Agricoltura, Tiso(Confeuro) incontra il consigliere Santori: “Ricambio generazionale priorità” “Il presidente nazionale di Confeuro, Confederazione Agricoltori Europei, Andrea Tiso, ha incontrato nella sede nazionale a Roma il consigliere comunale di Roma Capitale, Fabrizio Santori, per …
Dino Limiti, il Leone d’Oro premia l’eccellenza vitivinicola di Marino All’azienda dei Castelli Romani il “Riconoscimento al Merito – Miglior Azienda”. Una storia di tradizione familiare, ricerca della qualità e valorizzazione del territorio che guarda …
Ambiente, Tiso(Acc Iniziativa Comune): “È allarme Mar Mediterraneo” “È allarme ambientale per il Mediterraneo: recenti dati sottolineano che il mare nostrum sarebbe uno degli “hotspot” climatici più vulnerabili del pianeta. Il 10mo Copernicus Ocean State …
Carburanti, Confeuro: “Proteste e disagi. Il Sud Italia chiede interventi strutturali” Le istituzioni nazionali ed europee devono mettere al centro della propria agenda il mondo agricolo e la produzione primaria, veri motori dell’economia del Mezzogiorno, …
Ue, Euromò: “Europa potenza incompiuta. Ancora troppo dipendenti da Usa” “L’Europa spende sempre di più per la difesa, ma resta ancora fortemente dipendente dagli Stati Uniti. La guerra in Ucraina ha confermato questa fragilità, evidenziando …
Agricoltura, Tiso(Confeuro) incontra il consigliere Santori: “Ricambio generazionale priorità”
“Il presidente nazionale di Confeuro, Confederazione Agricoltori Europei, Andrea Tiso, ha incontrato nella sede nazionale a Roma il consigliere comunale di Roma Capitale, Fabrizio Santori, per un confronto approfondito sullo stato attuale e sulle prospettive del settore agricolo, in particolare nella Capitale, il comune agricolo più grande d’Europa.
Al centro del dialogo, anche le questioni nazionali, a partire dalla necessità di favorire il ricambio generazionale, sostenere l’imprenditoria giovanile e garantire la redditività della terra. Sono stati discussi interventi mirati per agevolare l’avvio di nuove aziende agricole, tutelare le piccole e medie imprese del settore primario e rivedere il ruolo della PAC, la Politica Agricola Comune, ritenuta oggi insufficiente a sostenere il comparto in un contesto internazionale complesso. “Ringraziamo il consigliere Santori per la sua disponibilità e attenzione. È stato un incontro molto positivo – ha dichiarato Tiso – che conferma la volontà di Confeuro di mantenere un dialogo aperto con tutte le istituzioni, nazionali e locali. Solo attraverso un confronto costante possiamo individuare strumenti concreti per tutelare e valorizzare il lavoro dei piccoli e medi agricoltori, veri custodi del territorio e dell’ambiente”. Confeuro ha infine ribadito la propria disponibilità a collaborare con le amministrazioni di ogni livello per promuovere politiche di sviluppo sostenibile, innovazione e inclusione nel mondo agricolo. “Obiettivi che – secondo l’organizzazione – sono fondamentali per garantire un futuro solido alle nuove generazioni di agricoltori e preservare il patrimonio rurale italiano”.
Dino
Limiti, il Leone d’Oro premia l’eccellenza vitivinicola di Marino
All’azienda
dei Castelli Romani il “Riconoscimento
al Merito – Miglior Azienda”. Una storia di tradizione familiare, ricerca
della qualità e valorizzazione del territorio che guarda ai mercati
internazionali.
nella foto al centro Dino Limiti, insignito del Premio ‘Leone D’oro’
MARINO
– Ci sono storie imprenditoriali che affondano le
radici nella memoria di una famiglia e trovano nella qualità la chiave per
guardare al futuro. È il percorso dell’azienda vitivinicola di Dino Limiti,
realtà di Marino che interpreta la tradizione enologica dei Castelli Romani
attraverso un lavoro fondato su esperienza, passione e attenzione costante a
ogni fase della produzione.
Un impegno che il 28 settembre 2026, presso
il Consiglio regionale del Lazio, a Roma, ha ricevuto un nuovo riconoscimento:
il “Riconoscimento al Merito – Miglior
Azienda”, nell’ambito del Gran Premio Internazionale di Venezia – Star
Golden Lion, Leone d’Oro per la Comunicazione e Leone d’Oro per la Cultura. Il
premio, attribuito per meriti professionali, valorizza il percorso dell’azienda
e il suo legame con un territorio nel quale il vino rappresenta una componente
essenziale dell’identità storica e culturale.
nella foto Tito Limiti, fondatore dell’Eccellenza vitivinicola
L’eredità
del padre, lo sguardo rivolto al futuro
Per Dino Limiti, fare vino significa innanzitutto
custodire un’eredità. Quella del padre, che gli ha trasmesso non soltanto
un’attività, ma una filosofia di lavoro fondata sulla dedizione, sulla pazienza
e sul rispetto dei ritmi della natura. La vigna diventa così molto più di un
luogo produttivo: è memoria familiare, responsabilità e continuità
generazionale.
A Marino, le caratteristiche dei terreni di
origine vulcanica contribuiscono a definire la personalità delle uve e dei
vini, offrendo una ricchezza territoriale che l’azienda punta a esprimere
attraverso scelte agronomiche ed enologiche attente. Il risultato è una
produzione che conserva il legame con le proprie radici e, allo stesso tempo,
raggiunge consumatori oltre i confini nazionali, portando con sé il nome e
l’identità dei Castelli Romani.
Tre
etichette, un’unica identità
La filosofia produttiva di Dino Limiti si
racconta attraverso tre vini che rappresentano altrettante espressioni
dell’azienda.
Campo
Fattore, blend di Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot
Grigio, è il vino simbolo delle origini e dell’identità produttiva. Colle del Turchetto, ottenuto da Merlot
e Cabernet Franc, esprime un profilo elegante e strutturato e accompagna dal
2000 il percorso di crescita dell’azienda. Costa
Rotonda Sauvignon, particolarmente caro al produttore, rappresenta invece
una sfida di precisione e sensibilità: un vino delicato, nel quale ogni
passaggio della vinificazione e dell’affinamento richiede competenza per
preservare i caratteri tipici del vitigno.
Il valore di questo lavoro trova riscontro
anche nei riconoscimenti enologici ottenuti nel 2025. Al XXIII Concorso
Enologico Internazionale Città del Vino, a Siena, Campo Fattore 2023 ha conquistato la Medaglia d’Oro e il Premio
Speciale Vini Vulcanici, mentre Colle
del Turchetto 2022 ha ricevuto la Medaglia
d’Argento. Al The WineHunter Award di Merano, Campo Fattore 2023 e Costa Rotonda 2023 hanno ottenuto l’Award Rosso.
La qualità
nasce dalla cura dei dettagli
Dietro ogni bottiglia c’è un processo che
richiede attenzione dalla vigna alla cantina. La qualità dell’uva, condizionata
anche dall’andamento climatico, è il primo elemento decisivo; seguono la
vinificazione, la maturazione e l’affinamento, fasi nelle quali ogni scelta può
incidere sul risultato finale.
È in questo equilibrio tra conoscenze
tramandate e tecniche moderne che si colloca la visione di Dino Limiti:
innovare senza tradire l’identità del vino, migliorando i processi produttivi e
mantenendo saldo il legame con la natura e il territorio.
Un’identità che si ritrova anche nella
Sagra dell’Uva di Marino, manifestazione storica che celebra il rapporto tra la
città, la sua comunità e la viticoltura. Le celebri fontane che zampillano vino
sono il simbolo di una tradizione capace di attraversare le generazioni e di
richiamare visitatori da ogni parte.
Il Leone d’Oro – Riconoscimento al Merito
per la Miglior Azienda si inserisce dunque in un percorso nel quale impresa,
cultura del vino e appartenenza territoriale si intrecciano. Per Dino Limiti,
il traguardo non rappresenta un punto d’arrivo, ma uno stimolo a proseguire nel
lavoro quotidiano, custodendo l’eredità familiare e contribuendo a far
conoscere, attraverso i propri vini, l’identità enologica di Marino e dei
Castelli Romani.
Ambiente, Tiso(Acc Iniziativa Comune): “È allarme Mar Mediterraneo”
“È allarme ambientale per il Mediterraneo: recenti dati sottolineano che il mare nostrum sarebbe uno degli “hotspot” climatici più vulnerabili del pianeta. Il 10mo Copernicus Ocean State Report mostra che esso sta affrontando trasformazioni senza precedenti, spinte da un riscaldamento costante e da eventi estremi sempre più frequenti. Nello specifico, la temperatura superficiale del Mediterraneo crescerebbe di circa 0,32 gradi C per decennio, quasi tre volte il tasso medio globale degli oceani. E nel 2024 la temperatura media sarebbe risultata 1,23 gradi C superiore alla media di riferimento. Inoltre, nel Mediterraneo il livello del mare è aumentato mediamente di 3,7 mm all’anno tra il 1999 e il 2025. La principale causa individuata è l’espansione termica dell’acqua, che occupa più volume quando si riscalda. Per Paesi costieri come l’Italia ciò implica: maggiore rischio di erosione delle spiagge, incremento delle inondazioni costiere, pressioni sulle infrastrutture portuali e turistiche, e maggiore vulnerabilità delle zone umide costiere. Dunque, il messaggio centrale del rapporto è chiaro: il Mediterraneo si sta riscaldando più velocemente della media globale, le ondate di calore marine stanno diventando più intense e durature, il mare continua a salire e gli ecosistemi sono sottoposti a stress crescenti. Per l’Italia ciò significa che adattamento climatico, protezione delle coste, gestione delle risorse idriche e tutela della biodiversità marina dovranno diventare priorità strategiche nei prossimi decenni. Il cambiamento del mare nostrum non è più soltanto una questione ambientale, ma una sfida economica e sociale di lungo periodo per l’intero Paese”.
Cosi, in una nota, Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca
Carburanti, Confeuro: “Proteste e disagi. Il Sud Italia chiede interventi strutturali”
Le istituzioni nazionali ed europee devono mettere al centro della propria agenda il mondo agricolo e la produzione primaria, veri motori dell’economia del Mezzogiorno, con azioni strutturali e di lungo periodo. La mobilitazione dei produttori agricoli, unita alle sofferenze dell’autotrasporto, alle difficoltà nei rifornimenti di carburante e alle preoccupazioni per la tenuta delle forniture nei supermercati, descrive una crisi profonda che parte dalla terra e si riflette su tutta la società. Servono attenzione, ascolto e, soprattutto, risposte concrete”. Così Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro, la Confederazione Agricoltori Europei. “I produttori agricoli stanno affrontando una pressione insostenibile, compressi tra l’aumento dei costi produttivi ed energetici e la fragilità della logistica. Quando la filiera agroalimentare entra in affanno – anche a causa dei complessi scenari internazionali – le conseguenze travolgono l’intero sistema dei trasporti, la distribuzione e infine le famiglie. Non possiamo permettere che a pagare il prezzo più alto siano sempre i piccoli agricoltori e i consumatori. Per questo, il Governo deve farsi subito promotore di un tavolo di confronto permanente tra settore primario, dell’industria della trasformazione e Grande Distribuzione Organizzata (GDO), con l’obiettivo prioritario di riequilibrare la distribuzione del valore lungo la filiera, garantendo prezzi giusti all’origine e tutelando il reddito di chi produce. Sul fronte dello sviluppo del Sud – prosegue Tiso – ci aspettavamo che il PNRR rappresentasse la svolta decisiva con un piano straordinario di opere pubbliche. Invece, non riscontriamo ancora quel salto di qualità necessario: mancano interventi davvero incisivi sia sul piano della logistica e dei trasporti, inclusa una moderna rete su rotaia per la movimentazione delle merci, sia sul fronte delle infrastrutture idriche, risorsa imprescindibile e sempre più drammaticamente a rischio per l’agricoltura meridionale. È indispensabile, infine, una strategia d’impatto sul piano energetico che affranchi definitivamente l’Italia e l’Europa dalla dipendenza dai combustibili fossili, in particolare da petrolio e gas naturale, le cui fluttuazioni geopolitiche continuano a strozzare le imprese agricole. Il Sud non chiede interventi tampone, ma programmazione e investimenti veri. Salvare la produzione agricola e dotare il Mezzogiorno di infrastrutture adeguate significa garantire la sovranità alimentare e il futuro economico dell’intero Paese”, conclude Tiso
Ue, Euromò: “Europa potenza incompiuta. Ancora troppo dipendenti da Usa”
“L’Europa spende sempre di più per la difesa, ma resta ancora fortemente dipendente dagli Stati Uniti. La guerra in Ucraina ha confermato questa fragilità, evidenziando la necessità di costruire una reale autonomia strategica europea. Con il conflitto e il progressivo disimpegno americano, è partita un’affannosa corsa al riarmo. Gli Stati membri hanno aumentato significativamente la spesa militare, mentre il piano Readiness 2030 punta a mobilitare 800 miliardi di euro per rafforzare le capacità di difesa. Tuttavia, maggiori investimenti non significano automaticamente maggiore indipendenza. Persistono ritardi industriali, frammentazione dei sistemi nazionali, duplicazioni e rivalità tra governi e industrie. L’Europa continua a dipendere dagli Usa per capacità decisive, dall’intelligence ai sistemi d’arma più avanzati. Anche l’esperienza ucraina dimostra quanto siano strategiche l’innovazione tecnologica e l’integrazione delle capacità produttive. L’autonomia europea non può dunque ridursi a una rincorsa alle spese militari. Occorre una visione politica comune, capace di coordinare gli investimenti, superare gli egoismi nazionali e costruire strumenti condivisi di sicurezza. L’obiettivo deve essere un’Europa protagonista, in grado di assumersi le proprie responsabilità senza rinunciare alla cooperazione internazionale. La vera sfida è trasformare la necessità del riarmo in un progetto politico europeo, fondato su unità, diplomazia e sicurezza collettiva. Senza una strategia comune, l’Europa rischia di spendere di più senza diventare davvero autonoma”.
Così, in una nota stampa, i portavoce del movimento culturale Euromò, Attilio Arbia, Carmela Tiso, Silvia Sacconi, Giovanni Mainardi e Leo Catalano.
Ue, Tiso (Confeuro): “Tutelare Pac vuol dire difendere reddito degli agricoltori”
“La Politica agricola comune deve rimanere uno dei pilastri fondamentali dell’Unione europea. Per questo Confeuro si unisce alle organizzazioni agricole europee nel chiedere risorse adeguate, protette e aggiornate all’inflazione, affinché la Pac possa continuare a sostenere concretamente le imprese e garantire il futuro del comparto primario”. Così Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro – Confederazione Agricoltori Europei, interviene nel dibattito sul prossimo bilancio europeo 2028-2034. “Le discussioni in corso sul quadro finanziario pluriennale – prosegue Tiso – rappresentano un passaggio decisivo. Non possiamo permettere che l’introduzione di nuove priorità si traduca in un indebolimento delle politiche agricole. Chiediamo che la Pac disponga di un fondo autonomo, con risorse certe e destinate esclusivamente agli agricoltori, evitando frammentazioni e tagli che rischierebbero di compromettere la tenuta delle aziende, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni”. Per il presidente di Confeuro è inoltre necessario rendere più snelle le procedure di accesso ai finanziamenti, riducendo gli oneri burocratici e collegando gli strumenti di sostegno alle reali esigenze produttive e alla competitività delle imprese agricole. “Parallelamente – aggiunge Tiso – l’Europa deve rafforzare i controlli alla frontiere e nei principali porti Ue per contrastare le importazioni irregolari, la contraffazione e ogni forma di concorrenza sleale. Non è accettabile che i nostri agricoltori siano sottoposti a standard rigorosi mentre prodotti provenienti da Paesi terzi possano entrare nel mercato senza adeguate garanzie. Il dumping commerciale danneggia le imprese, altera il mercato e penalizza anche i consumatori. Difendere la Pac significa tutelare il reddito agricolo, la sicurezza alimentare e il patrimonio di qualità, tradizioni e cultura che rende riconoscibili le produzioni europee. Chiediamo alle istituzioni comunitarie scelte coraggiose e coerenti: l’agricoltura deve essere considerata una voce prioritaria del bilancio e un investimento strategico per l’autonomia alimentare e il futuro dell’Europa”, conclude Tiso.
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