Caldo, Confeuro: “Ok Hansen ma da Ue servono azioni concrete e strutturali, in primis Pac”

Caldo, Confeuro: “Ok Hansen ma da Ue servono azioni concrete e strutturali, in primis Pac”

“È stata un’estate molto difficile in Europa, non solo in Italia, ma anche in Paesi che in passato non erano abituati a eventi climatici estremi e agli impatti negativi del cambiamento climatico, come Austria, Francia e Germania. Bene, dunque, le dichiarazioni del commissario Ue all’Agricoltura, Christophe Hansen, ma è evidente che alle parole devono seguire fatti concreti”. Lo dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei, sottolineando la necessità di un cambio di passo da parte dell’Unione Europea. “A nostro giudizio – prosegue Tiso – l’Ue deve lavorare a interventi concreti e strutturali, a partire dalla prossima Pac, per sostenere gli agricoltori nel contrasto alle conseguenze sempre più gravi del riscaldamento globale e garantire continuità reddituale al comparto in una fase di forte difficoltà economica. Bisogna intervenire sulla gestione della risorsa idrica, sulle infrastrutture e sulla capacità di accumulo e distribuzione dell’acqua, ma anche favorire un maggiore utilizzo della tecnologia e dell’intelligenza artificiale. Senza investimenti e innovazione sarà sempre più complicato affrontare caldo e siccità, fenomeni ormai ricorrenti e in crescita. Allo stesso tempo – aggiunge – occorre incentivare una gestione del suolo maggiormente conciliabile con i cicli naturali e promuovere colture più resilienti e capaci di adattarsi ai nuovi scenari climatici. Insomma – conclude Tiso – la Commissione europea deve aumentare la marcia e mettere in campo interventi risolutivi e di lungo periodo, perché la transizione climatica non può ricadere soltanto sulle spalle degli agricoltori. Servono risorse, programmazione e strumenti adeguati per tutelare e rilanciare il settore primario europeo”.

Sociale, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Comunità che trasformano territori”

Sociale, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Comunità che trasformano territori”

“Nel nostro paese, a piccoli passi e nel silenzio mediatico, sta emergendo una nuova energia sociale: quella delle comunità che si organizzano, collaborano e reinventano i propri territori. Non si tratta solo di iniziative solidali, ma di veri e propri processi di trasformazione collettiva, capaci di generare impatti duraturi sul benessere delle persone e sulla qualità della vita. Molti territori hanno vissuto anni di abbandono, perdita di servizi, isolamento. Eppure, proprio in questi luoghi stanno nascendo esperienze straordinarie: gruppi di cittadini che recuperano edifici inutilizzati, trasformandoli in centri culturali, coworking sociali, biblioteche di quartiere, laboratori per giovani. La rigenerazione non è solo architettonica: è soprattutto relazionale. Ogni spazio riaperto diventa un punto di incontro, un luogo dove si ricostruiscono fiducia e senso di appartenenza. E questa innovazione sociale non è fatta solo di tecnologie: nasce dalla capacità di leggere i bisogni e immaginare soluzioni nuove.
In molti territori si sperimentano: orti comunitari. reti di mutuo aiuto per famiglie fragili, progetti intergenerazionali e laboratori di quartiere. Esperienze dimostrano che la comunità non è un concetto astratto: è un organismo vivo, capace di auto-organizzarsi e innovare. Le comunità che trasformano i territori non aspettano che il cambiamento arrivi dall’alto: lo costruiscono dal basso, giorno dopo giorno. Sono la prova che la partecipazione è una forza generativa, capace di ridare vita ai luoghi e dignità alle persone. Raccontare queste esperienze significa dare voce a un’Italia che crede nella collaborazione, nella cura e nella possibilità di immaginare insieme un futuro migliore”.

Lo dichiara Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca.

Giochi del Mediterraneo, Confeuro: “Faro su tutela mare e agricoltura”

Giochi del Mediterraneo, Confeuro: “Faro su tutela mare e agricoltura”

“In questi giorni sono in scena a Taranto i Giochi del Mediterraneo, manifestazione sportiva multidisciplinare riservata alle nazioni del bacino Mediterraneo e ispirata ai valori olimpici, con l’obiettivo di promuovere lo sport, il dialogo e la cooperazione tra i popoli. Per Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei si tratta di una competizione bellissima, fondata su principi sani e nobili, e proprio per questo riteniamo importante cogliere l’occasione per accendere un faro sul “mare nostrum” e sulla necessità di tutelarlo. Il Mediterraneo – sottolinea il presidente nazionale di Confeuro, Andrea Tiso – sta affrontando trasformazioni profonde legate al cambiamento climatico. Il progressivo surriscaldamento delle acque favorisce fenomeni come la proliferazione di specie aliene, la perdita di biodiversità e l’alterazione degli ecosistemi marini. Parallelamente, anche i territori agricoli dei Paesi mediterranei sono sempre più esposti a siccità, ondate di calore e cambiamenti nella disponibilità delle risorse idriche, con conseguenze sulle produzioni e sulle comunità rurali. Tutela del mare e agricoltura – prosegue Tiso – sono questioni strettamente connesse. La salute degli ecosistemi marini, la qualità delle acque, la gestione delle risorse idriche e la salvaguardia della biodiversità devono essere affrontate attraverso una visione comune e di lungo periodo. È quindi auspicabile che le istituzioni nazionali ed europee rafforzino le politiche dedicate al Mediterraneo, sostenendo interventi concreti per contrastare gli effetti del cambiamento climatico, proteggere fauna e flora marina e accompagnare l’agricoltura verso modelli sempre più sostenibili e resilienti. Lo spirito di cooperazione dei Giochi del Mediterraneo – conclude – può rappresentare anche un messaggio importante per la politica: di fronte alle grandi sfide ambientali nessun Paese può agire da solo. Il Mediterraneo è un patrimonio comune e come tale deve essere difeso e rilanciato”.

IL PITTORE FERNANDO MANGONE RENDE OMAGGIO AL CROONER ALTAVILLESE ANGELO GREY

IL PITTORE FERNANDO MANGONE RENDE OMAGGIO AL CROONER ALTAVILLESE ANGELO GREY

Un tributo alla voce che ha portato Altavilla Silentina sui palchi d’Italia e d’Europa

Prima ancora di intraprendere la lunga e straordinaria carriera che lo avrebbe portato sui palchi d’Italia e d’Europa, Angelo Peduto, in arte Angelo Grey, fu protagonista della nascita di uno dei primi gruppi musicali formati ad Altavilla Silentina negli anni Sessanta. Il gruppo, composto da quattro musicisti e un cantante, si chiamava probabilmente “I Furgi”, nome che veniva scritto in inglese, anche se oggi non se ne ricorda con certezza l’esatta grafia. La formazione vedeva Alfonso Caramante alle tastiere, Andrea Costa alla chitarra, Elio Letteriello al basso, Luigi Di Vernieri al sax, Luigi Mangone alla batteria e Angelo Peduto alla voce. Fu una delle prime esperienze musicali che contribuirono a far crescere e maturare la passione di Angelo per il canto e per il palcoscenico, segnando un importante capitolo della storia musicale di Altavilla Silentina. L’artista Fernando Mangone celebra il suo compaesano Angelo Grey, nome d’arte di Angelo Peduto, protagonista di una straordinaria carriera musicale iniziata negli anni Cinquanta e vissuta accanto ai più grandi interpreti della canzone italiana. Un omaggio sentito a un artista che, con talento, sacrificio e passione, ha dato lustro ad Altavilla Silentina ben oltre i confini della Campania. C’è un filo invisibile che unisce la pittura alla musica, il colore alla melodia, la tela alla voce. È il filo delle radici, dell’appartenenza e della memoria. Per questo Fernando Mangone, pittore delle aree interne e artista profondamente legato alla propria terra, ha scelto di rendere omaggio a una delle figure più rappresentative della storia musicale altavillese. Angelo Grey, nato ad Altavilla Silentina nel 1938, è uno di quegli artisti che hanno vissuto il palcoscenico come una vera missione. Da ragazzo canticchiava tra le vie del paese e animava matrimoni e feste popolari con il gruppo “I Ragazzi di Altavilla”. A soli quindici anni lasciò la sua terra per Bologna, dove lavorava presso un ortolano e, contemporaneamente, coltivava il sogno della musica studiando canto con la maestra Ada Scaglione, la stessa insegnante che avrebbe formato anche Gianni Morandi. La svolta arrivò quasi per caso. Partecipò a un concorso canoro per dilettanti esibendosi nel repertorio di Renato Carosone. Tra il pubblico era presente un impresario che, colpito dalla sua interpretazione, gli consegnò il proprio biglietto da visita invitandolo a un’audizione. Pochi giorni dopo ricevette una lettera di presentazione che lo portò a Prato, dove entrò in orchestra e diede ufficialmente inizio a una carriera destinata a durare oltre mezzo secolo. Da quel momento Angelo Grey divenne una presenza costante nelle grandi orchestre italiane, nelle balere, nelle Feste dell’Unità e nei teatri popolari. Condivise il palco con Nilla Pizzi, Luciano Taioli, Giorgio Consolini, Giorgio Gaber e con una giovanissima Milva, quando ancora si presentava con il nome di Sabrina Biolcati. Nel 1969 entrò nell’Orchestra D’Auria di Salerno accanto a Bruno Venturini, inaugurando una delle stagioni più intense della sua attività artistica. La sua voce elegante e vellutata lo portò ad esibirsi con Claudio Villa, Bobby Solo, Don Backy, Mango, Gli Stadio, Mario Merola, Giacomo Rondinella, Mario Da Vinci, Tony Santagata, Gianni Nazzaro e Lara Saint Paul, oltre a numerosi protagonisti della canzone melodica e napoletana. Memorabili anche le serate con Zucchero a Tropea e l’apertura del concerto di Riccardo Cocciante in Calabria. In appena cinque mesi arrivò a sostenere oltre cento spettacoli, mentre le tournée in Germania e Olanda consacrarono definitivamente il suo profilo internazionale. Fernando Mangone riconosce in Angelo Grey il simbolo di una generazione che ha saputo trasformare il talento in riscatto, senza mai dimenticare le proprie origini. Due artisti, due linguaggi diversi, ma la stessa appartenenza a una terra ricca di cultura, sensibilità e creatività.

“Angelo Grey -continua Mangone- è una delle voci più autentiche che Altavilla Silentina abbia mai espresso. La sua carriera racconta il coraggio di partire, la dignità del lavoro e la forza dell’arte come linguaggio universale. Con questo omaggio desidero restituire alla nostra comunità la memoria di un artista che ha dato prestigio al nostro paese con eleganza, umiltà e straordinaria passione”.

“Quando penso ad Angelo Grey penso prima di tutto ad Altavilla, alla nostra terra e a quella generazione di uomini e donne che hanno saputo partire con pochi mezzi e costruire, attraverso il proprio talento, una storia importante. Angelo ha portato il nome di Altavilla sui palchi, nelle orchestre, nelle piazze e anche oltre i confini italiani. La sua è una storia che merita di essere raccontata e custodita, perché dentro la sua voce c’è anche un pezzo della nostra memoria. Rendere omaggio a lui significa rendere omaggio alle nostre radici, a quella straordinaria energia che appartiene alla nostra gente e che, attraverso l’arte, continua ancora oggi a parlare” -conclude Mangone-.

Ue, Tiso(Euromò): “Debito Ue preoccupante. Insostenibile in Italia e Usa”

Ue, Tiso(Euromò): “Debito Ue preoccupante. Insostenibile in Italia e Usa”

“Euromò ha letto con attenzione i numeri sul debito della UE che si attesta all’82,9% del PIL (e all’88,9% nell’Eurozona), diffusi da Eurostat. I Paesi con i rapporti più alti sono Grecia, Italia e Francia, mentre le nazioni virtuose come l’Estonia registrano i livelli più bassi. Ma perché proprio il “Belpaese” e gli Usa, ad esempio, hanno un debito pubblico che cresce? Perché i governi non fanno capire ai cittadini le ragioni dell’indebitamento? Serve trasparenza. I numeri parlano chiaro: negli Usa il debito lordo ha appena superato la soglia storica dei 40mila miliardi di dollari, mentre in Italia le ultime rilevazioni della Banca d’Italia certificano un nuovo record a oltre 3.200 miliardi di euro. Perché tutto questo? Euromò identifica alcune ragioni principali dietro l’espansione dei due debiti pubblici: la trappola degli interessi, ossia il costo del denaro; lo squilibrio demografico e lo Stato sociale, con il nostro Paese che soffre di un preoccupante invecchiamento della popolazione. Mentre negli Usa il motore principale è la forte differenza tra quanto lo Stato spende e quanto incassa: le riforme fiscali degli ultimi anni infatti hanno ridotto le tasse per le grandi imprese e i redditi più alti, ma la spesa pubblica è aumentata. Inoltre, si badi bene: un debito elevato non significa solo numeri su un bilancio, ma meno servizi per cittadini e tasse più alte per lavoratori. Euromò, dunque, insiste che il toccasana non è nei tagli ciechi allo Stato sociale né nell’illusione che il debito possa crescere all’infinito. Occorrono serie riforme per la produttività, sistemi fiscali più equi che prelevino dove si accumulano le grandi ricchezze, e una seria cooperazione internazionale per stabilizzare i mercati. I cittadini hanno il diritto di sapere come vengono spesi i loro soldi”.

Lo afferma, in una nota stampa, Rocco Tiso, fondatore e portavoce nazionale del Movimento culturale Euromò.

Sociale, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Intelligenza artificiale da governare, sia sostegno all’uomo”

Sociale, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Intelligenza artificiale da governare, sia sostegno all’uomo”

“L’intelligenza artificiale rappresenta una delle trasformazioni più profonde del nostro tempo e, proprio per questo, non può essere affrontata né con paura né con entusiasmo acritico. È necessario adottare una prospettiva sociale e civile, capace di mettere al centro la persona e il bene della comunità. L’intelligenza artificiale – dichiara Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune – deve essere governata e disciplinata attraverso regole chiare, condivise e realmente efficaci. La tecnologia può rappresentare una straordinaria opportunità, ma non deve mai sostituire la responsabilità, la sensibilità e la capacità di giudizio dell’essere umano. Deve essere uno strumento al servizio delle persone e un sostegno all’azione umana, non un suo sostituto”. Secondo Tiso, è fondamentale “evitare che l’innovazione tecnologica produca nuove disuguaglianze, marginalizzazione o una progressiva perdita di autonomia e pensiero critico. Dobbiamo accompagnare questa trasformazione con un grande investimento culturale – prosegue – perché non basta introdurre l’IA nei luoghi di lavoro, nella scuola, nella pubblica amministrazione e nella vita quotidiana: bisogna insegnare a utilizzarla con consapevolezza, responsabilità ed equilibrio. Serve un intervento importante delle istituzioni – conclude Tiso – per definire limiti, garanzie e responsabilità, tutelando i cittadini e, soprattutto, le fasce più fragili. L’innovazione ha valore quando migliora la qualità della vita e rafforza la società. Il progresso non può essere misurato soltanto dalla potenza degli algoritmi, ma dalla capacità di mantenere l’uomo al centro”.