata regalata dal mio viaggio nel Regno Unito, e mi sento onorata per aver portato in vita il personaggio di Mike. In qualità di Producer, Haoming Li è stato un punto di riferimento importante durante tutto il processo creativo. Si è assicurato che la comunicazione tra il cast e il team creativo fosse sempre chiara e fluida, contribuendo inoltre al coordinamento delle prove e degli aspetti organizzativi. Ha creato un ambiente di lavoro in cui mi sono sentita sostenuta e libera di esplorare pienamente il personaggio di Mike. La premessa dello show è semplice: Mike e Iris, interpretata da Bai Ruying, sono due prestigiatrici carismatiche che invitano il pubblico a partecipare a diversi trucchi di magia, fino a quando Lena (Change Jia), decide di offrirsi per uno di questi. Quello che Lena non può aspettarsi è che, partecipare ad un determinato trucco, la terrà bloccata in una seconda dimensione chiamata Backstage. Da questo momento in poi l’atmosfera s’inclina, e viene rivelato che in questa seconda dimensione tutti eseguono gli ordini di un capo: The Clock.
Mike, dall’essere l’allegra e buffa assistente di Iris, si trasforma nel soldato per eccellenza di Backstage: fa rispettare gli ordini, senza porsi domande; per questo motivo risulta essere l’inaspettata antagonista di Lena. Come attrice è stato davvero interessante navigare tra il confine di queste due dimensioni, avere a che fare con un personaggio dalla doppia faccia può sembrare un doppio studio, ma ogni lato esiste per via dell’altro, quindi bisogna approcciarsi all’intero, e poi comprendere cos’è la divisione e perché è avvenuta.
Il cast e la crew di Backstage sono stati molto coraggiosi nell’affrontare temi complessi senza mai davvero approfondire, le critiche alla società attuale sono chiare anche se nascoste sotto la metafora della seconda dimensione.
Ricevere 4 stelle su 5 dalla Critica del Fringe Festival di Edimburgo è stato il regalo più inaspettato”. Determinazione, volontà e desiderio di portare in giro per il mondo ciò in cui crede, la recitazione. Dimostrazione che se si vuole, si può.

Ue, Confeuro: “Basta Europa lenta e ingessata: fine veto ormai necessario”

Ue, Confeuro: “Basta Europa lenta e ingessata: fine veto ormai necessario”

“Undici Paesi dell’Unione Europea hanno chiesto di porre fine ai cosiddetti veti “ostruzionistici”, che troppo spesso finiscono per paralizzare la politica estera comunitaria, e di passare al principio della maggioranza qualificata. Una proposta che Confeuro condivide pienamente e che si inserisce in una riflessione che la nostra Confederazione porta avanti da tempo: l’Europa non può più permettersi di essere lenta, ingessata e prigioniera dei veti, ma deve dotarsi di strumenti decisionali più rapidi ed efficaci, all’altezza delle sfide che è chiamata ad affrontare. Reputiamo dunque importante – sottolinea Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei – che si cominci quanto meno a parlare seriamente della modifica della regola del veto. Si tratta di un retaggio storico che rappresenta oggi una delle cause principali della lentezza decisionale e della crescente ingovernabilità dell’Unione Europea”. Secondo Confeuro, le conseguenze di questo immobilismo si riflettono pesantemente anche su settori strategici come l’agricoltura: “Basta guardare all’attuale PAC – continua Tiso – un mostro burocratico che sta penalizzando i piccoli e medi produttori, e alla proposta della futura Politica Agricola Comune, che appare già inadeguata e priva di una reale visione di tutela del mondo agricolo”. Per il presidente Confeuro, Andrea Tiso “è ormai evidente che serve un’Europa diversa: più snella, più rapida, capace di affrontare le sfide globali e di dialogare alla pari con i grandi player istituzionali internazionali. Il superamento del principio di unanimità è il primo, indispensabile passo per costruire una Ue finalmente più efficace e credibile”.

Sociale, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Turismo sostenibile per territori e comunità”

Sociale, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Turismo sostenibile per territori e comunità”
“Il turismo è una delle esperienze più desiderate e celebrate dell’estate. Ma è anche una delle attività che più incide sui territori, sulle comunità locali e sull’ambiente. Parlare di turismo sostenibile significa ripensare il modo in cui ci muoviamo, consumiamo e viviamo i luoghi, trasformando il viaggio in un atto di responsabilità sociale. Negli ultimi anni, molte località italiane hanno vissuto fenomeni di “overtourism”: centri storici saturi, spiagge sovraffollate, borghi trasformati in scenografie per selfie. Questo modello genera tre effetti principali: impatto ambientale: consumo di acqua, rifiuti, erosione dei sentieri, traffico; pressione sociale: aumento dei prezzi, perdita di identità, spazi pubblici che diventano “non luoghi”; ed economia fragile: lavoro stagionale precario, dipendenza da flussi turistici imprevedibili. Dunque, il turismo sostenibile nasce proprio per rispondere a queste criticità e può significare: scegliere strutture che rispettano l’ambiente; muoversi con mezzi pubblici, bici, cammini; preferire esperienze autentiche invece di attrazioni sovraffollate; sostenere produttori locali; ridurre rifiuti e sprechi; e rispettare la tranquillità delle comunità che ci ospitano. Insomma è un turismo che arricchisce chi viaggia e chi accoglie, quasi un invito a guardare i luoghi con occhi diversi. Non come scenari da consumare, ma come ecosistemi vivi, fatti di persone, storie, fragilità e bellezza. Viaggiare in modo sostenibile significa lasciare un segno positivo: piccolo, ma reale. Sopratutto in una paese straordinario come l’Italia”.

Lo dichiara Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca.

Sociale, nasce “Euromo-Futura Europa” per una Ue di pace, coesione e democrazia

Sociale, nasce “Euromo-Futura Europa” per una Ue di pace, coesione e democrazia

“Dopo settimane di dialogo democratico e proficue consultazioni è stato ufficialmente siglato “Euromò-Futura Europa”, un patto civile (Transitorio A Dominio Preservato) promosso da cinque realtà associative – “Accademia Iniziativa Comune”, “Bandiera Bianca”, “Gente del Sole”, “Movimento culturale EUROMÒ Europa Unica” e “Radici… nel cuore la Terra…” – con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di un’Europa dei popoli, unita in una grande Casa Comune, libera, solidale, tollerante e capace di valorizzare il rispetto e le diversità. “L’Unione europea – spiegano i promotori della iniziativa – è un mosaico di ventisette Paesi diversi per lingue, abitudini, tradizioni, idee e stili di vita, ma accomunati dal nobile intento della pace presente e futura e dalla consapevolezza che, coniugando diritti e doveri nel rispetto delle regole, vive la democrazia. In questo contesto, “Euromò-Futura Europa” intende superare il lamento sterile e la protesta fine a sé stessa, promuovendo un cammino di legalità, trasparenza e partecipazione attiva”. Il progetto nasce dalla volontà di ricollocare al centro l’umano in una “fase di cambiamento d’epoca, segnata da devianze economiche e finanziarie e da un’evoluzione tecnologica, come l’Intelligenza Artificiale, che necessita di essere governata”. Tra le priorità vi sono il contrasto ai mercati speculativi, un’Europa unita da istituzioni forti e non soltanto da parametri di bilancio, un autentico umanesimo digitale e la ricostruzione della fiducia attraverso una rete umana. “Vogliamo creare uno spazio di dialogo capace di valorizzare il ruolo dei corpi intermedi e delle forze sociali, superando divisioni e frammentazioni – sottolinea il portavoce nazionale del Movimento Euromò, Rocco Tiso -. Unendo attivismo sociale, cultura accademica e visione europeista possiamo costruire un’Europa più coesa, partecipata e vicina ai cittadini”.

Agricoltura Ue, Confeuro: “Fondo speciale Pac e investimenti per adattamento climatico”

Agricoltura Ue, Confeuro: “Fondo speciale Pac e investimenti per adattamento climatico”

“Negli scorsi giorni i rappresentanti del Copa-Cogeca hanno incontrato il Commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen, sottolineando il deterioramento del settore primario europeo e la pericolosità del cambiamento climatico, dopo un’estate torrida e particolarmente grave. Un appello che, sinceramente, giunge un po’ tardivo su questioni prioritarie che Confeuro denucia da tempo, spesso nel silenzio assordante delle istituzioni europee. Sono anni, infatti, che la nostra Confederazione chiede politiche concrete a sostegno del reddito agricolo, soprattutto in relazione alle catastrofi naturali e agli effetti sempre più pesanti del cambiamento climatico. Per questo rinnoviamo oggi con forza alcune proposte che riteniamo indispensabili. In primis, la creazione di un Fondo speciale Pac per la prevenzione e la gestione del rischio, finalizzato a sostenere la tenuta dei sistemi assicurativi agricoli contro i danni catastrofali e a calmierarne i costi per le imprese. Serve inoltre uno stanziamento immediato di finanziamenti diretti agli investimenti per l’adattamento climatico: infrastrutture idriche e di accumulo, tecnologie per la gestione di precisione dell’acqua, innovazione e ricerca su varietà più resistenti. Non c’è più tempo per i ritardi, né per i meri proclami. L’agricoltura europea ha bisogno di strumenti concreti, risorse adeguate e una visione di lungo periodo. L’Unione Europea ascolti chi da tempo indica la strada e metta in campo, da subito, gli strumenti finanziari necessari per tutelare il reddito degli agricoltori, rafforzare la resilienza delle imprese e garantire il futuro del settore primario”.

Cosi, in una nota stampa, Andrea Tiso, Presidente nazionale Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei.