Il Raggio Verde 4.0, 2026-2027: il teatro unisce i popoli a Marino e Velletri , le differenze diventano ponti di umanità


Di Lorena Fantauzzi

Ci sono storie che attraversano i confini, lingue diverse che riescono a incontrarsi e persone che, pur provenendo da mondi lontani, scoprono di condividere le stesse speranze. È da questa convinzione che, agli inizi di ottobre, tra Marino e Velletri, ha preso il via IL RAGGIO VERDE 4.0, il progetto ideato da Sabina Barzilai e organizzato dall’Associazione culturale Artemista, sostenuto per il quarto anno consecutivo dai fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese. Un percorso in cui il teatro diventa molto più di un’esperienza artistica: uno strumento concreto di inclusione, ascolto e incontro tra esseri umani.

Tornano i Laboratori Teatrali Integrati plurilingue per rifugiati e italiani, realizzati in collaborazione con il SAI @Home di Marino, con i due centri per rifugiati gestiti da Una Città Non Basta a Marino e, a Velletri, presso l’ex Noviziato del Don Orione. Dopo tre anni di esperienze significative, relazioni costruite e nuove possibilità di dialogo, il progetto rilancia la sua sfida: coinvolgere le comunità locali e favorire l’integrazione linguistica e culturale, mettendo in relazione le persone rifugiate e i cittadini del territorio. Perché nessuna cultura è un’isola e nessuna diversità dovrebbe diventare una barriera. Incontrarsi, ascoltarsi e riconoscersi nell’altro è il primo passo per costruire una comunità più consapevole, accogliente e solidale.

“La Resistenza ci rende sempre più simili”: è questo il messaggio forte che attraversa la nuova edizione. Dalla Resistenza dei Gazawi che rivendicano il diritto alla propria terra a quella delle potenze intermedie, soprattutto europee, di fronte alle politiche degli Stati Uniti; dalla lotta delle donne afghane contro le imposizioni del regime talebano alle tante battaglie quotidiane per la libertà e la dignità. Esperienze differenti, unite dal bisogno di difendere diritti, identità e futuro. In un mondo segnato da conflitti e profonde fratture, le vicende internazionali diventano così una chiave per riconoscere i legami che uniscono la cultura europea, africana e mediorientale. Perché dietro ogni frontiera ci sono persone, dietro ogni conflitto ci sono vite e dietro ogni resistenza c’è il desiderio di un futuro possibile.

Il Laboratorio Teatrale Integrato plurilingue accenderà i riflettori, in particolare, sulla condizione femminile in Medio Oriente e sulla tutela dell’infanzia, dando spazio a storie spesso marginalizzate e a voci che chiedono di essere ascoltate. La prima fase è già iniziata, la seconda si svilupperà durante l’inverno, mentre il percorso culminerà venerdì 2 aprile 2027 con una manifestazione conclusiva – organizzata in  collaborazione con UCNB  (Una Città Non Basta) – presso il SAI di Via Cesare Colizza, gestito dal Centro per l’Autonomia.

Con IL RAGGIO VERDE 4.0, Artemista rinnova un impegno che va oltre il palcoscenico: trasformare il teatro in un luogo in cui le differenze non dividono, ma arricchiscono; in cui le parole diventano ascolto e le storie individuali si intrecciano in una narrazione collettiva. Perché l’integrazione non è soltanto una parola, ma un cammino da percorrere insieme. E perché, anche nelle stagioni più difficili, un raggio di luce può ricordarci che ciò che ci unisce è più forte di ciò che ci separa.

PER INFORMAZIONI : artemista1995@gmail.com

Puglia, Confeuro: “Crisi olio è specchio Italia. Eu faccia sua parte”

Puglia, Confeuro: “Crisi olio è
specchio Italia. Eu faccia sua parte”

“Confeuro ha seguito con grande attenzione la manifestazione davanti alla Prefettura di Bari contro la crisi del comparto olivicolo-oleario ed esprime piena vicinanza ai produttori, ai frantoiani e alle cooperative pugliesi. Le difficoltà che stanno attraversando rappresentano un campanello d’allarme che riguarda non soltanto la Puglia, ma numerosi territori italiani, nei quali l’olivicoltura costituisce una risorsa economica, occupazionale e identitaria fondamentale”. Così Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro – Confederazione Agricoltori Europei, che aggiunge: “Nonostante gli interventi messi in campo dalla Regione e dal Ministero, riteniamo che negli ultimi anni sia mancata una strategia nazionale organica, strutturale e di lungo periodo per proteggere adeguatamente il settore e garantire prospettive concrete alle imprese. Oggi, tuttavia, non è sufficiente intervenire a livello nazionale: serve un’assunzione di responsabilità da parte dell’Unione Europea. Occorre affrontare con determinazione il tema delle importazioni di olio d’oliva da Paesi terzi, tra cui Marocco, Algeria e diversi Paesi sudamericani, attraverso regole efficaci, controlli rigorosi e condizioni di concorrenza realmente eque. Non possiamo chiedere ai nostri olivicoltori di rispettare standard elevati di qualità, sicurezza e sostenibilità senza garantire loro un mercato trasparente e strumenti adeguati per competere. L’Europa deve inoltre rafforzare la vigilanza sulla formazione dei prezzi, contrastare le frodi e le pratiche commerciali scorrette e tutelare il reddito dei produttori, evitando che il peso delle criticità della filiera ricada sempre sulle aziende agricole. Difendere l’olio italiano significa proteggere il lavoro, i territori e un patrimonio produttivo di eccellenza. Le proteste degli agricoltori meritano ascolto e risposte concrete: servono misure immediate e una politica europea capace di passare dalle dichiarazioni ai fatti”, chiosa Tiso.

amfAR London 2026: Christopher Aleo e Simona Jakstaite rinnovano il sostegno alla ricerca contro l’HIV

amfAR London 2026: Christopher Aleo e Simona Jakstaite rinnovano il sostegno alla ricerca contro l’HIV

Dopo il gala di Venezia, il banchiere e fondatore di iSwiss Pay conferma il proprio impegno al fianco della fondazione insieme alla moglie, la creative director Simona Jakstaite. A Londra, una serata che riunirà spettacolo, imprenditoria e filantropia, con Rita Ora tra le protagoniste.

LONDRA — Da Venezia a Londra, prosegue l’impegno di Christopher Aleo a sostegno di amfAR e della ricerca contro l’HIV. Il banchiere, fondatore di iSwiss Pay, è atteso all’appuntamento londinese insieme alla moglie, Simona Jakstaite, creative director, rinnovando una partecipazione che mette al centro la raccolta di fondi e l’attenzione verso una causa sanitaria di portata mondiale.
La seconda edizione di amfAR London si terrà venerdì 16 ottobre 2026 al The Chancery Rosewood, in concomitanza con Frieze London e il BFI London Film Festival. Il programma unirà musica, riconoscimenti e un’asta benefica, con l’obiettivo di sostenere il lavoro scientifico promosso dalla fondazione.
Da Venezia a Londra, un impegno che continua
Per Aleo e Jakstaite, l’appuntamento britannico segue la partecipazione ad amfAR Venezia 2026, documentata dalla copertura fotografica internazionale del gala del 6 settembre. La loro presenza nella città lagunare costituisce il precedente più recente di un percorso che trova ora continuità a Londra.
Il significato attribuito da Aleo a questi appuntamenti va oltre la dimensione mondana. In un’intervista pubblicata ad agosto da MondoSpettacolo, il fondatore di iSwiss Pay aveva descritto il sostegno alla ricerca come una responsabilità da coltivare nel tempo, sottolineando che «la beneficenza non dovrebbe essere un gesto occasionale, ma un impegno costante». Nella stessa occasione aveva richiamato il contributo che imprenditoria, finanza, cinema e moda possono offrire attraverso risorse, relazioni e capacità di sensibilizzazione.
Al suo fianco ci sarà Simona Jakstaite, il cui percorso professionale si sviluppa tra direzione creativa, comunicazione e moda. Attiva tra Dubai, Parigi e Milano, Jakstaite è anche autrice e ambassador di ELLE Baltic, con un lavoro che esplora il rapporto tra immagine, cultura ed eventi internazionali.
La partecipazione della coppia all’edizione londinese rinnova così un impegno condiviso: affiancare alla propria attività professionale il sostegno alle iniziative di raccolta fondi della fondazione.
Rita Ora e i protagonisti della serata londinese
Tra i nomi annunciati ufficialmente spicca Rita Ora, che sarà protagonista di un’esibizione musicale. Sul palco salirà anche il cantautore Jamie Miller, mentre Jeremy Irons riceverà l’amfAR Award of Inspiration e Philip Treacy sarà insignito dell’Award of Excellence. Cinema, musica e creatività saranno quindi al centro di una serata concepita per trasformare l’attenzione pubblica in sostegno alla ricerca.
Accanto alle personalità dello spettacolo, sono attesi esponenti del mondo degli affari e delle istituzioni. Il programma prevede una cena di gala e un’asta dal vivo con opere d’arte contemporanea ed esperienze esclusive: momenti nei quali la partecipazione degli ospiti potrà tradursi direttamente nella raccolta di risorse per le attività di amfAR.
Il legame della fondazione con il cinema comprende anche figure come Richard Gere, premiato da amfAR a Venezia nel 2024. Un rapporto che testimonia il coinvolgimento del mondo dello spettacolo nelle iniziative dell’organizzazione, pur restando distinta la conferma delle presenze alla prossima edizione londinese.
Oltre il gala, il sostegno alla ricerca
Il valore di questi appuntamenti emerge anche dai risultati della recente edizione veneziana: secondo quanto comunicato dalla fondazione, il gala di settembre ha raccolto quasi tre milioni di dollari complessivi a favore dei suoi programmi di ricerca biomedica. Un risultato collettivo che offre una misura concreta della capacità degli eventi benefici di mobilitare risorse.
La conclusione dell’epidemia di HIV/AIDS resta un impegno centrale di amfAR. La fondazione sostiene la ricerca scientifica e le collaborazioni internazionali, con l’obiettivo di accelerare scoperte capaci di migliorare la salute e salvare vite.
È in questo contesto che si inserisce la partecipazione annunciata di Christopher Aleo e Simona Jakstaite a Londra. Dopo Venezia, una nuova occasione per mantenere l’attenzione sulla causa e contribuire alla mobilitazione che accompagna il lavoro della fondazione. Perché il significato della serata non si esaurisce sul red carpet: risiede soprattutto nelle possibilità che il sostegno raccolto potrà aprire alla ricerca.

Scuola, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Presidio di comunità da preservare”

Scuola, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Presidio di comunità da preservare”

“Quando si parla di scuola, spesso si pensa alle lezioni, ai compiti, ai voti. Ma chi vive davvero la scuola – insegnanti, famiglie, studenti, amministratori locali – sa che è molto di più. La scuola è un luogo che tiene insieme le persone, che dà forma alla vita quotidiana di un territorio. È un presidio di comunità, nel senso più concreto e umano del termine. In molti paesi e quartieri, poi, la scuola è l’unico spazio dove ogni giorno si incontrano generazioni diverse. I bambini arrivano presto, i genitori si salutano di fretta, i docenti aprono le porte delle classi, i collaboratori sistemano i corridoi. È un rituale che si ripete, che dà ritmo alla comunità. Quando tutto intorno cambia, la scuola spesso resta. Resiste. Tiene il territorio agganciato a una routine condivisa. E, ancora, nei borghi italiani, la scuola è spesso l’ultimo presidio rimasto. Quando una scuola chiude, dunque, non si perde solo un servizio: si perde un pezzo di futuro. Le famiglie giovani se ne vanno, le attività economiche si indeboliscono, la comunità si assottiglia. Al contrario, quando una scuola resta aperta – magari con pochi alunni, ma con progetti vivi – il borgo respira. Si sente ancora un luogo dove vale la pena crescere dei figli. Perché la scuola continui a essere presidio di comunità, servono in primis tre cose: Alleanze educative: Comuni, associazioni, famiglie, terzo settore, nessuno può farcela da solo. Spazi aperti e vivi: Palestre, biblioteche, cortili che diventano luoghi di incontro anche fuori dall’orario scolastico. Docenti formati e sostenuti perché chi lavora in prima linea ha bisogno di strumenti, non solo di buona volontà. Nella consapevolezza maturata che quando una comunità ha una scuola che funziona, che dialoga, che si apre, tutto il territorio diventa più forte”.

Lo dichiara Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente dell’associazione Bandiera Bianca.

Agricoltura, Confeuro: “Buon lavoro a Bruzzone, un ringraziamento a Carloni”

Agricoltura, Confeuro: “Buon lavoro a Bruzzone, un ringraziamento a Carloni”

“Rivolgiamo i nostri auguri di buon lavoro all’Onorevole Francesco Bruzzone per la sua elezione a Presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati. Si tratta di un incarico di grande responsabilità, che richiede competenza, ascolto e capacità di confronto con tutte le componenti del mondo agricolo e agroalimentare. Sono certo che saprà interpretare questo ruolo con equilibrio e concretezza, contribuendo ad affrontare le sfide che attendono il settore, a partire dalla tutela delle piccole e medie imprese agricole, dalla valorizzazione del lavoro degli agricoltori e dal rafforzamento della competitività delle nostre produzioni. Desideriamo, al contempo, rivolgere un ringraziamento all’Onorevole Mirco Carloni per l’impegno profuso nel corso del suo mandato. Il dialogo istituzionale e l’attenzione alle esigenze delle imprese agricole rappresentano elementi fondamentali per costruire politiche efficaci e rispondere alle difficoltà che il comparto sta attraversando. Come Confeuro, rinnoviamo la nostra disponibilità a collaborare con la Commissione Agricoltura, nella convinzione che il confronto tra istituzioni e rappresentanze del settore sia indispensabile per promuovere un’agricoltura più sostenibile, competitiva e capace di garantire futuro e dignità ai produttori”.

Così, in una nota, Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei.

Bilancio Ue, Confeuro: “Proposta irricevibile e folle: non si tutela agricoltura”

Bilancio Ue, Confeuro: “Proposta irricevibile e folle: non si tutela agricoltura”

“La proposta di bilancio Ue avanzata dalla presidenza di turno irlandese per il settennio 2028-2034 è irricevibile. Se da un lato prevede la salvaguardia dei finanziamenti della Pac, dall’altro prospetta tagli per oltre due miliardi di euro alle risorse destinate alle emergenze agricole. Una contraddizione inaccettabile, che rischia di indebolire ulteriormente il comparto”. Così Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei, che aggiunge: “In una fase storica segnata da tensioni geopolitiche, instabilità economica e aumento dei costi di produzione, è irresponsabile pensare di ridurre gli strumenti necessari a garantire competitività e resilienza alle imprese agricole. I fondi di crisi non sono risorse accessorie da sacrificare per esigenze di bilancio, ma strumenti essenziali per affrontare gli shock economici e i pericoli climatici, compensare le perdite e sostenere soprattutto le piccole e medie aziende agricole, oggi esposte a rischi sempre più difficili da assorbire. Questa Unione Europea – prosegue Tiso – deve chiarire quale direzione intenda intraprendere. Non si può proclamare la centralità della sicurezza alimentare, della sovranità agricola e della tutela dei produttori, per poi sottrarre risorse proprio quando servono maggiormente. La competitività non si difende con gli slogan, ma con investimenti, protezioni concrete e una programmazione finanziaria all’altezza delle sfide. La Ue non può fare cassa sulle spalle degli agricoltori e dei cittadini europei. Se occorre razionalizzare la spesa, si intervenga sulle inefficienze burocratiche e sugli sprechi, non sugli strumenti destinati a fronteggiare crisi ed emergenze. Confeuro chiede una revisione della proposta: senza adeguate risorse, le promesse europee rischiano di restare lettera morta e il futuro delle nostre aziende agricole di essere ulteriormente compromesso”, concludo il presidente Tiso.