Ambiente, Tiso(Acc Iniziativa Comune): “È allarme Mar Mediterraneo”

Ambiente, Tiso(Acc Iniziativa Comune): “È allarme Mar Mediterraneo”

“È allarme ambientale per il Mediterraneo: recenti dati sottolineano che il mare nostrum sarebbe uno degli “hotspot” climatici più vulnerabili del pianeta. Il 10mo Copernicus Ocean State Report mostra che esso sta affrontando trasformazioni senza precedenti, spinte da un riscaldamento costante e da eventi estremi sempre più frequenti. Nello specifico, la temperatura superficiale del Mediterraneo crescerebbe di circa 0,32 gradi C per decennio, quasi tre volte il tasso medio globale degli oceani. E nel 2024 la temperatura media sarebbe risultata 1,23 gradi C superiore alla media di riferimento. Inoltre, nel Mediterraneo il livello del mare è aumentato mediamente di 3,7 mm all’anno tra il 1999 e il 2025. La principale causa individuata è l’espansione termica dell’acqua, che occupa più volume quando si riscalda. Per Paesi costieri come l’Italia ciò implica: maggiore rischio di erosione delle spiagge, incremento delle inondazioni costiere, pressioni sulle infrastrutture portuali e turistiche, e maggiore vulnerabilità delle zone umide costiere. Dunque, il messaggio centrale del rapporto è chiaro: il Mediterraneo si sta riscaldando più velocemente della media globale, le ondate di calore marine stanno diventando più intense e durature, il mare continua a salire e gli ecosistemi sono sottoposti a stress crescenti. Per l’Italia ciò significa che adattamento climatico, protezione delle coste, gestione delle risorse idriche e tutela della biodiversità marina dovranno diventare priorità strategiche nei prossimi decenni. Il cambiamento del mare nostrum non è più soltanto una questione ambientale, ma una sfida economica e sociale di lungo periodo per l’intero Paese”.

Cosi, in una nota, Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca

Carburanti, Confeuro: “Proteste e disagi. Il Sud Italia chiede interventi strutturali”

Carburanti, Confeuro: “Proteste e disagi. Il Sud Italia chiede interventi strutturali”

Le istituzioni nazionali ed europee devono mettere al centro della propria agenda il mondo agricolo e la produzione primaria, veri motori dell’economia del Mezzogiorno, con azioni strutturali e di lungo periodo. La mobilitazione dei produttori agricoli, unita alle sofferenze dell’autotrasporto, alle difficoltà nei rifornimenti di carburante e alle preoccupazioni per la tenuta delle forniture nei supermercati, descrive una crisi profonda che parte dalla terra e si riflette su tutta la società. Servono attenzione, ascolto e, soprattutto, risposte concrete”. Così Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro, la Confederazione Agricoltori Europei. “I produttori agricoli stanno affrontando una pressione insostenibile, compressi tra l’aumento dei costi produttivi ed energetici e la fragilità della logistica. Quando la filiera agroalimentare entra in affanno – anche a causa dei complessi scenari internazionali – le conseguenze travolgono l’intero sistema dei trasporti, la distribuzione e infine le famiglie. Non possiamo permettere che a pagare il prezzo più alto siano sempre i piccoli agricoltori e i consumatori. Per questo, il Governo deve farsi subito promotore di un tavolo di confronto permanente tra settore primario, dell’industria della trasformazione e Grande Distribuzione Organizzata (GDO), con l’obiettivo prioritario di riequilibrare la distribuzione del valore lungo la filiera, garantendo prezzi giusti all’origine e tutelando il reddito di chi produce. Sul fronte dello sviluppo del Sud – prosegue Tiso – ci aspettavamo che il PNRR rappresentasse la svolta decisiva con un piano straordinario di opere pubbliche. Invece, non riscontriamo ancora quel salto di qualità necessario: mancano interventi davvero incisivi sia sul piano della logistica e dei trasporti, inclusa una moderna rete su rotaia per la movimentazione delle merci, sia sul fronte delle infrastrutture idriche, risorsa imprescindibile e sempre più drammaticamente a rischio per l’agricoltura meridionale. È indispensabile, infine, una strategia d’impatto sul piano energetico che affranchi definitivamente l’Italia e l’Europa dalla dipendenza dai combustibili fossili, in particolare da petrolio e gas naturale, le cui fluttuazioni geopolitiche continuano a strozzare le imprese agricole. Il Sud non chiede interventi tampone, ma programmazione e investimenti veri. Salvare la produzione agricola e dotare il Mezzogiorno di infrastrutture adeguate significa garantire la sovranità alimentare e il futuro economico dell’intero Paese”, conclude Tiso

Ue, Euromò: “Europa potenza incompiuta. Ancora troppo dipendenti da Usa”

Ue, Euromò: “Europa potenza incompiuta. Ancora troppo dipendenti da Usa”

“L’Europa spende sempre di più per la difesa, ma resta ancora fortemente dipendente dagli Stati Uniti. La guerra in Ucraina ha confermato questa fragilità, evidenziando la necessità di costruire una reale autonomia strategica europea. Con il conflitto e il progressivo disimpegno americano, è partita un’affannosa corsa al riarmo. Gli Stati membri hanno aumentato significativamente la spesa militare, mentre il piano Readiness 2030 punta a mobilitare 800 miliardi di euro per rafforzare le capacità di difesa. Tuttavia, maggiori investimenti non significano automaticamente maggiore indipendenza. Persistono ritardi industriali, frammentazione dei sistemi nazionali, duplicazioni e rivalità tra governi e industrie. L’Europa continua a dipendere dagli Usa per capacità decisive, dall’intelligence ai sistemi d’arma più avanzati. Anche l’esperienza ucraina dimostra quanto siano strategiche l’innovazione tecnologica e l’integrazione delle capacità produttive. L’autonomia europea non può dunque ridursi a una rincorsa alle spese militari. Occorre una visione politica comune, capace di coordinare gli investimenti, superare gli egoismi nazionali e costruire strumenti condivisi di sicurezza. L’obiettivo deve essere un’Europa protagonista, in grado di assumersi le proprie responsabilità senza rinunciare alla cooperazione internazionale. La vera sfida è trasformare la necessità del riarmo in un progetto politico europeo, fondato su unità, diplomazia e sicurezza collettiva. Senza una strategia comune, l’Europa rischia di spendere di più senza diventare davvero autonoma”.

Così, in una nota stampa, i portavoce del movimento culturale Euromò, Attilio Arbia, Carmela Tiso, Silvia Sacconi, Giovanni Mainardi e Leo Catalano.

Ue, Tiso (Confeuro): “Tutelare Pac vuol dire difendere reddito degli agricoltori”

Ue, Tiso (Confeuro): “Tutelare Pac vuol dire difendere reddito degli agricoltori”

“La Politica agricola comune deve rimanere uno dei pilastri fondamentali dell’Unione europea. Per questo Confeuro si unisce alle organizzazioni agricole europee nel chiedere risorse adeguate, protette e aggiornate all’inflazione, affinché la Pac possa continuare a sostenere concretamente le imprese e garantire il futuro del comparto primario”. Così Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro – Confederazione Agricoltori Europei, interviene nel dibattito sul prossimo bilancio europeo 2028-2034. “Le discussioni in corso sul quadro finanziario pluriennale – prosegue Tiso – rappresentano un passaggio decisivo. Non possiamo permettere che l’introduzione di nuove priorità si traduca in un indebolimento delle politiche agricole. Chiediamo che la Pac disponga di un fondo autonomo, con risorse certe e destinate esclusivamente agli agricoltori, evitando frammentazioni e tagli che rischierebbero di compromettere la tenuta delle aziende, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni”. Per il presidente di Confeuro è inoltre necessario rendere più snelle le procedure di accesso ai finanziamenti, riducendo gli oneri burocratici e collegando gli strumenti di sostegno alle reali esigenze produttive e alla competitività delle imprese agricole. “Parallelamente – aggiunge Tiso – l’Europa deve rafforzare i controlli alla frontiere e nei principali porti Ue per contrastare le importazioni irregolari, la contraffazione e ogni forma di concorrenza sleale. Non è accettabile che i nostri agricoltori siano sottoposti a standard rigorosi mentre prodotti provenienti da Paesi terzi possano entrare nel mercato senza adeguate garanzie. Il dumping commerciale danneggia le imprese, altera il mercato e penalizza anche i consumatori. Difendere la Pac significa tutelare il reddito agricolo, la sicurezza alimentare e il patrimonio di qualità, tradizioni e cultura che rende riconoscibili le produzioni europee. Chiediamo alle istituzioni comunitarie scelte coraggiose e coerenti: l’agricoltura deve essere considerata una voce prioritaria del bilancio e un investimento strategico per l’autonomia alimentare e il futuro dell’Europa”, conclude Tiso.

Ue, Tiso(Acc Iniziativa Comune): “In Europa nuovi orizzonti nella sicurezza informatica”

Ue, Tiso(Acc Iniziativa Comune): “In Europa nuovi orizzonti nella sicurezza informatica”

“L’Unione Europea ha compiuto un passo decisivo nel rafforzamento della cibersicurezza globale con l’entrata in vigore del Cyber Resilience Act (CRA). La normativa mira a tutelare in modo stringente sia i consumatori sia le imprese dalle crescenti minacce informatiche, stabilendo uno standard unitario per tutti i prodotti con elementi digitali resi disponibili sul mercato europeo. Il provvedimento si inserisce nell’ambito della più ampia strategia dell’UE in materia di cibersicurezza e sicurezza dell’Unione, ponendosi l’obiettivo di garantire che hardware e software siano progettati, sviluppati e mantenuti in modo sicuro lungo tutto il loro ciclo di vita (ad esempio, dall’11 settembre 2026 è scattato ufficialmente l’obbligo per i produttori di hardware e software di segnalare tempestivamente qualsiasi vulnerabilità sfruttata o incidente grave legato ai propri dispositivi, ndr). L’adozione del Cyber Resilience Act, dunque, segna una svolta fondamentale nell’approccio europeo alla sicurezza informatica. Responsabilizzando direttamente i produttori hardware e software, l’Unione Europea stabilisce un nuovo paradigma basato sulla security by design (sicurezza fin dalla fase di progettazione) e sulla trasparenza. Per i consumatori e utenti, la normativa garantisce un livello superiore di tutela, la certezza di ricevere aggiornamenti tempestivi e una protezione efficace per i propri dispositivi connessi. Per le imprese e i produttori, sebbene l’adeguamento richieda uno sforzo organizzativo e tecnico considerevole, il rispetto dei requisiti CRA rappresenta un fattore chiave per rafforzare la fiducia del mercato e consolidare la competitività nell’ecosistema digitale europeo”. Cosi, in una nota, Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca

Trilussa e il vino, la romanità conquista il Teatro Vittoria Colonna


Domenica 25 ottobre a Marino la seconda anteprima della stagione teatrale 2026/2027: in scena la commedia di Michele La Ginestra con Sergio Zecca.

La romanità dei primi del Novecento, tra sonetti, canti, schermaglie amorose e irresistibili battute, arriva sul palco del Teatro Vittoria Colonna di Marino. Domenica 25 ottobre 2026, alle ore 18, andrà in scena “Trilussa e il Vino”, spettacolo che rende omaggio alla città e alla tradizione della Sagra dell’Uva, nell’ambito della seconda anteprima della nuova stagione teatrale 2026/2027.

Scritta e diretta da Michele La Ginestra, la commedia vede protagonista Sergio Zecca, affiancato da un cast composto da Edoardo Coen, Livia De Luca, Marianna Menga, Cristiano Pellegrini, Alice Tempesta, Claudia Tortora e Claudio Totino.

Lo spettacolo è un vivace omaggio a Dionisio, dio del vino e del teatro, e accompagna il pubblico in un viaggio nella Roma di un tempo, tra ironia popolare, poesia e tradizione. Le atmosfere della Città Eterna prendono vita attraverso le opere e lo spirito di grandi protagonisti della cultura romanesca, da Belli a Trilussa, da Pascarella a Petrolini e Zanazzo, in un intreccio di serenate, canti e situazioni comiche.

Una serata all’insegna del divertimento e della riscoperta di una romanità autentica, capace di unire teatro, musica e tradizione, celebrando al contempo il legame storico e culturale tra Marino e il vino.

Biglietti e informazioni

I biglietti sono disponibili al botteghino del Teatro Vittoria Colonna e online su Vivaticket.

  • Intero: 14 euro
  • Ridotto (over 70 e under 18): 12 euro
  • Abbonamento a 5 spettacoli: 55 euro
  • Abbonamento a 10 spettacoli: 105 euro

Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare i numeri 334 1556248 e 350 0413793, anche tramite WhatsApp, oppure scrivere a teatrovittoriacolonna@gmail.com.

Sito web: http://teatrovittoriacolonna.it