BOLSENA, GRANCARO INCONTRA LA CITTÀ

BOLSENA, GRANCARO INCONTRA LA CITTÀ

Domani 10 ottobre l’arte contemporanea entra nel centro storico e sul lungolago di Bolsena

BOLSENA – L’arte contemporanea esce dai luoghi consueti, attraversa la città e incontra il paesaggio del lago. Domani,Sabato 10 ottobre 2026, sarà inaugurata a Bolsena “Grancaro incontra la città – Edizione speciale 2026”, nuova articolazione urbana di “Grancaro Welcome on Board 2026 – Parco di sculture contemporanee sul Lago di Bolsena”.
Sculture e installazioni troveranno spazio tra il centro storico e il lungolago, componendo un itinerario artistico diffuso nel quale le opere entreranno in dialogo con le architetture, gli spazi pubblici e il paesaggio lacustre. Un percorso pensato non soltanto per essere visitato, ma anche per inserirsi nella vita quotidiana della città, accompagnando residenti e visitatori alla scoperta di luoghi conosciuti attraverso lo sguardo dell’arte contemporanea.
Il progetto affonda le proprie radici nel Golfo del Grancaro, luogo di particolare valore paesaggistico e archeologico sulle rive del lago di Bolsena. Con questa edizione speciale, l’esperienza nata sulle sponde del lago si estende al centro abitato e costruisce una relazione più ampia tra arte, storia e paesaggio, trasformando per la durata della manifestazione Bolsena in un percorso espositivo a cielo aperto.

L’iniziativa è promossa dal Comune di Bolsena, con il contributo della Presidenza del Consiglio regionale del Lazio, sotto la direzione artistica di Francesca Perti e Serena Achilli. “Grancaro incontra la città” prosegue così il percorso avviato con il parco di sculture contemporanee, inserendosi nelle iniziative di interesse pubblico dedicate alla valorizzazione culturale e turistica del territorio.
Accanto alle opere saranno organizzati incontri con gli artisti, momenti di approfondimento e visite guidate gratuite, per offrire al pubblico occasioni diverse di avvicinamento ai linguaggi del contemporaneo. Tutte le attività saranno a ingresso libero.
A documentare l’edizione 2026 sarà inoltre un catalogo ufficiale, che raccoglierà opere, protagonisti e contenuti del progetto e sarà presentato, al termine della manifestazione, nella seconda settimana di novembre.
La giornata inaugurale prenderà il via sabato 10 ottobre dalle ore 10.00. Presso l’Ufficio informazioni di Bolsena, in piazza Matteotti, sarà possibile ritirare gratuitamente la mappa dell’itinerario, con l’indicazione delle opere e dei luoghi che le ospitano, per percorrere autonomamente la mostra diffusa tra il centro storico e il lungolago.
Alle ore 19.00, nel Giardino comunale di Largo La Salle, si terrà la presentazione del libro “Obscura Luna” di Carmine Sorrentino, che aprirà il momento serale della manifestazione. A seguire, il cocktail inaugurale.
Numerosi gli artisti coinvolti nell’edizione speciale: Matteo Basilè, Tommaso Cascella, Michele Stanzione, Fabio De Santis Scipioni, Massimo Di Giovanni, Simon D’Exèa, David Fagioli, Lorenzo Guerrini, Mutsuo Hirano, Thomas Lange, Carmine Leta, Ettore Marinelli, Armando Moriconi, Alessio Paternesi, Eliana Prosperi, Oliviero Rainaldi, Monica Sarandrea, Sandro Scarmiglia e Roberto Vignoli.
Un incontro tra linguaggi contemporanei e identità dei luoghi che, dalle acque del Grancaro alle strade del centro storico, porta l’arte dentro Bolsena e invita a guardare la città e il suo paesaggio da una prospettiva diversa.

Agroalimentare, Confeuro: “Promozione non basta: politiche immediate e strutturali”

Agroalimentare, Confeuro: “Promozione non basta: politiche immediate e strutturali”

“Confeuro, pur apprezzando la volontà del Governo nazionale di promuovere e valorizzare l’agroalimentare italiano, tuttavia ritiene che oggi la promozione, da sola, non sia sufficiente. Servono politiche concrete e immediate per contenere i costi di produzione e sostenere il reddito dei piccoli e medi agricoltori, che continuano a operare in un contesto economico e geopolitico particolarmente complesso. L’aumento dei costi energetici, delle materie prime e dei fattori produttivi sta mettendo a dura prova la sostenibilità economica di molte aziende agricole”. Lo afferma, in una nota, Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei. “Ci troviamo probabilmente di fronte a uno dei contesti socioeconomici più difficili e delicati degli ultimi trent’anni e il comparto primario non può essere lasciato solo ad affrontarne le conseguenze. Salvaguardare il reddito agricolo deve quindi rappresentare una priorità istituzionale, tanto per il Governo Meloni quanto per l’Unione Europea. Servono interventi specifici, a partire dalla salvaguardia dell’autonomia e delle risorse della PAC, ma anche riforme più strutturali capaci di rafforzare la competitività e la resilienza dell’agricoltura italiana. Occorre costruire condizioni che consentano agli agricoltori di programmare il futuro, investire e continuare a garantire qualità, sicurezza alimentare e presidio del territorio. La promozione del Made in Italy agroalimentare è certamente importante, ma deve essere accompagnata da scelte politiche all’altezza delle difficoltà che il settore sta affrontando. Difendere l’agricoltura significa difendere un interesse strategico nazionale ed europeo”, conclude Tiso.

Sociale, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Volontariato moderno, l’energia civica degli italiani”

Sociale, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Volontariato moderno, l’energia civica degli italiani”

“Negli ultimi anni è cresciuta una forma nuova di volontariato: spontaneo, digitale, di quartiere. Una risposta sociale alla fragilità del lavoro, alla solitudine e alla mancanza di servizi. Il volontariato italiano sta vivendo una stagione di trasformazione profonda. Non è più soltanto l’impegno silenzioso delle associazioni storiche, né un gesto episodico di generosità: è diventato una nuova forma di partecipazione civica, capace di unire generazioni, territori e competenze. Un esempio è rappresentato dalla cosiddetta “microcomunità di quartiere”, e nasce spesso da chat WhatsApp, gruppi Facebook, iniziative spontanee e reti di vicinato. Sono azioni rapide, concrete, senza burocrazia. Si aiutano anziani, famiglie in difficoltà, persone sole. C’è poi il volontariato digitale, con molte persone che offrono supporto telematico agli anziani: insomma, una nuova forma di inclusione sociale che può aiutare a ridurre il divario digitale. Perché crescono queste tipologie di volontariato? In un paese, come il nostro, attraversato da cambiamenti economici, sociali e culturali, il volontariato moderno rappresenta una risposta concreta alla fragilità, alla solitudine e alla discontinuità del lavoro. È un modo per ricostruire legami, per restituire senso di comunità, per dare voce a chi spesso non ne ha. E non è solamente un aiuto: è partecipazione civica, è costruzione di fiducia, è un modo per restituire energia alle comunità. E questa nuova energia civica nasce dal basso: dai quartieri, dai gruppi spontanei, dalle reti digitali, dalle iniziative che uniscono giovani, anziani, professionisti, studenti. È un volontariato più rapido, più flessibile, più vicino ai bisogni reali. Il futuro del Paese dipende anche dalla capacità di riconoscere, valorizzare e sostenere queste nuove forme di impegno. Servono politiche che facilitino la partecipazione, strumenti digitali inclusivi, percorsi formativi che aiutino i cittadini a diventare protagonisti del cambiamento. Occorre, in sostanza, sostenere le reti civiche e il volontariato moderno, riconoscendone il ruolo sociale. Le comunità sono una risorsa strategica per il Paese e meritano supporto strutturale”.

Lo dichiara Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente dell’associazione Bandiera Bianca.

Sanità, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Investire su presidi salute in aree interne”

Sanità, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Investire su presidi salute in aree interne”

“Nelle aree interne italiane, lontane dai grandi centri urbani, la salute non è un diritto immediato ma spesso una sfida quotidiana. Migliaia di cittadini vivono in territori dove l’accesso ai servizi sanitari è complesso, frammentato o insufficiente. Non si tratta solo di distanza geografica: è una distanza sociale, culturale e infrastrutturale che incide profondamente sulla qualità della vita e sulla sicurezza delle persone. La sanità lontana non è un problema nuovo, ma negli ultimi anni appare essersi aggravato, per un divario sanitario che separa chi vive nei centri urbani da chi abita nei territori periferici, con conseguenze dirette sulla salute e sulla prevenzione. I piccoli ambulatori, le guardie mediche e i consultori dunque diventano fondamentali e rappresentano spesso l’unico presidio sanitario disponibile. Tuttavia, hanno spesso orari limitati, attrezzature ridotte, impossibilità di gestire emergenze e pochi servizi specialistici. La sanità di prossimità è essenziale, ma deve essere rafforzata con investimenti, personale e tecnologie. Cosa fare? La sanità lontana non è solo un problema di chi vive nelle aree interne: è una questione di equità nazionale. Un Paese è forte quando garantisce gli stessi diritti a tutti, indipendentemente dal luogo in cui si nasce o si vive. Investire nella salute dei territori periferici significa proteggere comunità intere, ridurre le disuguaglianze e costruire un’Italia più coesa, più sicura e più giusta. Questo deve essere l’obiettivo primario delle nostre istituzioni”.

Lo dichiara Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente dell’associazione Bandiera Bianca.

Antispreco, Confeuro: “Legge Gadda pilastro per lo sviluppo sostenibile”

Antispreco, Confeuro: “Legge Gadda pilastro per lo sviluppo sostenibile”

“Confeuro e il suo presidente nazionale Andrea Tiso hanno partecipato al convegno “Dieci anni che non si sprecano”, promosso oggi a Montecitorio in occasione del decennale della Legge Gadda 166/2016. Un momento importante di confronto su una normativa che ha saputo guardare al futuro e mettere in relazione filiera produttiva, solidarietà e sostenibilità – dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro -z È una legge di civiltà che ha riconosciuto al Terzo settore un ruolo centrale nel recupero e nella redistribuzione delle eccedenze, coinvolgendo anche associazioni e realtà civiche impegnate quotidianamente sul territorio, come Accademia Iniziativa Comune. Questa Legge Antispreco – che vide come prima firmataria la deputata Mari Chiara Gadda – ha introdotto un approccio innovativo anche sul piano fiscale, attraverso un principio semplice ma efficace: ciò che viene donato non deve essere penalizzato rispetto a ciò che viene distrutto. È un’impostazione che favorisce le imprese, incentiva le donazioni e rende concretamente più conveniente trasformare un’eccedenza in una risorsa. La semplificazione delle procedure e gli strumenti previsti dalla normativa hanno contribuito a rafforzare un sistema nel quale solidarietà ed economia circolare possono procedere insieme. In dieci anni, inoltre, le donazioni alimentari sono cresciute del 95%, a conferma di un percorso che ha prodotto risultati importanti. Ma il lavoro non può considerarsi concluso. Lo spreco resta una sfida economica, sociale e ambientale e richiede un impegno costante. Le istituzioni hanno il compito di sostenere e migliorare gli strumenti esistenti, favorendo nuove sinergie tra imprese, Terzo settore, associazioni e cittadini”, chiosa Tiso.

Ue, Confeuro: “Ok Meloni su agricoltura, ma su potere di veto no stessa determinazione…”

Ue, Confeuro: “Ok Meloni su agricoltura, ma su potere di veto no stessa determinazione…”

“Le parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulla necessità di mantenere agricoltura e coesione tra le priorità del prossimo bilancio europeo sono condivisibili. Come Confeuro, guardiamo inoltre con favore alla lettera sottoscritta dall’Italia e da altri 16 Stati membri per chiedere che le risorse destinate alla Politica agricola comune e alla coesione vengano preservate nel bilancio Ue. La nostra preoccupazione, tuttavia, è che queste intenzioni possano rimanere soltanto dichiarazioni politiche. Attendiamo quindi che alle parole seguano atti concreti e una strategia europea capace di rafforzare davvero il settore primario, rendendolo centrale anche davanti alle grandi trasformazioni economiche e geopolitiche in corso. Per questo ci chiediamo dove sia la stessa determinazione da parte della premier Meloni sul superamento di quei meccanismi decisionali che continuano a rallentare l’Europa. Il potere di veto e il principio dell’unanimità in alcuni ambiti decisivi rischiano infatti di rendere l’Unione troppo lenta proprio quando servirebbero rapidità, unità e capacità di intervento. L’Europa ha bisogno di essere più forte, più rapida e più capace di decidere. Davanti alle grandi potenze mondiali non possiamo presentarci come un insieme di Stati che rischiano di procedere con tempi e posizioni differenti. Il rischio è quello di indebolire il progetto europeo e lasciare spazio alle spinte nazionaliste ed estremiste. La tutela dell’agricoltura passa dunque anche dalla costruzione di un’Europa più integrata, autorevole e democratica. Occorre aprire con coraggio il capitolo delle riforme istituzionali, rafforzando gli strumenti comuni e superando progressivamente il diritto di veto. Se vogliamo che l’Europa protegga davvero i suoi agricoltori, le sue imprese e i suoi cittadini, dobbiamo prima metterla nelle condizioni di decidere”.

Cosi, in una nota, Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei.