“Mi pare ieri”: risate, nostalgia e grandi emozioni con Michele La Ginestra al Teatro Vittoria Colonna


Domenica 8 novembre alle ore 18:00, al Teatro Vittoria Colonna, va in scena “Mi pare ieri”, lo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Michele La Ginestra, con la regia di Roberto Marafante.

Una commedia capace di far sorridere e, allo stesso tempo, di emozionare profondamente, costruita attorno a una frase che tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo pronunciato guardandoci indietro: “Mi pare ieri”. È proprio da questa riflessione, semplice e universale, che prende vita lo spettacolo. Michele La Ginestra accompagna il pubblico in un percorso attraverso le tappe più significative della sua lunga carriera, ripercorrendo un cammino fatto di successi, soddisfazioni, dubbi, illusioni svanite e incontri destinati a lasciare un segno. Sul palcoscenico riaffiorano le amicizie sincere nate nel mondo del teatro, i grandi maestri che hanno contribuito a scrivere pagine importanti della storia teatrale e quei momenti che, nonostante il passare degli anni, sembrano ancora incredibilmente vicini. Con il suo stile inconfondibile, brillante, scanzonato ed empatico, Michele La Ginestra alterna dialoghi surreali, frammenti di vecchi copioni e divertenti aneddoti legati alla vita teatrale. “Mi pare ieri” diventa così molto più di uno spettacolo: è un racconto intimo e universale sul tempo che passa, sui sogni inseguiti e sulla passione necessaria per continuare a credere nel proprio mestiere. La forza della commedia sta proprio nel suo equilibrio tra leggerezza e profondità. Alle risate e alla comicità travolgente si affiancano infatti momenti di intensa commozione, attraverso i quali emerge tutta la dedizione che l’artista ha sempre riservato al teatro e al suo pubblico. Accanto a Michele La Ginestra salirà sul palco un affiatato cast composto da Alessandro La Ginestra, Luca La Ginestra, Ilaria Nestovito e Brunella Platania, con la partecipazione straordinaria di Sergio Zecca. Un appuntamento dedicato agli amanti della grande comicità e del teatro d’autore, ma anche a chi desidera lasciarsi trasportare da una storia fatta di ricordi, incontri, sogni e vita vissuta.

Biglietti e abbonamenti

I biglietti per lo spettacolo sono disponibili presso il Botteghino del Teatro e online su Vivaticket.

Intero: € 14,00
Ridotto (over 70 – under 18): € 12,00

Abbonamenti:
5 spettacoli: € 55,00
10 spettacoli: € 105,00

Per informazioni e prenotazioni: 334 1556248 e 350 0413793, anche tramite WhatsApp.

Email: teatrovittoriacolonna@gmail.com
Sito web: teatrovittoriacolonna.it

Agricoltura, Tiso(Confeuro) incontra il consigliere Santori: “Ricambio generazionale priorità”

Agricoltura, Tiso(Confeuro) incontra il consigliere Santori: “Ricambio generazionale priorità”

“Il presidente nazionale di Confeuro, Confederazione Agricoltori Europei, Andrea Tiso, ha incontrato nella sede nazionale a Roma il consigliere comunale di Roma Capitale, Fabrizio Santori, per un confronto approfondito sullo stato attuale e sulle prospettive del settore agricolo, in particolare nella Capitale, il comune agricolo più grande d’Europa.

Al centro del dialogo, anche le questioni nazionali, a partire dalla necessità di favorire il ricambio generazionale, sostenere l’imprenditoria giovanile e garantire la redditività della terra. Sono stati discussi interventi mirati per agevolare l’avvio di nuove aziende agricole, tutelare le piccole e medie imprese del settore primario e rivedere il ruolo della PAC, la Politica Agricola Comune, ritenuta oggi insufficiente a sostenere il comparto in un contesto internazionale complesso. “Ringraziamo il consigliere Santori per la sua disponibilità e attenzione. È stato un incontro molto positivo – ha dichiarato Tiso – che conferma la volontà di Confeuro di mantenere un dialogo aperto con tutte le istituzioni, nazionali e locali. Solo attraverso un confronto costante possiamo individuare strumenti concreti per tutelare e valorizzare il lavoro dei piccoli e medi agricoltori, veri custodi del territorio e dell’ambiente”. Confeuro ha infine ribadito la propria disponibilità a collaborare con le amministrazioni di ogni livello per promuovere politiche di sviluppo sostenibile, innovazione e inclusione nel mondo agricolo. “Obiettivi che – secondo l’organizzazione – sono fondamentali per garantire un futuro solido alle nuove generazioni di agricoltori e preservare il patrimonio rurale italiano”.

Dino Limiti, il Leone d’Oro premia l’eccellenza vitivinicola di Marino

Dino Limiti, il Leone d’Oro premia l’eccellenza vitivinicola di Marino

All’azienda dei Castelli Romani il “Riconoscimento al Merito – Miglior Azienda”. Una storia di tradizione familiare, ricerca della qualità e valorizzazione del territorio che guarda ai mercati internazionali.

nella foto al centro Dino Limiti, insignito del Premio ‘Leone D’oro’

MARINO – Ci sono storie imprenditoriali che affondano le radici nella memoria di una famiglia e trovano nella qualità la chiave per guardare al futuro. È il percorso dell’azienda vitivinicola di Dino Limiti, realtà di Marino che interpreta la tradizione enologica dei Castelli Romani attraverso un lavoro fondato su esperienza, passione e attenzione costante a ogni fase della produzione.

Un impegno che il 28 settembre 2026, presso il Consiglio regionale del Lazio, a Roma, ha ricevuto un nuovo riconoscimento: il “Riconoscimento al Merito – Miglior Azienda”, nell’ambito del Gran Premio Internazionale di Venezia – Star Golden Lion, Leone d’Oro per la Comunicazione e Leone d’Oro per la Cultura. Il premio, attribuito per meriti professionali, valorizza il percorso dell’azienda e il suo legame con un territorio nel quale il vino rappresenta una componente essenziale dell’identità storica e culturale.

nella foto Tito Limiti, fondatore dell’Eccellenza vitivinicola

L’eredità del padre, lo sguardo rivolto al futuro

Per Dino Limiti, fare vino significa innanzitutto custodire un’eredità. Quella del padre, che gli ha trasmesso non soltanto un’attività, ma una filosofia di lavoro fondata sulla dedizione, sulla pazienza e sul rispetto dei ritmi della natura. La vigna diventa così molto più di un luogo produttivo: è memoria familiare, responsabilità e continuità generazionale.

A Marino, le caratteristiche dei terreni di origine vulcanica contribuiscono a definire la personalità delle uve e dei vini, offrendo una ricchezza territoriale che l’azienda punta a esprimere attraverso scelte agronomiche ed enologiche attente. Il risultato è una produzione che conserva il legame con le proprie radici e, allo stesso tempo, raggiunge consumatori oltre i confini nazionali, portando con sé il nome e l’identità dei Castelli Romani.

Tre etichette, un’unica identità

La filosofia produttiva di Dino Limiti si racconta attraverso tre vini che rappresentano altrettante espressioni dell’azienda.

Campo Fattore, blend di Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Grigio, è il vino simbolo delle origini e dell’identità produttiva. Colle del Turchetto, ottenuto da Merlot e Cabernet Franc, esprime un profilo elegante e strutturato e accompagna dal 2000 il percorso di crescita dell’azienda. Costa Rotonda Sauvignon, particolarmente caro al produttore, rappresenta invece una sfida di precisione e sensibilità: un vino delicato, nel quale ogni passaggio della vinificazione e dell’affinamento richiede competenza per preservare i caratteri tipici del vitigno.

Il valore di questo lavoro trova riscontro anche nei riconoscimenti enologici ottenuti nel 2025. Al XXIII Concorso Enologico Internazionale Città del Vino, a Siena, Campo Fattore 2023 ha conquistato la Medaglia d’Oro e il Premio Speciale Vini Vulcanici, mentre Colle del Turchetto 2022 ha ricevuto la Medaglia d’Argento. Al The WineHunter Award di Merano, Campo Fattore 2023 e Costa Rotonda 2023 hanno ottenuto l’Award Rosso.

La qualità nasce dalla cura dei dettagli

Dietro ogni bottiglia c’è un processo che richiede attenzione dalla vigna alla cantina. La qualità dell’uva, condizionata anche dall’andamento climatico, è il primo elemento decisivo; seguono la vinificazione, la maturazione e l’affinamento, fasi nelle quali ogni scelta può incidere sul risultato finale.

È in questo equilibrio tra conoscenze tramandate e tecniche moderne che si colloca la visione di Dino Limiti: innovare senza tradire l’identità del vino, migliorando i processi produttivi e mantenendo saldo il legame con la natura e il territorio.

Un’identità che si ritrova anche nella Sagra dell’Uva di Marino, manifestazione storica che celebra il rapporto tra la città, la sua comunità e la viticoltura. Le celebri fontane che zampillano vino sono il simbolo di una tradizione capace di attraversare le generazioni e di richiamare visitatori da ogni parte.

Il Leone d’Oro – Riconoscimento al Merito per la Miglior Azienda si inserisce dunque in un percorso nel quale impresa, cultura del vino e appartenenza territoriale si intrecciano. Per Dino Limiti, il traguardo non rappresenta un punto d’arrivo, ma uno stimolo a proseguire nel lavoro quotidiano, custodendo l’eredità familiare e contribuendo a far conoscere, attraverso i propri vini, l’identità enologica di Marino e dei Castelli Romani.

Cantina: Via S.Vincenzo de’ Paoli, 5
00047 Marino (Roma) – Italy
Tel. +39 06 9385051 Cell. 347.6198635
https://www.dinolimiti.it
E-Mail: dino.limiti@gmail.com

Ambiente, Tiso(Acc Iniziativa Comune): “È allarme Mar Mediterraneo”

Ambiente, Tiso(Acc Iniziativa Comune): “È allarme Mar Mediterraneo”

“È allarme ambientale per il Mediterraneo: recenti dati sottolineano che il mare nostrum sarebbe uno degli “hotspot” climatici più vulnerabili del pianeta. Il 10mo Copernicus Ocean State Report mostra che esso sta affrontando trasformazioni senza precedenti, spinte da un riscaldamento costante e da eventi estremi sempre più frequenti. Nello specifico, la temperatura superficiale del Mediterraneo crescerebbe di circa 0,32 gradi C per decennio, quasi tre volte il tasso medio globale degli oceani. E nel 2024 la temperatura media sarebbe risultata 1,23 gradi C superiore alla media di riferimento. Inoltre, nel Mediterraneo il livello del mare è aumentato mediamente di 3,7 mm all’anno tra il 1999 e il 2025. La principale causa individuata è l’espansione termica dell’acqua, che occupa più volume quando si riscalda. Per Paesi costieri come l’Italia ciò implica: maggiore rischio di erosione delle spiagge, incremento delle inondazioni costiere, pressioni sulle infrastrutture portuali e turistiche, e maggiore vulnerabilità delle zone umide costiere. Dunque, il messaggio centrale del rapporto è chiaro: il Mediterraneo si sta riscaldando più velocemente della media globale, le ondate di calore marine stanno diventando più intense e durature, il mare continua a salire e gli ecosistemi sono sottoposti a stress crescenti. Per l’Italia ciò significa che adattamento climatico, protezione delle coste, gestione delle risorse idriche e tutela della biodiversità marina dovranno diventare priorità strategiche nei prossimi decenni. Il cambiamento del mare nostrum non è più soltanto una questione ambientale, ma una sfida economica e sociale di lungo periodo per l’intero Paese”.

Cosi, in una nota, Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca

Carburanti, Confeuro: “Proteste e disagi. Il Sud Italia chiede interventi strutturali”

Carburanti, Confeuro: “Proteste e disagi. Il Sud Italia chiede interventi strutturali”

Le istituzioni nazionali ed europee devono mettere al centro della propria agenda il mondo agricolo e la produzione primaria, veri motori dell’economia del Mezzogiorno, con azioni strutturali e di lungo periodo. La mobilitazione dei produttori agricoli, unita alle sofferenze dell’autotrasporto, alle difficoltà nei rifornimenti di carburante e alle preoccupazioni per la tenuta delle forniture nei supermercati, descrive una crisi profonda che parte dalla terra e si riflette su tutta la società. Servono attenzione, ascolto e, soprattutto, risposte concrete”. Così Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro, la Confederazione Agricoltori Europei. “I produttori agricoli stanno affrontando una pressione insostenibile, compressi tra l’aumento dei costi produttivi ed energetici e la fragilità della logistica. Quando la filiera agroalimentare entra in affanno – anche a causa dei complessi scenari internazionali – le conseguenze travolgono l’intero sistema dei trasporti, la distribuzione e infine le famiglie. Non possiamo permettere che a pagare il prezzo più alto siano sempre i piccoli agricoltori e i consumatori. Per questo, il Governo deve farsi subito promotore di un tavolo di confronto permanente tra settore primario, dell’industria della trasformazione e Grande Distribuzione Organizzata (GDO), con l’obiettivo prioritario di riequilibrare la distribuzione del valore lungo la filiera, garantendo prezzi giusti all’origine e tutelando il reddito di chi produce. Sul fronte dello sviluppo del Sud – prosegue Tiso – ci aspettavamo che il PNRR rappresentasse la svolta decisiva con un piano straordinario di opere pubbliche. Invece, non riscontriamo ancora quel salto di qualità necessario: mancano interventi davvero incisivi sia sul piano della logistica e dei trasporti, inclusa una moderna rete su rotaia per la movimentazione delle merci, sia sul fronte delle infrastrutture idriche, risorsa imprescindibile e sempre più drammaticamente a rischio per l’agricoltura meridionale. È indispensabile, infine, una strategia d’impatto sul piano energetico che affranchi definitivamente l’Italia e l’Europa dalla dipendenza dai combustibili fossili, in particolare da petrolio e gas naturale, le cui fluttuazioni geopolitiche continuano a strozzare le imprese agricole. Il Sud non chiede interventi tampone, ma programmazione e investimenti veri. Salvare la produzione agricola e dotare il Mezzogiorno di infrastrutture adeguate significa garantire la sovranità alimentare e il futuro economico dell’intero Paese”, conclude Tiso

Ue, Euromò: “Europa potenza incompiuta. Ancora troppo dipendenti da Usa”

Ue, Euromò: “Europa potenza incompiuta. Ancora troppo dipendenti da Usa”

“L’Europa spende sempre di più per la difesa, ma resta ancora fortemente dipendente dagli Stati Uniti. La guerra in Ucraina ha confermato questa fragilità, evidenziando la necessità di costruire una reale autonomia strategica europea. Con il conflitto e il progressivo disimpegno americano, è partita un’affannosa corsa al riarmo. Gli Stati membri hanno aumentato significativamente la spesa militare, mentre il piano Readiness 2030 punta a mobilitare 800 miliardi di euro per rafforzare le capacità di difesa. Tuttavia, maggiori investimenti non significano automaticamente maggiore indipendenza. Persistono ritardi industriali, frammentazione dei sistemi nazionali, duplicazioni e rivalità tra governi e industrie. L’Europa continua a dipendere dagli Usa per capacità decisive, dall’intelligence ai sistemi d’arma più avanzati. Anche l’esperienza ucraina dimostra quanto siano strategiche l’innovazione tecnologica e l’integrazione delle capacità produttive. L’autonomia europea non può dunque ridursi a una rincorsa alle spese militari. Occorre una visione politica comune, capace di coordinare gli investimenti, superare gli egoismi nazionali e costruire strumenti condivisi di sicurezza. L’obiettivo deve essere un’Europa protagonista, in grado di assumersi le proprie responsabilità senza rinunciare alla cooperazione internazionale. La vera sfida è trasformare la necessità del riarmo in un progetto politico europeo, fondato su unità, diplomazia e sicurezza collettiva. Senza una strategia comune, l’Europa rischia di spendere di più senza diventare davvero autonoma”.

Così, in una nota stampa, i portavoce del movimento culturale Euromò, Attilio Arbia, Carmela Tiso, Silvia Sacconi, Giovanni Mainardi e Leo Catalano.