Carburanti, Confeuro: “Proteste e disagi. Il Sud Italia chiede interventi strutturali” Le istituzioni nazionali ed europee devono mettere al centro della propria agenda il mondo agricolo e la produzione primaria, veri motori dell’economia del Mezzogiorno, …
Ue, Euromò: “Europa potenza incompiuta. Ancora troppo dipendenti da Usa” “L’Europa spende sempre di più per la difesa, ma resta ancora fortemente dipendente dagli Stati Uniti. La guerra in Ucraina ha confermato questa fragilità, evidenziando …
Ue, Tiso (Confeuro): “Tutelare Pac vuol dire difendere reddito degli agricoltori” “La Politica agricola comune deve rimanere uno dei pilastri fondamentali dell’Unione europea. Per questo Confeuro si unisce alle organizzazioni agricole europee nel chiedere risorse …
Ue, Tiso(Acc Iniziativa Comune): “In Europa nuovi orizzonti nella sicurezza informatica” “L’Unione Europea ha compiuto un passo decisivo nel rafforzamento della cibersicurezza globale con l’entrata in vigore del Cyber Resilience Act (CRA). La normativa mira …
Domenica 25 ottobre a Marino la seconda anteprima della stagione teatrale 2026/2027: in scena la commedia di Michele La Ginestra con Sergio Zecca. La romanità dei primi del Novecento, tra sonetti, canti, schermaglie amorose e …
Lavoro, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Servono diritti e tutele contro gig economy”
“La gig economy è ormai una componente strutturale del mercato del lavoro italiano. Rider, freelance digitali, lavoratori delle piattaforme: figure che operano senza tutele tradizionali, con redditi variabili e con una dipendenza crescente dagli algoritmi. All’inizio la gig economy sembrava offrire opportunità interessanti: autonomia, libertà di orari, possibilità di scegliere i lavori. Molti giovani l’hanno vista come una porta d’ingresso nel mondo del lavoro. Ma la realtà si è rivelata più difficile e complessa. Tra le questioni più delicate c’è ad esempio la subordinazione algoritmica, visto che spesso le piattaforme digitali decidono: chi lavora, quando, a quale tariffa, e con quali priorità. Gli algoritmi valutano la puntualità, la disponibilità, la velocità, creando una forma di subordinazione invisibile ma molto potente. Il lavoratore non ha un capo, ma un sistema che lo monitora e lo valuta in tempo reale. Inoltre, la gig economy è caratterizzata da compensi bassi, mancanza di ferie e malattia, assenza di contributi adeguati, e impossibilità di costruire una carriera. Molti lavoratori dunque vivono una precarietà costante che impedisce di progettare il futuro. Quale l’impatto sociale? La gig economy frammenta il lavoro, aumenta la vulnerabilità economica e rischia di creare nuove forme di disuguaglianza. È un fenomeno che cresce più velocemente delle tutele, e che richiede risposte politiche immediate: diritti, protezioni sociali e percorsi di crescita. La gig economy non può diventare il nuovo volto della precarietà, ma deve essere regolata per garantire dignità e sicurezza”.
Lo sottolinea, in una nota stampa, Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca.
Sociale, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Investire di più su alfabetizzazione digitale”
“L’alfabetizzazione digitale è diventata la nuova forma di cittadinanza del XXI secolo. Non riguarda più “saper usare il computer”, ma saper vivere, lavorare e partecipare alla società in un ambiente dove ogni servizio – dalla sanità alla scuola, dalla banca alla PA – passa attraverso strumenti digitali. In Italia il divario digitale resta significativo: meno della metà dei cittadini possederebbe competenze di base, gli anziani e le fasce fragili sono spesso esclusi, e l’uso consapevole dell’IA è ancora limitato. Dati che frenano innovazione, inclusione e competitività. Ma quali sono le ragioni del ritardo italiano? Per lo più strutturali. Gap culturale, disuguaglianze territoriali, formazione insufficiente e fragilità socio-economiche. In questo contesto, però, qualcosa si muove. Il PNRR, ad esempio, ha aperto una stagione di investimenti senza precedenti. Centri di Facilitazione Digitale: sportelli territoriali per aiutare cittadini e imprese a usare servizi digitali. Servizio Civile Digitale: giovani formati per supportare la popolazione più fragile. Traduzione ufficiale del DigComp 3.0. Infine l’obiettivo 2030: alfabetizzare almeno l’80% della popolazione. Insomma, l’alfabetizzazione digitale non significa solo saper usare computer e smartphone: è la capacità di cercare informazioni, comunicare online, creare contenuti, proteggere i propri dati e risolvere problemi tecnologici. È una forma di cittadinanza moderna, indispensabile per accedere ai servizi pubblici, lavorare, studiare e partecipare alla vita sociale. L’alfabetizzazione digitale è ormai una necessità quotidiana, non un optional. Colmare il divario significa rendere la società più inclusiva, ridurre le disuguaglianze e permettere a tutti di partecipare pienamente alla vita civile ed economica. Investire nelle competenze digitali è investire nel futuro del Paese”.
Lo sottolinea, in una nota stampa, Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca
Ue, Confeuro: “Bene pacchetto Omnibus: semplificazione, qualità e controlli”
“Accogliamo positivamente la posizione assunta ieri dal Consiglio dell’Unione europea sul pacchetto Omnibus X, che interviene su alcuni ambiti importanti per la sicurezza alimentare, la sostenibilità e la competitività del comparto agricolo. In particolare, riteniamo significative le misure relative ai livelli massimi di residui e alla valorizzazione dei prodotti di bio controllo”. Lo dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro, sottolineando come il “cosiddetto “zero tecnico” per alcune sostanze particolarmente pericolose rappresenti un principio importante per garantire maggiore coerenza tra le regole applicate ai produttori europei e quelle relative alle importazioni dai Paesi terzi. Il mandato del Consiglio prevede infatti l’abbassamento a zero tecnico degli LMR per determinate sostanze non più autorizzate nell’Ue perché pericolose per la salute umana o l’ecosistema. È una questione di equità e di tutela – prosegue Tiso – perché gli agricoltori europei sono chiamati a rispettare standard elevati e non possiamo permettere che sui nostri mercati arrivino prodotti ottenuti attraverso l’utilizzo di sostanze che nell’Unione non sono più consentite. La sicurezza dei consumatori, la tutela dell’ambiente e la salvaguardia della competitività delle nostre imprese devono procedere insieme. Valutiamo inoltre positivamente l’accelerazione prevista per le sostanze e i prodotti di biocontrollo e per quelli a basso rischio. Semplificare gli iter autorizzativi può favorire la diffusione di soluzioni alternative alla chimica di sintesi e sostenere la transizione verso modelli agricoli più sostenibili. Ma semplificazione non deve significare minori garanzie: al contrario, deve essere accompagnata da controlli efficaci, rigorosi e omogenei. La nostra posizione – conclude Tiso – è chiara: meno burocrazia inutile per gli agricoltori, ma più qualità, trasparenza e controlli lungo tutta la filiera. È questa la strada per costruire un’agricoltura europea moderna, competitiva e sempre più rispettosa della salute, dell’ambiente e del lavoro dei nostri produttori”.
ITALIAN MUSIC & ART FEST – Un evento che rimarrà scolpito nei cuori dei tanti presenti che hanno riempito il Caffè Letterario di Roma il 24 settembre 2026. Anche per questa terza edizione l’IMAF (acronimo di Italian Music e Art Fest) è stato inserito nel programma ufficiale della Rome Future Week, manifestazione con 400 eventi diffusi su tutta Roma. Il tema dell’evento “FANTASIA, INTELLIGENZA ARTIFICIALE, FORMAZIONE CONTINUA E MARKETING: LA MATERIA PRIMA DELL’ARTISTA è ANCORA L’ARTE?” ha appassionato artisti, ospiti e presenti che si sono confrontati presentando il loro punto di vista. L’arte è stata profusa in tante delle sue forme partendo dalla musica per passare dalla pittura, la moda, il design, la ricerca, l’editoria, i programmi tv e la danza.
A condurre
la serata la stessa autrice dell’Imaf Sara Lauricella coadiuvata dalla
splendida presenza di Anastasia Piccillo, Fashion Textile & Costume
Designer, ma anche co-fondatrice del progetto TGEUR, la quale, ha creato per
l’occasione un’installazione con alcuni dei suoi costumi di scena, lavori
tessili e portfolio.
premio Fiorella Fiorelli da sin Sara Lauricella, Maria Luisa Bossone, Fabrizio Silvestri, Giovannino Montanari
Ad
impreziosire ulteriormente la ricca serata il Premio Fiorella Fiorelli, unico
premio in Italia che un artista, nella fattispecie il Maestro Giovannino
Montanari, ha voluto dedicare alla propria ufficio stampa e manager. Le
personalità premiate di quest’anno sono state il giornalista ed autore Rai
Fabrizio Silvestri e la ballerina e coreografa Maria Luisa Bossone visibilmente
emozionati per il riconoscimento. Silvestri ha anche condiviso il trailer del
suo ultimo documentario.
Ed ancora altri
ospiti famosi quali Monsieur David che, oltre al suo già noto Feet Theatre, si
è presentato in veste di autore del libro “Anche la matita se n’è accorta”
illustrando, è proprio il caso di dirlo, la sua ricerca della visione personale
del mondo. A chiudere il settore editoria Armando Terribili e Barbara Simona
Gottardi con la loro creazione “Trame Intrecciate”.
Speciali e
toccanti i momenti dedicati ai prescelti dall’ideatrice del format, Sara
Lauricella, che ha voluto assegnare al producer GnsLuke ed alla ricercatrice
senior dell’Istituto Superiore di Sanità Elena Ambrosini i primi premi
Eccellenze IMAF per la capacità di coniugare l’uso dell’AI e la tecnologia con
la passione e l’autenticità dell’animo umano.
GnsLuke si è
anche esibito con alcuni dei suoi brani, tra cui un duetto con il rapper Mastro
Zoom, del progetto discografico “RetroRap” in cui sta rimasterizzando i suoi
successi di gioventù dando nuovo smalto e linfa vitale.
Ma il vero
cuore della serata sono stati gli artisti musicali che si sono avvicendati sul
palco. Iniziamo con le cantautrici e cantanti Arianne, con la sua voce leggera
e temi forti, Persia, con la sua voce calda e carezzevole, Danica dalla forte
presenza scenica e dalla voce potente ed estesa e Lara, artista turca che, già
per il secondo anno consecutivo, partecipa al format IMAF.
Ed ancora il
rapper Gon, che ha presentato il brano Higher, appena uscito, realizzato in
studio con il producer, e cantautore, Wrongonyou.
Si è
spaziato nel mondo della musica con il cantautorato folk di contestazione di
Luciano de Cesaris, la folle energia dei duo Sick Hatter & Brown, al rock
di Jo Sefir/Enter Forever per chiudere con l’esplosiva band dei giovanissimi
Nine Eighteen.
Sono stati
menzionati tutti i partners che, in un qualche modo, abbiano contribuito alla
realizzazione e divulgazione dell’evento tra cui TgEur e Eur Music Contest (di
cui erano presenti diversi artisti in rappresentanza), La Bussola il ritmo
Viaggiante, Radio R102 Svizzera, LaLa LABEL, MusicalNews, CM Project, Cotto
Duro, Roma Capitale Magazine, RomaOggi, Mondocultura, Stare in Radio,
Ventonuovo e Differevent.
Un evento
che ha lasciato tanto ad ognuno dei presenti e che oltre ad essere un format di
musica, cultura, tecnologia è stato un evento in cui si è sentito tanto tanto
cuore.
“Anche in Italia il lavoro figura come il principale motore della mobilità sociale: permette ad esempio di migliorare la propria condizione economica, di costruire un futuro, di accedere a opportunità che la famiglia di origine non aveva. Nel belpaese, però, questo meccanismo sembra essersi inceppato. La combinazione di salari fermi, precarietà diffusa e carriere bloccate starebbe creando una generazione che fatica a salire i gradini della scala sociale. La mobilità sociale, d’altronde, non è solamente un concetto sociologico: è la misura della vitalità di una nazione. Oggi, tuttavia, i dati mostrano un quadro piuttosto preoccupante: un terzo dei trentenni italiani avrebbe una posizione socioeconomica più bassa dei genitori; la crescita salariale sarebbe tra le più basse d’Europa; e le carriere avanzano lentamente, soprattutto nei settori tradizionali. Questo blocco non riguarda solo i giovani: anche molti adulti vivono una stagnazione professionale che impedisce di migliorare la propria condizione. Alla luce di questo scenario preoccupante e complesso, dunque, Accademia Iniziativa Comune reputa improcrastinabile mettere in campo e rilanciare politiche per la mobilità sociale, investendo su salari, formazione e percorsi professionali chiari. Senza un lavoro che permette di crescere, il nostro paese rischia di perdere una generazione di talenti e di indebolire la propria capacità competitiva. Un rischio che davvero non possiamo più correre”.
Lo sottolinea, in una nota stampa, Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca
Onu, Tiso(Euromò): “Per pace pianeta serve Europa unita e cooperazione internazionale”
“Per Euromò hanno un ruolo centrale il multilateralismo e la cooperazione nell’affrontare le grandi sfide del nostro tempo. Di fronte a un quadro internazionale sempre più complesso, dalla minaccia dei conflitti alle pandemie, dalla crisi climatica e alimentare all’insicurezza economica, fino alla rapida evoluzione dell’intelligenza artificiale, nessun Paese può pensare di essere autosufficiente. In tal senso siamo d’accordo con il presidente del Consiglio europeo António Costa, intervenuto sul concetto di multilateralismo all’Assemblea generale delle Nazioni Unite”. Lo dichiara Rocco Tiso, portavoce del movimento culturale Euromò. “La cooperazione internazionale d’altronde non è un ideale del passato, ma una necessità concreta. È attraverso istituzioni multilaterali più efficaci, rappresentative e capaci di produrre risultati che possiamo costruire condizioni di maggiore stabilità e sicurezza. Anche la governance dell’intelligenza artificiale richiede regole condivise e una responsabilità globale. In questo scenario delicato e complesso – conclude Rocco Tiso – l’Unione Europea deve assolutamente fare la propria parte con maggiore unità, autorevolezza e capacità di iniziativa. Un’Unione europea forte, infatti, può contribuire a rafforzare il sistema multilaterale, difendere il diritto internazionale e promuovere una cultura della pace. Per Euromò, costruire un’Europa più unita significa anche dare al continente gli strumenti per incidere sulle grandi questioni globali e contribuire concretamente alla pace e alla prosperità del pianeta”.
This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.
Cookie strettamente necessari
I cookie strettamente necessari dovrebbero essere sempre attivati per poter salvare le tue preferenze per le impostazioni dei cookie.
Se disabiliti questo cookie, non saremo in grado di salvare le tue preferenze. Ciò significa che ogni volta che visiti questo sito web dovrai abilitare o disabilitare nuovamente i cookie.